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Che auto aveva Luciano Pavarotti, una Ferrari oggi vale milioni

  • Postato il 6 settembre 2026
  • Auto
  • Di Virgilio.it
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Che auto aveva Luciano Pavarotti, una Ferrari oggi vale milioni

Diciannove anni senza Luciano Pavarotti. Il tenore morì il 6 settembre 2007 nella sua Modena, terra dove i motori fanno inevitabilmente rima con Ferrari e Maserati, due marchi entrati pure nella sua vita privata, insieme a una Mercedes-Benz che molti anni dopo avrebbe ricordato il precedente proprietario persino nel catalogo d’asta.

Montezemolo diede una mano

La Ferrari F40 occupa un posto speciale nella storia. Pavarotti la desiderava e Luca Cordero di Montezemolo, venuto a conoscenza del suo interesse, lo aiutò a entrare nella lista degli ordini. La vicenda risale al 1990, periodo del celebre concerto dei Tre Tenori alle Terme di Caracalla: il risultato fu una delle supercar simbolo della sua epoca parcheggiata nel garage di un tenore famoso in tutto il mondo.

Quell’esemplare avrebbe avuto una seconda vita altrettanto interessante. Rimasto alla famiglia dopo la morte di Pavarotti, passò successivamente a Sebastian Vettel, con entrambi i nomi riportati sul libretto, prima che nel 2026 tornasse a Modena per essere esposto al Museo Enzo Ferrari nella mostra dedicata alle auto appartenute alle grandi stelle della musica. Le quotazioni hanno ormai raggiunto cifre milionarie: il 25 aprile 2026 RM Sotheby’s ha venduto a Monaco un esemplare del 1989 per 4.336.250 euro.

Presentata nel 1987 per i quarant’anni della Casa, la F40, ultima Ferrari stradale sviluppata sotto la supervisione del Drake, pesava circa 1.100 kg grazie all’ampio ricorso ai materiali compositi e montava un V8 biturbo di 2,9 litri capace di erogare 478 CV e permettere di raggiungere i 324 km/h.

Pavarotti aveva però cominciato a frequentare Maserati addirittura dagli anni Sessanta e successivamente nel suo percorso automobilistico comparve la Kyalami, coupé nata nel 1976 sotto la gestione di Alejandro De Tomaso. Pietro Frua rielaborò le forme della De Tomaso Longchamp e al posto del motore Ford arrivò il V8 del Tridente.

Le sole 200 unità della Kyalami nascondevano sotto il cofano un 4.2 da 265 CV o un 4.9 da 280 CV: qualunque fosse la configurazione selezionata, entrambe dichiaravano 240 km/h di velocità massima. Pavarotti ne acquistò una nel 1978, scegliendo quindi una delle vetture meno comuni nella storia recente del marchio.

Dal medesimo patrimonio meccanico nacque la Quattroporte III, altra Maserati associata al tenore, una grande berlina dalle forme squadrate disegnate da Giugiaro, assemblata a Modena e proposta con V8 da 4,2 e 4,9 litri. Sono rimaste celebri alcune fotografie di Pavarotti con la Quattroporte davanti al Teatro alla Scala di Milano. Nel 1987 arrivò la Royale, versione più esclusiva della Quattroporte III forte di un 4.9 da 300 CV e in grado di spingersi fino ai 230 km/h. Pelle e radica dominavano un abitacolo raffinato, ma soprattutto la produzione si fermò a 51 unità, un numero sufficiente a rendere la Royale una rarità già all’epoca.

La Mercedes conservata fino al 1983

Prima delle supercar trovò spazio una Mercedes-Benz 280 SEL 3.5 del 1971. L’esemplare appartenuto a Pavarotti, telaio 006511, aveva una caratteristica tutt’altro che comune: il cambio manuale, abbinato al V8 da 3,5 litri. Parte di una tiratura limitata a 951 vetture, venne conservata dal tenore fino al 1983 facendo poi perdere a lungo le sue tracce. Molto tempo dopo la vettura riapparve sul mercato e nel febbraio 2020 Bonhams la portò all’asta a Parigi, presentandola esplicitamente come ex Pavarotti.

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Virgilio.it

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