Como-Venezia, insulti sessisti a Ferrieri Caputi, l'indagine della Figc grazie alle immagini tv e la posizione dell'Aia
- Postato il 3 novembre 2026
- Di Virgilio.it
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La direzione di gara di Maria Sole Ferrieri Caputi durante Como-Venezia, terminata 1-0 per i padroni di casa domenica 1 novembre allo stadio Sinigaglia, è finita al centro di un caso che va ben oltre le valutazioni tecniche.
- Insulti a Ferrieri Caputi, indagine Figc
- La polemica dopo il rigore revocato al Venezia
- La bufera sui social network
- La posizione della Lega Serie A e l'indagine federale
- La condanna dell'Aia: «Rispetto per tutte le associate»
Insulti a Ferrieri Caputi, indagine Figc
La Figc ha infatti avviato un’indagine sugli insulti sessisti indirizzati all’arbitra da alcuni spettatori presenti sugli spalti. Le frasi, particolarmente offensive, sono state captate dai microfoni di Dazn durante la telecronaca, facendo emergere un episodio che ha riacceso il dibattito sul rispetto delle donne nel mondo del calcio. Tra le espressioni pronunciate nei confronti della direttrice di gara sono state chiaramente udite frasi come «Vai a fare la pasta al sugo» e «Vai a passare l’aspirapolvere». Commenti discriminatori che non hanno nulla a che vedere con una normale contestazione arbitrale e che chiamano in causa stereotipi di genere ormai inaccettabili.
La polemica dopo il rigore revocato al Venezia
Gli insulti sono arrivati durante le proteste per un episodio verificatosi intorno alla mezz’ora del primo tempo, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Ferrieri Caputi aveva inizialmente assegnato un calcio di rigore al Venezia per un presunto tocco di mano di Luis Milla. Successivamente, dopo il richiamo al monitor da parte della sala Var, con Francesco Cosso e Antonio Giua coinvolti nella valutazione dell’episodio, l’arbitra ha rivisto le immagini e deciso di revocare il penalty.
La bufera sui social network
Una decisione che ha provocato le proteste della formazione veneta e acceso il confronto tra tifosi e appassionati, anche sui social network. La discussione sulla correttezza della scelta arbitrale si è però inevitabilmente intrecciata con il comportamento di alcuni spettatori, trasformando una normale controversia sportiva in un caso di discriminazione. Alla partita era presente in tribuna anche Daniele Orsato, designatore arbitrale, che ha potuto seguire da vicino la gestione dell’incontro. Anche l’intervento del Var e la successiva revoca del rigore sono finiti sotto la lente delle valutazioni tecniche.
La posizione della Lega Serie A e l’indagine federale
La vicenda è stata segnalata anche nel comunicato della Lega Serie A relativo ai provvedimenti disciplinari dopo la decima giornata di campionato. Nel documento viene precisato che, sulla base delle notizie riportate dagli organi di stampa, le frasi non sarebbero state direttamente percepite dai collaboratori della Procura federale presenti allo stadio. Per questo motivo, la Lega ha demandato alla Procura ogni ulteriore accertamento, affinché possano essere chiarite le circostanze dell’accaduto e le eventuali responsabilità individuali e della società di riferimento. Sarà dunque l’indagine a stabilire l’effettiva portata degli insulti e gli eventuali provvedimenti disciplinari da adottare.
La condanna dell’Aia: «Rispetto per tutte le associate»
Sulla vicenda è intervenuta anche l’Associazione italiana arbitri, attraverso il presidente Francesco Massini, che ha espresso una ferma condanna nei confronti di qualsiasi forma di sessismo, discriminazione e violenza verbale ai danni delle proprie associate. Massini ha ricordato che all’interno degli organici dell’Aia operano oltre 2.200 donne, alle quali devono essere garantiti rispetto, dignità e piena considerazione. Il richiamo dell’associazione non riguarda soltanto il calcio professionistico. Episodi di discriminazione e insulti nei confronti delle direttrici di gara, infatti, continuano a verificarsi anche nei campionati dilettantistici e giovanili, dove spesso le arbitre si trovano a dover affrontare situazioni altrettanto difficili.