Cobolli, Fognini suona la sveglia: "Adesso deve cambiare modo di pensare"
- Postato il 9 giugno 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Cobolli, Fognini suona la sveglia: "Adesso deve cambiare modo di pensare"
Secondo Corrado Barazzutti, ex capitano azzurro di Coppa Davis, Flavio Cobolli non si deve accontentare di essere entrato per la prima volta in top ten: può ambire tranquillamente alla posizione numero 3 del ranking Atp, alle spalle degli unici "inavvicinabili" di questa generazione, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. E sotto sotto, lo pensa anche Fabio Fognini, grande ex della racchetta azzurra, che è stato un po' il suo scopritore.
"Era il 2020, in pieno periodo Covid - racconta il Fogna al Corriere della Sera -. Alle prese con i tanti infortuni dell'ultima parte della mia carriera, mi trovavo a casa, ad Arma di Taggia. Mi sono chiesto: come potrei aiutare con la mia esperienza i talenti italiani emergenti? All'epoca mi allenavo con Barazzutti a Roma, al campo andavano e venivano due ragazzini promettenti: Flavio Cobolli e Matteo Gigante. In Flavio mi sono subito rivisto: la corsa, la lotta, la faccia da duro in torneo e un cuore d'oro fuori. Un cagnaccio, come me. Ho telefonato a Stefano Cobolli: tuo figlio mi piace, incontriamoci".
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Flavio, sottolinea, "è meno irascibile di me, però abbiamo tante cose in comune. Ora che è salito al numero 10, anche la classifica. Il suo successo è una vittoria anche per noi, che l'abbiamo costruito e aiutato come potevamo". E ora può arrivare "lontano", giura Fognini. "È giovane, può crescere tanto. Sinner e Alcaraz restano di un altro livello, Zverev è ancora superiore, ma sotto c'è margine: Djokovic ha la mia età, ormai gioca pochissimo, Auger-Aliassime Flavio l'ha già battuto. Gli altri non sono ingiocabili".
A Cobolli però serve una nuova mentalità, e in fretta. "Quest'anno ha giocato male i due Master 1000 americani. Siamo a Miami, mi dice che vuole andare sulla terra dell'Atp 250 di Bucarest. Gli dico che non sono d'accordo: la trovo una scelta di basso profilo, gli spiego che ora deve pensare in maniera diversa, come i top players. È andato a Montecarlo, poi è decollato: finale a Monaco dopo aver battuto Zverev, quarti a Madrid, finale a sorpresa al Roland Garros. La programmazione, d'ora in poi, dovrà essere mirata: il suo obiettivo stagionale sono le Atp Finals di Torino. Andranno fatte scelte in funzione di quel traguardo. Soprattutto, serve un cambio di mentalità".
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Al Roland Garros Cobolli è stato bravo ad approfittare di un tabellone improvvisamente aperto dopo il crollo di Sinner e il ritiro di Arnaldi in semifinale, e "ha gestito bene le settimane parigine. Adesso gli avversari hanno capito di cosa è capace, non sarà più possibile coglierli di sorpresa". "Il difficile arriva adesso - conclude Fognini -: deve pensare a se stesso, fare le cose con calma, puntare in alto. L'ho visto a Parigi dopo la finale, abbiamo festeggiato a pizza e birra con tutti i suoi amici. Ho ancora qualcosina da dirgli: io vado ad Arma, Flavio a Firenze a trovare la nonna, ci faremo una bella chiacchierata viaggiando. Quando entri nei top 10 non puoi più pensare come pensavi prima".
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