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Chiusura della galleria Santomarco: la Fit Cisl chiede tutele per i pendolari

  • Postato il 6 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Chiusura della galleria Santomarco: la Fit Cisl chiede tutele per i pendolari

Il Quotidiano del Sud
Chiusura della galleria Santomarco: la Fit Cisl chiede tutele per i pendolari

Il sindacato Fit Cisl interviene sull’interruzione della linea Paola-Castiglione Cosentino per i lavori e la chiusura della galleria Santomarco


COSENZA – L’imminente interruzione della circolazione ferroviaria tra Paola e Castiglione Cosentino, necessaria per consentire fondamentali lavori di manutenzione e adeguamento tecnologico all’interno della galleria Santomarco, continua a far discutere per le conseguenze. La chiusura è prevista dal 13 al 27 gennaio proprio durante le festività natalizie. Sulla vicenda interviene la Segreteria Regionale della Fit Cisl Calabria, richiamando tutte le parti in causa alla responsabilità ed evitando le contrapposizioni sterili.

«Interventi di questa portata, indispensabili per la sicurezza dell’infrastruttura, comportano inevitabilmente lo stop ai treni», spiega il sindacato, sottolineando come la priorità debba essere la gestione dell’emergenza mobilità, soprattutto in vista del tradizionale incremento dei flussi di viaggiatori legato alle festività natalizie.

MENO DISAGI PER I PENDOLARI E COINCIDENZE OTTIMIZZATE DOPO LA CHIUSURA DELLA GALLERIA SANTOMARCO

Secondo la Fit Cisl, la chiave per limitare l’impatto su lavoratori e studenti pendolari risiede in un piano d’azione ben strutturati: Bus sostitutivi efficienti e parametrati sulla reale domanda di trasporto; Informazione tempestiva e assistenza capillare nelle stazioni; coincidenze ottimizzate a Paola tra i regionali da/per Cosenza e i treni a lunga percorrenza (Frecce e Intercity), evitando lunghe attese e riducendo al minimo la rottura di carico.

«Se ben organizzato – evidenzia la nota – questo sistema adduzione-coincidenze potrebbe fornire utili indicazioni gestionali anche per il futuro del trasporto regionale».

LA SOSPENSIONE DEL FRECCIAROSSA SIBARI-BOLZANO E IL NODO DELLA NUOVA TRATTA PER MILANO

Preoccupazione viene espressa per il destino del Frecciarossa Sibari-Bolzano, collegamento cruciale per un’area storicamente sottoservita. Dai sistemi di vendita di Trenitalia, infatti, il treno non risulta attualmente prenotabile nel periodo interessato dai lavori, neanche partendo da Paola. La FIT CISL chiede a Trenitalia massima chiarezza sulla programmazione dell’offerta.

In merito all’ipotesi di attivazione di un nuovo collegamento Sibari-Milano, il sindacato accoglie con favore la novità, ponendo però una condizione precisa: «Sarebbe un’ottima opportunità se posizionato in una fascia oraria differente e recepito come servizio aggiuntivo. Valuteremmo negativamente un semplice rimpiazzo del treno esistente: la Sibaritide ha bisogno di ampliare la propria offerta, non di sostituire un convoglio con un altro».

L’ALTERNATIVA AL FRECCIAROSSA: L’ITINERARIO VIA POTENZA

Per impedire che la Sibaritide e l’Alto Ionio rimangano isolati dai collegamenti diretti con la Capitale e con la rete ad Alta Velocità, la Fit Cisl Calabria rivolge un appello tecnico a Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e Trenitalia.

La richiesta è quella di verificare la fattibilità tecnica di deviare temporaneamente i treni di lunga percorrenza lungo l’itinerario alternativo Sibari – Metaponto – Potenza – Battipaglia – Salerno, con successiva prosecuzione verso Roma. «Prima di considerare inevitabile la perdita del collegamento diretto, occorre esplorare ed approfondire ogni opzione percorribile», incalza la sigla sindacale.

LA FIT CISL CHIEDE SERVIZI E OCCUPAZIONE

In conclusione, la Fit Cisl ribadisce che la crescita dei servizi e delle frequenze ferroviarie deve andare di pari passo con la salvaguardia e il rafforzamento dei livelli occupazionali e dei presidi sul territorio.

«La Calabria è pronta ad affrontare i disagi temporanei necessari per avere ferrovie più sicure, ma questi non devono trasformarsi in un definitivo isolamento. Per la Sibaritide non basta difendere l’esistente: servono più collegamenti, più produzione e più lavoro», conclude la Segreteria Regionale.

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