Chat Control, cos’è e come funziona la misura “orwelliana” passata ieri all’europarlamento
- Postato il 10 luglio 2026
- Di Panorama
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Come far passare una legge bocciata e invisa alla maggior parte dei legittimi rappresentanti dei popoli europei? Semplice, basta aspettare che vanno in vacanza.
Sfruttando l’assenza di numerosi europarlamentari, la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola era riuscita martedì a forzare il voto con procedura d’urgenza sul cosiddetto Child Sexual Abuse Regulation, meglio noto come Chat Control.
Una mossa in pieno stile “europeo”, per forzare il passaggio di un controverso disegno di legge che, con la scusa di combattere la pedofilia, potrebbe consentire ai fornitori di servizi digitali (come WhatsApp, Signal, Messenger o email) di scansionare i messaggi privati e i file degli utenti europei per identificare materiale pedopornografico (CSAM) o tentativi di adescamento.
L’approvazione di giovedì
Se le dichiarazioni d’intenti degli euroburocrati sono delle più nobili, le conseguenze dell’implementazione del Chat Control richiamerebbero alla memoria il Grande Fratello di orwelliana memoria.
Non a caso, il voto sulla proposta di legge era già stato bocciato lo scorso 26 marzo, con 311 voti contrari, 228 favorevoli e 92 astenuti. Gli euroburocrati sono quindi tornati alla carica, con la Presidente del Parlamento che ha imposto un voto d’urgenza.
Nella seconda votazione, basata su un testo ripresentato dal Consiglio UE, le regole per bloccare la norma richiedevano il raggiungimento della maggioranza assoluta dell’emiciclo, ovvero 361 voti. La mozione per respingere la proroga non ha raggiunto la quota necessaria ed è fallita per pochi voti (314 i favorevoli al rigetto alla legge).
Contrari alla legge sono stati gli eurogruppi di destra e sinistra, tra cui il Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei (Fratelli d’Italia), Patrioti per l’Europa (Lega e Futuro Nazionale), Verdi (Avs) e La Sinistra (Movimento 5 Stelle). Favorevoli alla legge invece il Partito Popolare Europeo, i Socialisti e Democratici e i liberali di Renew.
Come funziona ora il Chat Control
In pieno stile “bruxelliano”, ovvero infischiandosene della volontà popolare, gli euroburocrati hanno raggiunto il loro scopo. L’Ue ha prorogato il Chat Control fino al 2028. Diversi eurodeputati, ad ogni modo, si sono uniti ai 314 contrari alla legge nel promulgare un emendamento che esclude totalmente dalla scansione tutte le chat protette da crittografia end-to-end (come WhatsApp).
Il testo, emendato e approvato, ha ripristinato la deroga temporanea di Chat Control 1.0 fino al 3 aprile 2028. Da ora potranno legalmente essere scansionate e controllate le chat e i messaggi scambiati su tutti i servizi di messaggistica non protetti da crittografia end-to-end.
Si va da Instagram, Discord, Snapchat e Skype, senza dimenticare le reti gaming come Xbox e Playstation, per arrivare a tutti i post aperti sui social media e i file caricati sui servizi di cloud storage tradizionali (che potevano in realtà già essere controllati).
Anche le mail di posta elettronica gestita da colossi come Gmail (Google) e iCloud (Apple) potranno ora essere scansionate e controllate, sempre a discrezione del provider.
I prossimi passi
La legge approvata, o sarebbe meglio dire non respinta, passa ora al Consiglio dell’Unione Europea, dove gli Stati membri hanno tre mesi di tempo per decidere se accettare ufficialmente l’esenzione della crittografia.
Il Chat Control fatto passare ieri con il sotterfugio della procedura d’urgenza è infatti definito “1.0”, una sorta di legge ponte in attesa che le negoziazioni tra il trilogo (Commissione, Consiglio e Parlamento) portino ad un testo definitivo, definito anche Chat Control 2.0.
La Commissione e il Consiglio UE stanno spingendo per superare lo stallo negoziale, e non esattamente in favore della privacy dei cittadini. L’obiettivo è infatti quello di introdurre l’obbligo legale di scansione per tutte le piattaforme, cercando di aggirare le tutele sulla crittografia che il Parlamento difende.
Il grande iniziatore è stata ovviamente la cima della piramide dell’Euroburocrazia, ovvero la Commissione Europea.
Trai Paesi membri, la Francia, la Spagna, l’Irlanda e gran parte dei paesi dell’Est Europa spingono per un potere di controllo obbligatorio e generalizzato, anche per crittografie end-to-end. Contrari invece a creare “porte di accesso” per le chat private sono Germania, Paesi Bassi e Austria, con l’Italia che mantiene una posizione simile, in linea con le tutele volute dal Parlamento.