Cobolli: la rivelazione sui problemi fisici, i rimpianti e l’obiettivo Torino. Riscatto Zverev al Roland Garros
- Postato il 7 giugno 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Nella giornata in cui finalmente Alexander Zverev ha conquistato il suo tanto agognato primo titolo dello slam, a strappare applausi a Parigi è anche Flavio Cobolli, primo giocatore a mettere seriamente in difficoltà colui che dopo l’uscita di scena di Jannik Sinner e Novak Djokovic era visto come strafavorito alla vittoria del titolo. Un Flavio Cobolli che saluta questa edizione del Roland Garros con la consapevolezza di poter davvero tenere testa ai migliori, di essere un giocatore a cui nessun risultato è precluso a prescindere e con qualche rimpianto per una finale dove è arrivato molto più vicino a vincere di quanto con ogni probabilità anche lui si aspettasse alla vigilia.
- Cobolli svela i problemi fisici: “Il mio corpo mi ha abbandonato”
- L’obiettivo ATP Finals e i rimpianti per la finale del Roland Garros
- Riscatto Zverev al Roland Garros
Cobolli svela i problemi fisici: “Il mio corpo mi ha abbandonato”
Doveva essere una finale senza storia, e invece a decretare il vincitore dell’edizione 2026 del Roland Garros è stata una battaglia di oltre quattro ore un quarto durante le quali Cobolli ha tenuto testa al favorito Zverev almeno fino al quinto e decisivo set, dove – come ha rivelato Flavio in conferenza stampa – le energie lo hanno abbandonato: “Nel quarto set, nel 6-4 tie-break ho avvertito crampi al polpaccio. Ho provato il mio meglio al cambio campo, ma poi dopo il secondo game avvertivo qualcosa anche al quadricipite. Il mio corpo mi ha abbandonato. Nel tie-break ho chiuso gli occhi, forse sia sulla volée sbagliata che sul dritto vincente. Mi sentivo stanco ma ho provato a vincere il set e vedere cosa succedeva nel quinto. Ho chiuso gli occhi, e a volte aiuta”.
L’obiettivo ATP Finals e i rimpianti per la finale del Roland Garros
Questa finale ha dato anche grande consapevolezza e sicurezza a Cobolli, che vuole continuare a crescere per stabilirsi nell’élite del tennis e raggiungere l’obiettivo stagionale – ora ben più vicino essendo al quarto posto della Race to Turin – di qualificarsi per le ATP Finals: “Ho una consapevolezza molto diversa rispetto all’inizio del torneo, ma gli obiettivi rimangono gli stessi. Ce ne siamo dati uno, che è Torino, dall’inizio dell’anno. Stiamo lavorando per andarci, è molto difficile, ma con questo livello e con tanto lavoro, anche dietro le quinte, sono sicuro che riuscirò ad andarci”.
Consapevolezza che deriva anche dal fatto che questa finale avrebbe anche potuto avere un esito diverso se Cobolli – per via soprattutto di un po’ di inesperienza a questi livelli – avesse gestito meglio determinate situazioni, come evidenziato (con qualche rimpianto) da Flavio stesso: “Vincere il terzo set avrebbe cambiato tutto. Ma non sono abituato ancora a questo tipo di pressione. Sentivo di essere vicino nei momenti importanti. Non mi sono mai sentito inadeguato in vita mia, soprattutto oggi, nessuno mi ha regalato quello che ho fatto. Si può capire la tensione per un ragazzo non abituato a queste partite. Sono entrato pieno, con le persone che amo, il presidente che mette sempre tanta pressione”.
Riscatto Zverev al Roland Garros
Questo è stato però soprattutto il torneo del riscatto per Zverev, che alla sua quarta finale (due delle quali perse trovandosi avanti 2-0 – e con match point a favore – e 2-1) ha finalmente conquistato il primo agognato titolo slam, ultimo tassello mancante al suo ricchissimo palmares nel quale può annoverare sette titoli 1000, due ATP Finals e un oro olimpico. Questo trionfo inoltre è arrivato nel luogo che più di tutti aveva fatto piangere Sascha, che qui non solo perse due anni fa la finale contro Carlos Alcaraz, ma fu vittima di un terribile infortunio che lo obbligò a lasciare il campo in stampelle durante una stupenda semifinale contro Rafael Nadal, interrotta prematuramente dopo quasi due set che in totale erano durati oltre tre ore.
Ricordi che inevitabilmente sono riaffiorati alla mente di Zverev, che li ha ricordati durante il suo discorso in occasione della cerimonia di premiazione: “Questo campo è molto speciale per me per tanti e diversi motivi. Qui ho vissuto i momenti più belli e quelli più brutti della mia vita, ero lì in quell’angolo quattro anni fa con i legamenti rotti e due fratture, poi la finale due anni e ora il finale a lieto fine, anche grazie al pubblico, che l’ho sentito spingervi per le due settimane intere e sicuramente senza di voi non ce l’avrei fatta”.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/TennisChannel/status/2063686539037618208" profile_id="TennisChannel" tweet_id="2063686539037618208"/]