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Ci sono camere nascoste nella Grotta delle Veneri?
Postato il 13 ottobre 2026
Di Focus.it
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In sintesi
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Sotto le colline calcaree del Salento potrebbero esserci spazi ancora sconosciuti. Una nuova indagine geofisica ha infatti individuato anomalie che indicano la possibile presenza di cavità non documentate nei dintorni della Grotta delle Veneri, uno dei siti paleolitici più importanti dell'Italia meridionale.. L'importanza della Grotta delle Veneri per la storia dell'uomo
La grotta si trova in un'area carsica a circa 40 chilometri a sud di Lecce, vicino a Parabita. La presenza dell'uomo in questo territorio risale a circa 80.000 anni fa. Il sito conserva tracce sia dei Neanderthal sia dei primi uomini anatomicamente moderni, e la sua importanza è legata al fatto che ha confermato la presenza dell'uomo di Neanderthal nel bacino del Mediterraneo.. Il nome deriva da due statuette del Paleolitico, ricavate da ossa animali circa 20.000 anni fa: furono recuperate nel 1966, insieme ad altri resti umani paleolitici. Entrambe rappresentano figure femminili stilizzate con le braccia sul seno e sotto l'addome, una posa che alcuni studiosi leggono come un riferimento a gravidanza e fertilità. La più grande è alta circa 9 centimetri e ha il volto segnato da profonde scanalature, forse un velo, una maschera o un'acconciatura. La più piccola supera di poco i 6 centimetri e presenta tratti simili. Dal punto di vista stilistico, le statuette dialogano con l'arte preistorica di tutta Europa. Le proporzioni richiamano esemplari mediterranei, i dettagli del volto trovano analogie nella regione del Reno-Danubio, mentre la postura è stata accostata a quella di figurine scoperte in Russia. Scavi precedenti hanno inoltre portato alla luce depositi più antichi, legati ai Neanderthal.. Radar e resistività per indagare nella roccia
Per capire come è fatto il sottosuolo, i ricercatori dell'Università di Malta e dell'Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale hanno combinato due tecniche non invasive. Il georadar (GPR) invia impulsi elettromagnetici e ne analizza il ritorno per individuare variazioni sotto la superficie. La tomografia di resistività elettrica (ERT) misura invece quanto facilmente la corrente attraversa il terreno, distinguendo così materiali diversi, come roccia compatta e vuoti. Non è la prima volta che la grotta viene sondata. Già in passato era stata studiata da Leucci e De Giorgi, nel 2005 e nel 2015, per valutarne la stabilità con ERT, GPR e metodi sismici 3D. Il nuovo lavoro spinge però l'indagine oltre i confini noti.. Le anomalie: cavità ancora da verificare
I dati mostrano diverse aree con cavità, nelle vicinanze della grotta: gli autori li definiscono risultati sorprendenti. Alcune potrebbero essere collegate al sistema già noto, ma servono altre verifiche per stabilirne l'estensione e capire se siano accessibili. Per ora non ci sono prove che contengano depositi archeologici. La speranza ha un precedente concreto. Nel 2021, indagini simili sulle grotte di Gorham, a Gibilterra, hanno portato alla scoperta di una camera sconosciuta, lunga circa 13 metri e rimasta sigillata per circa 40.000 anni, con tracce intatte di attività dei Neanderthal. I ricercatori sottolineano il valore della combinazione GPR-ERT: permette di individuare cavità nascoste nei siti preistorici senza intaccare i depositi archeologici. Solo nuovi approfondimenti diranno se le anomalie sono davvero cavità naturali collegate alla grotta e se custodiscono altre testimonianze della vita preistorica..
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