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Cgil e Fp-Cgil Savona chiedono un incontro con Area 2 e Ats Liguria: “Affrontare le condizioni lavorative ed economiche dei dipendenti”

  • Postato il 25 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Cgil e Fp-Cgil Savona chiedono un incontro con Area 2 e Ats Liguria: “Affrontare le condizioni lavorative ed economiche dei dipendenti”

Savona. Le segreterie provinciali di Cgil Savona e Fp-Cgil Savona chiedono alla Direzione di Area e di ATS Liguria “un incontro chiarificatore dove si affrontino davvero le condizioni lavorative ed economiche che riguardano i lavoratori”. Questo alla luce di alcuni episodi avvenuti tra l’organizzazione sindacale e la Direzione Generale di ATS Liguria e la Direzione di Area 2 Savona.

“Il giorno martedì 14 luglio, presso l’atrio dell’ospedale San Paolo, dopo aver posto un tavolino per la petizione su Legge su Sanità e Appalti, giungeva una persona che, qualificandosi come dottore responsabile della Direzione Sanitaria dell’ospedale, chiedeva ai nostri delegati informazioni rispetto alla loro presenza nell’atrio. Alla risposta che era stata inviata all’Ufficio Relazioni Sindacali formale email di comunicazione con orari e sede della nostra iniziativa e dopo averne fatto prendere visione al dottore, lo stesso, visibilmente confuso, telefonava a qualche suo riferimento. Contestualmente si presentava un agente di polizia anticrimine in divisa che chiedeva i documenti di riconoscimento ai delegati stessi, generalità immediatamente fornite dal segretario generale di Fp-Cgil Savona. In seguito, dopo che era confermata la legittimità della nostra iniziativa, l’Agente di polizia si scusava per l’intervento. Scuse accettate, quelle dell’agente, mentre quelle del Dottore non pervenute, resta comunque l’episodio che ha pubblicamente ricondotto alla stregua di criminali degli onesti e seri lavoratori sindacalisti. Ci domandiamo: era così difficile e pericoloso verificare con Ufficio Relazioni Sindacali la legittimità dell’iniziativa? Era necessario, senza aver atteso la verifica ‘in presenza’, allertare e chiedere l’intervento delle forze dell’ordine?”.

Ancora: “Il giorno 15 luglio nella sede di piazza Pertini, durante il confronto tra la Rsu e la Direzione di Area, al delegato Rsu di Cgil, che chiedeva ragguagli rispetto a questioni riguardanti le condizioni e gli interessi dei lavoratori dell’Asl2, si contrapponevano, con atteggiamento negativo e ostile, i delegati di Cisl e Nursing Up presenti impedendo la discussione, la Direzione non rispondeva a quanto richiesto sostenendo così, di fatto, la posizione di questi ultimi. Le richieste poste dal delegato Cgil sono questioni che hanno titolo e dignità per i lavoratori di Asl2 Savona. Riguardano le loro condizioni di lavoro che sono sempre più difficili e gravi, condizioni che la Fp-Cgil sta denunciando da mesi e che non vedono attenzione e tanto meno una soluzione da parte di chi sta dirigendo questa ‘riforma sanitaria regionale’. Riforma che da subito, come sndacato, abbiamo ritenuto non sostenibile e che avrebbe appunto aggravato le condizioni dei lavoratori e dei cittadini. Ci domandiamo: quale altra occasione era più idonea del confronto in atto per rispondere alle questioni indicate? E’ la Direzione oppure sono Cisl e Nursing Up che decidono quali questioni affrontare e discutere?”.

