Cobolli travolto da Fery, wild card che ha stupito tutti: e ora i tifosi di casa sognano, 10 anni dopo Murray
- Postato il 8 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Il sogno di Flavio Cobolli di migliorare lo straordinario risultato dell’anno precedente e di approdare per la prima volta in carriera in semifinale a Wimbledon si scontra con un muro chiamato Arthur Fery. La sorprendente wild card inglese (ma nata a Sevres, in Francia), che ha iniziato i Championships da numero 114 del ranking ATP, continua nella sua fenomenale cavalcata. Tra lui e la finale, ormai, c’è “soltanto” (si fa per dire) Sascha Zverev, che con una vittoria a sua volta approderebbe al match per il titolo e supererebbe Carlos Alcaraz nella seconda posizione del ranking. Flavietto, intanto, non può far altro che salutare l’All England Club. Con orgoglio e anche con qualche rimpianto.
- Wimbledon, doppio fallo fatale per Cobolli
- Fery vince anche il tie-break, Cobolli sotto 2-0
- Flavio s'arrende a zero, in semifinale ci va Fery
Wimbledon, doppio fallo fatale per Cobolli
Sin dall’inizio del primo set Fery si conferma solidissimo in battuta e in difesa. Il britannico, sostenuto dal tifo asfissiante del solitamente compassato pubblico londinese, non sbaglia un colpo e Cobolli fa una fatica terribile a restare aggrappato al punteggio. Ci riesce fino al 30-30 del decimo gioco quando, sul risultato di 4-5 per il rivale, incappa in un doppio fallo mortifero. È il punto decisivo del parziale, forse addirittura della partita. Fery piazza il break in modo chirurgico e si prende il primo set sul 4-6, Cobolli rimane a pensare a quell’errore che lo condizionerà, purtroppo, anche nei giochi successivi.
Fery vince anche il tie-break, Cobolli sotto 2-0
Nel secondo set Flavietto ha una reazione d’orgoglio, parte subito con un break a favore ma al quarto game subisce il controbreak. Stavolta l’equilibrio regge e si arriva, gioco dopo gioco, fino al 6-6: c’è bisogno del tie-break per decidere le sorti del parziale. L’inglese parte meglio, riesce ad accumulare subito un vantaggio significativo, gestito poi con oculatezza fino al 7-4 che decide il set. Ormai è una bolgia e il pubblico diventa sempre di più un fattore. Per Cobolli rimontare due set in queste condizioni diventa un’impresa titanica, praticamente impossibile. E l’evoluzione del terzo set lo conferma.
Flavio s’arrende a zero, in semifinale ci va Fery
Un calvario la terza frazione per l’eroe dell’ultima Davis, ridotto quasi a vestire i panni di un toro agonizzante in un’arena pazza per il torero Fery. L’inglese strappa subito il servizio all’italiano, che non ne ha più. Fery strappa un’altra volta il servizio, si porta sul 3-0, si toglie poi anche la soddisfazione del terzo break nel quinto game. L’agonia di Cobolli si chiude con un bagel: 0-6. Fuori ai quarti di finale di Wimbledon, proprio come nel 2025. Solo che un anno fa c’era Novak Djokovic a sbarrargli la strada, non un carneade inglese diventato ora l’orgoglio dei suoi tifosi, che sognano di vedere la Union Jack sul gradino più alto del podio: l’ultima volta fu per merito di Andy Murray nel 2016.