Chi si crede Silvia Salis? Vuole sapere prima le domande dei giornalisti
- Postato il 7 giugno 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Chi si crede Silvia Salis? Vuole sapere prima le domande dei giornalisti
Ve li ricordate i paladini della libertà di stampa della sinistra? Ecco una breve carrellata: «Perché la presidente del Consiglio non fa una conferenza stampa nemmeno se ci inciampa dentro per sbaglio?» (Elly Schlein da Fazio). «La presidente del Consiglio Giorgia Meloni evita il confronto con la stampa libera, scappa dai dibattiti pubblici, parla solo quando e come decide lei, evita il confronto con i giornalisti» (Movimento 5 Stelle su Facebook).
E ancora: «Che Paese è quello in cui i giornalisti non possono fare domande alla presidente del Consiglio? Non è un Paese normale. Non è un Paese democratico» (parola dell’eurobaffo dem Sandro Ruotolo).
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I PALADINI
Tanto clamore, tanto sgomento per l’atteggiamento di Meloni, per poi scoprire che la nuova enfant prodige del mondo progressista, ovvero il sindaco di Genova Silvia Salis, le domande dei giornalisti le chiede con tre giorni di anticipo. Avete letto bene. Per celebrare il primo anno di governo della città, la reginetta dem e la sua giunta rossa hanno convocato per l’11 giugno una conferenza stampa. Ma la comunicazione dell’ufficio stampa lascia sgomenti: «Si pregano i colleghi interessati a partecipare di accreditarsi indicando le tematiche su cui rivolgeranno le domande, entro lunedì 8 alle 18».
Quella che lo staff del sindaco giustifica come esigenza organizzativa, sembra nascondere tutt’altro intento: conoscere in anteprima i quesiti, permettendo alla Salis e alla sua squadra di arrivare preparati. Anzi preparatissimi. Del resto, al netto dell’immagine patinata tra eventi e spot social, non sono mancati i problemi interni all’amministrazione. A partire dalle nomine nelle partecipate del Comune, tra amici d’infanzia e illustri trombati nelle urne. O ancora le polemiche legate alle lezioni gender nelle scuole materne, il blocco del progetto sulla skymetro e l’aumento dell’Imu un mese dopo l’insediamento. Insomma, a Genova nell’ultimo anno non c’è stato solo il concerto di Charlotte de Witte.
A lasciare stupiti molti cronisti, se vogliamo metterla così, è stato l’assenso dell’Ordine dei Giornalisti a queste modalità di intervista. «Come concordato con l’Ordine dei giornalisti della Liguria, ciascuna testata potrà rivolgere un massimo di due domande su tematiche che riguardano l’amministrazione della città». Tempo e voglia permettendo, forse si potranno chiedere ulteriori chiarimenti in caso di risposte non esaustive. Forse. Un modus operandi che magari avrà digerito la stampa fan del sindaco, ma di certo non molti altri colleghi.
La dimostrazione sta nel comunicato diffuso in fretta e furia dall’Odg della Liguria alcune ore dopo l’annuncio della conferenza stampa. «Tutti i colleghi sono liberi di porre domande su temi e questioni che ogni collega ritiene più opportuno», ha scritto in una nota il presidente Tommaso Fregatti, aggiungendo che «larichiesta (per chi lo vorrà) di anticipare gli argomenti (e non le domande) è stata fatta dal Comune soltanto per agevolare lo svolgimento della conferenza stampa, sia nei tempi che nella completezza delle risposte che verranno fornite ai cronisti presenti». Sarà... Fatto sta che il sindaco deve rassegnarsi: non tutte le domande possono farle Repubblica e Il Secolo XIX. Lasciamo poi immaginare ai nostri lettori cosa sarebbe successo a parti inverse. Se Meloni, per esempio, avesse chiesto di anticipare le domande prima della conferenze stampa di fine anno certamente più lunga e di difficile gestione rispetto a quella della Salis -, qualcuno avrebbe di sicuro proposto lo sciopero e parlato di regime. Come minimo.
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LA SCALATA
Il sindaco però sembra potere tutto. Un anno al timone del capoluogo ligure pare averle dato molta autostima. La dimostrazione, dopo l’investitura renziana per il ruolo di anti-Meloni, è l’atteggiamento verso le primarie del campo largo: io sono io e con Schlein e Conte non mi misuro. E ora ecco la martellata lei che è stata atleta olimpica della disciplina - ai giornalisti, con la conferenza stampa impacchettata. D’altronde, più volte si è sottratta alle domande dei cronisti che la incalzavano (per esempio, sul caso nomine o sulla skymetro), preferendo interviste concordate con anticipo dal suo ufficio stampa. Se questa è la sinistra paladina dell’informazione... Intanto restiamo in attesa che dal campo largo qualcuno imbracci fantomatici report sulla libertà di stampa.
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