Cisl Liguria: “Turni di lavoro di oltre 6 ore senza i buoni pasto sostitutivi, il tribunale condanna Asl2 a risarcire un gruppo di dipendenti”
- Postato il 14 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Il tribunale ha riconosciuto il diritto al risarcimento per i dipendenti dell'Asl2 della Liguria che hanno effettuato turni lavorativi superiori alle 6 ore senza ricevere i buoni pasto sostitutivi previsti dalla normativa. La sentenza rappresenta una vittoria sindacale della Cisl, che aveva sollevato la questione delle violazioni contrattuali. La decisione rafforza la tutela dei diritti dei lavoratori sanitari e stabilisce un precedente importante per il riconoscimento delle prestazioni dovute.
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Liguria. La CISL FP Liguria, che ha promosso la causa, esprime “piena soddisfazione per l’importante vittoria ottenuta con la sentenza del Tribunale di Savona – Sezione Lavoro, del 9 settembre 2026, che ha condannato l’Azienda Sanitaria (all’epoca dei fatti ASL2, oggi confluita in ATS Liguria) a risarcire un gruppo di dipendenti iscritti alla CISL FP ai quali non erano stati riconosciuti i buoni pasto sostitutivi per i turni di lavoro superiori alle 6 ore, in violazione della normativa vigente e del CCNL Comparto Sanità”.
“Il Giudice ha stabilito – spiegano dal sindacato – che il diritto alla mensa, o al buono pasto sostitutivo, matura automaticamente ogni volta che la prestazione lavorativa superi le sei ore continuative, indipendentemente dalla collocazione oraria del turno (diurno o notturno e festivo) e dalle esigenze organizzative del reparto. Il Tribunale ha inoltre confermato che tale diritto ha natura assistenziale, riconoscendo il termine di prescrizione decennale anziché quinquennale, con evidente vantaggio per i lavoratori nel recupero delle somme non erogate”.
“Come conseguenza della sentenza, l’Azienda è stata condannata a corrispondere ai ricorrenti rimborsi che, calcolati sull’intero periodo di riferimento, ammontano in media a circa 5.000 euro per dipendente, oltre interessi, rivalutazione monetaria e spese di lite. Si tratta dell’ennesima pronuncia che si allinea a un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, confermato anche da recenti decisioni della Corte di Cassazione, che riconosce ai lavoratori turnisti del Comparto Sanità il diritto al buono pasto per i turni eccedenti le 6 ore, a prescindere dalla loro articolazione oraria”.
“Nonostante l’orientamento giurisprudenziale sia ormai granitico, l’Azienda continua a non applicare la normativa contrattuale, costringendo i lavoratori a rivolgersi alle vie legali per veder riconosciuto un diritto che dovrebbe essere garantito in via ordinaria”, dichiara il segretario generale CISL FP Liguria, Gabriele Bertocchi.
“La CISL FP Liguria chiederà che ATS Liguria applichi da subito, in via generale e senza ulteriori contenziosi, quanto ormai sancito dalla giurisprudenza, erogando i buoni pasto a tutti i dipendenti turnisti aventi diritto, senza attendere l’esito di nuove cause”, prosegue Bertocchi.
“La medesima casistica – proseguono dal sindacato – riguarda ipoteticamente oltre 10.000 dipendenti di ATS Liguria. Alla luce delle centinaia di diffide già promosse dalla CISL FP nei confronti dell’Azienda su questa materia, tale azione proseguirà senza sosta fino al pieno riconoscimento del diritto per tutti i lavoratori interessati. È inoltre atteso un secondo pronunciamento sul Tribunale di Imperia su analoga materia”.
Davide Sacchini, Dirigente Sindacale della CISL FP Liguria, evidenzia infine che “il continuo resistere da parte dell’Azienda su una questione ormai consolidata dalla giurisprudenza espone l’ente a costi crescenti in termini di interessi, rivalutazione e spese legali, con il concreto rischio che tale condotta possa configurare, in prospettiva, un danno erariale per le casse pubbliche. Per questa ragione auspichiamo che l’Azienda ATS riveda il proprio orientamento fin da subito, senza proseguire nel contenzioso”.
“Il giudice, riconoscendo il diritto al buono pasto, ha di fatto smentito la linea sostenuta dall’Azienda”, evidenzia Alessio Lanteri, Dirigente Sindacale della CISL FP Liguria. “Collegare la mancata fruizione della pausa alla non concessione del buono pasto non è sostenibile: al contrario, dimostra un danno ulteriore per il dipendente, che in sanità difficilmente riesce a godere della pausa stessa”.
“Non è una vittoria della CISL FP: è una vittoria di migliaia di lavoratori che ogni giorno curano gli altri, e che oggi vedono riconosciuto un diritto troppo a lungo negato. Una sanità che funziona parte anche dal rispetto di chi ci lavora: la CISL FP Liguria continuerà a vigilare e ad agire, in ogni sede, affinché ATS Liguria applichi senza ulteriori indugi quanto la giustizia ha ormai chiarito in modo definitivo”, concludono.