Ciccone "costretto" a spiegare l'assenza al Tour: "Motivi familiari e personali". Pellizzari rinuncia alla Vuelta
- Postato il 2 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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È dovuto intervenire in prima persona per spiegare qualcosa che pure, di spiegazioni più approfondite, non ne necessitava alcune. “Non andrò al Tour per motivi familiari e personali, ma lo devo dire chiaramente, perché negli ultimi giorni ne ho sentite troppe di voci sul mio conto”, spiega Giulio Ciccone. Che dopo aver preso parte al Giro d’Italia, puntando a far sua una tappa (in realtà s’è dovuto “accontentare” di una giornata in maglia rosa e soprattutto della seconda maglia azzurra degli scalatori), aveva lasciato aperta una porticina anche per andare al Tour. Ma dopo aver fatto sapere alcuni giorni fa che non avrebbe corso in terra francese, ha dovuto persino puntualizzare che la decisione è dovuta a questioni che non c’entrano niente con la squadra (la Lidl Trek) o l’aspetto tecnico.
- Il messaggio di Ciccone, che vuole il bis alla Donostia
- Pellizzari, basta GT per quest'anno: testa al mondiale
- Al Tour con 12 italiani: 30 anni fa erano 62...
Il messaggio di Ciccone, che vuole il bis alla Donostia
Ciccone ha postato un messaggio sui propri profili social con il quale ha sgomberato il campo da qualsiasi voce fuori luogo. “Quest’anno non sarò al via del Tour de France. Negli ultimi giorni sono circolate molte voci, ma voglio chiarire: la mia assenza non dipende da motivi sportivi o tecnici. È una scelta legata a una situazione personale e familiare che richiede tutta la mia attenzione, e anzi ringrazio la Lidl Trek per aver compreso le mie ragioni e per il sostegno e la vicinanza dimostrati, oltre ad aver appoggiato questa mia decisione. Ai miei compagni auguro un grande Tour de France. Ci vediamo a San Sebastian”.
Quest’ultimo messaggio è forse il più evocativo di tutti: nella città basca lo scorso anno Ciccone vinse la Donostia, appunto la “classica” di San Sebastian, aprendo nel modo migliore possibile l’ultima parte di stagione. E sarà così anche quest’anno, almeno nelle intenzioni: Ciccone parteciperà alla corsa spagnola, poi sarà al via della Vuelta a Burgos prima di salire sull’aereo che lo porterà in Canada, dove prenderà parte al GP del Quebec e a quello di Montreal, quest’ultimo da affrontare a mo’ di prova generale in vista del mondiale in programma proprio nella città canadese a fine settembre. Un mondiale adatto agli scalatori, dove Ciccone vorrà giocarsi tutte le proprie carte, sognando di riportare la maglia iridata in Italia a distanza di 18 anni da quando Ballan la fece sua a Varese.
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Con ogni probabilità a Montreal ci sarà anche l’altro Giulio del ciclismo italiano, cioè Pellizzari, che in queste ore ha annunciato di voler rinunciare a correre la Vuelta (sarà al via a San Sebastian e alla Burgos, e poi dopo alcune corse italiane andrà direttamente in Canada per il mondiale).
Dopo un Giro d’Italia segnato da problemi fisici e malanni diffusi, il 2003 marchigiano ha preferito evitare un altro GT per concentrarsi sulle corse di un giorno: dopo il mondiale farà forse l’Europeo e poi sicuramente Il Lombardia, evitando di spremersi troppo.
Al Tour con 12 italiani: 30 anni fa erano 62…
L’assenza di Ciccone al Tour priva l’Italia di una carta pesante, pensando anche al fatto che Ciccone è stato l’ultimo italiano a indossare la maglia a pois sul podio di Parigi nel 2023 (31 anni dopo Claudio Chiappucci), nell’edizione peraltro col minor numero di italiani al via (appena 7).
Quest’anno saranno 12 sui 184 presenti in gruppo, ma mancherà anche Jonathan Milan, che lo scorso anno vinse la maglia verde della classifica a punti. Pippo Ganna è l’uomo più atteso (specie a cronometro, dove però dovrà vedersela con Evenepoel), ma occhio a Davide Piganzoli che dopo un gran Giro alle dipendenze di Vingegaard spera di ripetersi (impossibile però da gregario pensare a una top ten come accaduto nella corsa rosa).
Antonio Tiberi è un po’ sotto esame (se vuole sbocciare, ora o mai più) e godrà comunque del sostegno di un Damiano Caruso che vuole regalarsi un nostalgico finale di carriera. Con loro anche Lorenzo Germani, Marco Frigo, Mattia Cattaneo, Edoardo Affini, Davide Ballerini, Simone Velasco, Matteo Trentin e Stefano Oldani. Trent’anni fa, nel 1996, registravamo il record di presenze con 62 atleti: nostalgia canaglia, direbbe Al Bano…