Ceuta, ora è anche disastro sportivo: arriva la quarta sconfitta ma scoppia caso Mondiali, no a Marocco 2030
- Postato il 6 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Se anche la sfortuna si mette contro il Ceuta si fa davvero dura. Il club di Liga2, assurto agli onori delle cronache per aver provato a sensibilizzare tutti sull’emergenza umanitaria per il caso migranti, incassa (stavolta immeritatamente) il quarto ko di fila in casa contro il Celta (0-2) ed è sempre più in fondo alla classifica ma anche stavolta l’attenzione si sposta per quanto accaduto fuori dal campo.
Le magliette di solidarietà del Celta Fortuna
Andare a una partita di calcio a Ceuta è diventato molto più che assistere a un semplice evento sportivo . È un’opportunità per esprimere, per 90 minuti, il malcontento della città per la sua situazione attuale. Lo stadio Alfonso Murube è diventato un luogo di unità dove, prima della partita, si può leggere un messaggio chiaro sul maxischermo: “Ceuta non è in vendita, Ceuta sarà difesa”. Un messaggio che trascende i colori delle squadre, come dimostrato dal Celta Fortuna, sceso in campo con magliette con la scritta “Ceuta, siamo con te ” .
La rabbia dei tifosi
Poco prima che venisse suonato l’inno della squadra di Ceuta, è iniziato l’inno nazionale spagnolo e gli spalti sono esplosi in un tripudio di rosso e giallo. Se c’è una cosa di cui gli abitanti di Ceuta sono orgogliosi, è di essere spagnoli. ” Siamo orgogliosi della nostra spagnolità, chiediamo che si dimentichino di noi. I politici ci hanno tradito, ma noi andremo avanti. Abbiamo sentito il sostegno del resto della Spagna, ma siamo in grossi guai “, hanno commentato diversi tifosi prima della partita come si legge su Marca.
Il boicottaggio al Marocco
La rabbia è tanta e i tifosi del Ceuta stanno mettendo in discussione la possibilità che il Marocco co-organizzi i Mondiali del 2030: “Li caccerei via. Non si meritano un Mondiale. Se la gente lascia il proprio Paese, non possono ospitare un Mondiale. Chi non si impegna per il nostro benessere non può ospitare un Mondiale con noi “. Alcuni propongono misure più drastiche: “Se fossi la Spagna, non parteciperei ai Mondiali. E lascerei che la FIFA decidesse cosa fare con la minaccia dell’assenza dei campioni del mondo” .
In campo però il bilancio comincia a pesare anche se la squadra di José Juan Romero – nonostante i tanti no sul mercato – avrebbe meritato di più, soprattutto nel secondo tempo dove ha creato numerose occasioni. Non è servito a nulla. Ancora una volta, è mancata la concretezza. Proprio quando il Ceuta stava esercitando la massima pressione, ha subito un duro colpo. Un passaggio alle spalle della difesa ha dato spazio ad Adrià Capdevila che ha superato il portiere prima di insaccare con freddezza. Dopo un gol annullato per fuorigioco millimetrico e l’espulsione di Capa nei minuti di recupero per un fallo su Óscar Marcos, è arrivato il raddoppio del Celta: un altro contropiede ben orchestrato , assist di Pablo Gavián, e Soumah ha insaccato alle spalle di Pedro López, portando il risultato sul 2-0 finale.