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Ciccone senza pace dopo la beffa agli Europei, Giulio non crede alla vittoria di Evenepoel e vuole vedere il "vero" fotofinish

  • Postato il 5 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

La corsa su strada degli Europei di Lubiana si conclude con una vittoria contestata. Giulio Ciccone rimane profondamente deluso dalla sconfitta contro Remco Evenepoel, manifestando dubbi sulla regolarità del fotofinish. Il ciclista italiano richiede la visione delle immagini ufficiali della linea d'arrivo, sostenendo che permangono incertezze sulla legittimità dell'esito della competizione continentale.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Ciccone senza pace dopo la beffa agli Europei, Giulio non crede alla vittoria di Evenepoel e vuole vedere il "vero" fotofinish

Era inevitabile che succedesse: un fotofinish tanto discusso e discutibile non si sarebbe potuto esaurire con i convenevoli del podio, e non sarà certo un inno belga suonato per le strade di Lubiana a convincere Giulio Ciccone che l’Europeo suo e dell’Italia sia da considerare perduto. “Non mi metterò l’anima in pace fino a quando non mi faranno vedere il fotofinish corrispondente alla “vera” linea d’arrivo”, c’ha tenuto a far sapere il corridore abruzzese, beffato per 2,8 millesimi dal colpo di reni col quale Remco Evenepoel s’è preso la maglia stellata, quando Ciccone sentiva ormai di averla già addosso.

La “vera” linea del traguardo e la richiesta di Giulio

Le rimostranze del corridore italiano hanno ragione d’esistere. E non si tratta di bieca sfiducia nei confronti dell’organizzazione europea: ieri, appena terminata la corsa, era stato Elia Viviani a “controllare” che i giudici prendessero la decisione giusta, e le linee tracciate grazie ai mezzi televisivi hanno effettivi detto che Evenepoel ha vinto, seppur di un’incollatura (forse anche meno).

Ma una ripresa televisiva può comunque produrre una versione “parziale”: Ciccone sui propri canali social è arrivato a chiedere di poter vedere l’arrivo da una telecamera che potesse in qualche modo mostrare il punto esatto dove era posta la linea del traguardo. “Non sto chiedendo che una ripresa televisiva sostituisca il fotofinish”, il commento di Ciccone.

“Non sto mettendo in discussione il valore di Remco né la gara straordinaria che ha corso. Sto chiedendo una cosa molto semplice: vedere il fotofinish sulla “vera” linea d’arrivo. Se quell’immagine conferma il verdetto, non ci sarà altro da aggiungere. Ma finché quella corrispondenza non mi viene mostrata, per me resta una domanda alla quale non ho ancora ricevuto risposta”.

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L’elogio a Remco: “Ieri è stato il più forte. Però…”

Ciccone non ha messo minimamente in discussione la prestazione di Evenepoel, ma chiaramente un finale così incerto e avvincente a suo dire merita di essere giudicato in modo quanto più imparziale possibile. È certamente una reazione figlia di una delusione cocente, perché mai come stavolta l’Italia è stata a un passo dallo scacciare via la maledizione che da 5 anni la vede incapace di tornare a vestire una maglia (che sia iridata o stellata, poco cambia).

“Difficile mettere ordine nelle emozioni dopo la gara di ieri”, ha aggiunto l’abruzzese. “Ma voglio partire da una cosa che per me è fuori discussione: Remco ieri è stato il corridore più forte. Ha corso da campione, ha saputo interpretare e gestire una gara complessa e ha offerto una prestazione straordinaria.

Noi, come Italia, abbiamo provato in ogni modo a contrastarlo. La mia stima nei suoi confronti è enorme e non è mai stata in discussione. Anche nel finale ho corso in funzione della situazione tattica. Scaroni, mio compagno in nazionale, era all’inseguimento a circa 30 secondi, almeno secondo le informazioni che ricevevo dalle lavagne. In quel momento non potevo mettermi a tirare contro un mio compagno. È stata una scelta di corsa, coerente con il ruolo che avevo. Poi c’è il fotofinish”.

Ciccone vuole la conferma sull’ordine d’arrivo

L’analisi di Ciccone, per quanto la dinamica di richiesta di verifica delle immagini possa apparire un po’ fuori dagli schemi (se non altro perché l’ha fatta via social, e non attraverso i canali ufficiali della federazione), va oltre il semplice aspetto legato al risultato finale. “Il titolo è stato assegnato con una differenza di 0,0028 secondi, cioè 2,8 millesimi. Ho riguardato centinaia di volte le immagini disponibili e, nelle riprese in cui la linea d’arrivo è visibile, continuo a vedere una dinamica che non riesco a conciliare con quel verdetto.

Stamattina i commissari, insieme ai tecnici federali, mi hanno spiegato il funzionamento e il criterio con cui è stato interpretato il fotofinish. Quindi non sto chiedendo un’altra spiegazione. Sto chiedendo di vedere il fotofinish corrispondente esattamente alla reale linea d’arrivo. Vorrei poter vedere, in maniera inequivocabile, il passaggio delle nostre due ruote nel punto preciso in cui, secondo il regolamento, viene stabilito l’arrivo.

Perché se un titolo europeo viene deciso per 2,8 millesimi di secondo, credo sia legittimo chiedere che proprio quel passaggio possa essere mostrato con la stessa precisione con cui è stato determinato il risultato”. Non cambierà nulla, perché ha vinto Remco. Ma al posto di Giulio, chi non avrebbe fatto la stessa richiesta?

Autore
Virgilio.it

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