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Ceuta, morta calciatrice marocchina di 19 anni: Faten Ben Amar El Azizi. "Cercava una nuova opportunità di vita"

  • Postato il 2 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Ceuta, morta calciatrice marocchina di 19 anni: Faten Ben Amar El Azizi. "Cercava una nuova opportunità di vita"

Nell’isteria dei tempi che stiamo vivendo i migranti vengono usati come una sorta di arma biologica caricata contro gli Stati e i governi, per mettere loro pressione sfruttando le vite di esseri umani. Buoni o cattivi, disperati o opportunisti, poco importa: parliamo di vite umane utilizzate in intrighi e diatribe più grandi di loro e di cui, quasi sempre, sono all’oscuro. È quello che molto probabilmente abbiamo visto a Ceuta, exclave spagnola sulle coste nordafricane, presa d’assalto da migliaia di persone in arrivo dal Marocco. La crisi, tra le più gravi in termini di migrazioni nella storia europea, sta rientrando, ma ha lasciato degli strascichi tragici: ci sono state delle vittime, tra cui la calciatrice Faten Ben Amar El Azizi.

Chi era Faten Ben Amar El Azizi

La ragazza di soli 20 anni ha perso la vita per annegamento durante la traversata in mare per raggiungere Ceuta. El Azizi è una delle almeno 72 persone decedute nel tentativo di attraversare il confine che separa il Marocco dall’exclave spagnola.

La calciatrice militava nel Maghreb Atlétic Tétouan, rivelandosi come un prospetto di sicuro interesse per il calcio femminile marocchino. Un potenziale talento stroncato da una traversata per cercare nuove opportunità di vita, come ha dichiarato in un comunicato il suo club esprimendo il dolore per la scomparsa di El Azizi.

Quindi come molti giovani la giocatrice dell’Atlétic Tétouan cercava una vita migliore in Europa, fuggendo da un Marocco in cui soprattutto per quelli della sua età le condizioni di vita sono probanti per via della mancanza di lavoro e di servizi adeguati.

Cosa sta succedendo a Ceuta

Tuttavia la crisi di Ceuta non può essere liquidata con molta superficialità, anche in considerazione del fatto della sua escalation fulminea. Come riporta il Post, ci sono due principali spiegazioni: da un lato le persone sono state invogliate a superare in massa il confine da una sentenza della Corte Suprema spagnola per cui i migranti che provano ad arrivare a Ceuta o nell’altra exclave di Melilla passando per il mare non possono subire il rimpatrio immediato. A questo si aggiunge poi il fatto che questa invasione verso Ceuta sia stata agevolata anche dai controlli alla frontiera meno rigidi durante la festa nazionale per la celebrazione dell’ascesa al trono del re Mohammed VI.

L’altra spiegazione invece allarga la contingenza per aprire agli intrighi geopolitici: il Marocco avrebbe usato questa marea umana come avvertimento alla Spagna qualora si avvicinasse alle posizioni dell’Algeria sulla disputa del territorio conteso proprio con Rabat del Sahara Occidentale. Salendo di livello complottistico, dietro questa crisi ci potrebbe essere pure la longa manus di Stati Uniti e Israele, alleati del Marocco e ostili al governo di Pedro Sanchez, anche per il suo riconoscimento della Palestina.

Queste ultime due ipotesi hanno il retrogusto nauseante di una dietrologia, ma potrebbero spiegare come mai così ex abrupto migliaia di persone (si parla di 50.000 anime dirette verso una località, Ceuta, che ne conta circa 85.000) sono riuscite a superare le frontiere senza troppa resistenza. Inoltre questa crisi sta prendendo sempre di più l’aspetto di un “semplice” ma brutale avvertimento, visto che si sta risolvendo senza conseguenze migratorie per le coste spagnole e la maggior parte dei migranti sono tornati indietro.

Il comunicato dell’Unione dei Calciatori Professionisti del Marocco

In ogni caso, Faten Ben Amar El Azizi è rimasta vittima probabilmente di qualcosa più grande di lei, e non solo della disperata ricerca di una nuova vita. Nel frattempo l’Unione dei Calciatori Professionisti del Marocco ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia e alla squadra in un comunicato ufficiale.

“In questo momento difficile – si legge -, il presidente dell’UMFP Mustapha El Hadaoui, insieme a tutti i membri dell’Unione, porge le sue sincere condoglianze e la sua più profonda solidarietà alla famiglia della defunta giocatrice, ai suoi cari, ai compagni di squadra, a Moghreb de Tanger e all’intera comunità calcistica marocchina. Condividiamo il loro dolore e preghiamo che l’Onnipotente la accolga nella Sua infinita misericordia, le conceda il posto più alto in Paradiso e doni alla sua famiglia forza e conforto in questo momento di lutto”.

Autore
Virgilio.it

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