“Nelle settimane precedenti i due episodi sopra descritti, abbiamo verificato alcune questioni che ci rendono molto più che perplessi. Una questione in particolare ci porta a richiedere chiarimenti presso l’Ufficio Giuridico del personale. Si tratta dell’assenso positivo all’invio in comando presso altro Istituto Pubblico di una dipendente, assistente amministrativa, procedura che comporta la conservazione dello stato di dipendente di ATSL e non obbliga la Direzione ad assumere una sostituzione, obbligo che si presenterebbe se si trattasse di una procedura di mobilità tra aziende o istituti. La questione della mobilità dei dipendenti di ATSL non è ancora stata affrontata a livello aziendale, a livello di Area sono respinte le numerose richieste di mobilità dei dipendenti amministrativi verso altre aziende pubbliche. Il personale amministrativo, in numerose occasioni è stato sottoposto a pressioni significative dalla ‘riforma della sanità regionale’, con dichiarazioni che insistono sugli esuberi dovuti alla ‘riforma’. Noi siamo sicuri che nella realtà il personale amministrativo sia insufficiente tanto quanto le altre qualifiche, sanitarie, tecnico sanitarie etc. Conseguentemente alle condizioni sopra descritte gli amministrativi, che possono, cercano il trasferimento presso altre aziende ma la Direzione rifiuta a causa delle necessità di organico (… allora non sono in esubero!), nel caso da noi indicato, non solo il trasferimento è stato concesso, in una condizione che non rende necessaria la copertura del posto. Ci domandiamo: la centralizzazione delle attività amministrative porta alla riduzione o meno del personale adibito a queste attività? Su quali basi si definisce chi può e chi non può avere una mobilità verso altre aziende pubbliche? Sulla base che esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B in Area 2 Savona?”.

“Intendiamoci la nostra non è una lamentela, è una denuncia contro una gestione sempre più caotica dove, chi può, indirizza le iniziative organizzative e gestionali nella direzione che più gli conviene, in alcuni casi anche personalmente. Alcuni esempi tra mille che si possono fare: orari di lavoro modificati ed adattati a secondo della necessità della singola struttura, o del singolo dirigente, nella Case di Comunità, negli ambulatori ospedalieri, nelle degenze ordinarie come in quelle di urgenza; pause pasto imposte o revocate in modo arbitrario e senza valutazione dell’attività, buoni pasto riconosciuti in una sede e non riconosciuti in un’altra a parità di condizioni di lavoro; minacce di sanzioni economiche per non avere svolto corsi formativi quando lo scorso anno, una gestione normativo-burocratica parossistica, ha imposto decine di corsi a personale ormai stremato con l’unico obbiettivo di aumentare la pressione su chi non può svolgere aggiornamento in orario ordinario di lavoro.
Ultima come tempistica ma non come gravità! La sospensione dal lavoro di una infermiera del Pronto Soccorso a causa di ‘presunta’ non iscrizione all’Ordine Professionale. Procedura affrettata ed effettuata in modo molto discutibile e senza considerare completamente tutta la questione. Questo tanto per sostenere il personale infermieristico del Pronto soccorso di Savona nel pieno dell’estate 2026”.

“Le carenze di personale sono la causa di tutta una serie di problematiche, sempre meno giovani si orientano verso le professioni sanitarie, perché queste problematiche sono percepibili anche all’esterno dell’ambito di lavoro. Riconoscimenti economici insufficienti e, quei pochi che ci sono, sono indirizzati verso particolari attività o professioni che rappresentano solo una parte di lavoratori. Questo vale per tutto il SSN ma, in ASL 2, per fare estendere le progressioni economiche (strutturale aumento di stipendio) ad ulteriori 43, quaranta tre, lavoratori abbiamo dovuto pestare i pugni sul tavolo e alzare la voce.Stiamo vivendo un fenomeno dove le cose si muovono per inerzia, la sanità ligure sta ancora funzionando solo perché migliaia di lavoratori ogni giorno si presentano al lavoro anche se non hanno prospettive. Come organizzazione sindacale non accettiamo questa deriva che sacrifica lavoratori e cittadini, crediamo si debbano cercare e trovare soluzioni idonee. Di tutto questo secondo ‘qualcuno’non si può discutere. Siamo il sindacato più rappresentativo della Area 2 con il maggior numero di iscritti, ci battiamo da sempre per migliori condizioni di lavoro, migliori salari e per una sanità pubblica gratuita ed universale”.

“Noi vogliamo discutere e affrontare le questioni e chiediamo, alla Direzione di Area e di ATS Liguria, un incontro chiarificatore dove si affrontino davvero le condizioni lavorative ed economiche che riguardano i lavoratori”.

Autore
Il Vostro Giornale

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