Centri liguri per la tutela dei diritti del malato: ecco dov’è la sede di Savona e di cosa si occupa
- Postato il 26 aprile 2026
- Magazine
- Di Il Vostro Giornale
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Continua il nostro viaggio all’interno del mondo del volontariato. Per questa nostra sesta puntata abbiamo intervistato l’ingegnere Bernardo Stroscio, segretario responsabile del Centro di Savona per quanto riguarda la Confederazione dei centri liguri per la tutela dei diritti del malato.
Di cosa si occupa la vostra associazione, il centro per la tutela dei diritti del malato?
“In questi ultimi tempi si è fatta sempre più urgente la necessità di informare i cittadini sui loro diritti e su come tutelarli, tanto più in un campo così complesso come quello della sanità. Del resto, una buona parte del diffuso stato di disagio, di malumore, talvolta di intolleranza, è determinato proprio dalla disinformazione degli utenti del servizio sanitario Nazionale. Per conseguire questo fine, la sua attività si articola su differenti fronti e a diversi livelli. Ad un primo livello, la sua azione si esplica con la presenza attiva presso le strutture socio sanitarie, ospedaliere ed extraospedaliere. Attraverso i centri confederati essa individua ed evidenzia carenze e disfunzioni di ordine amministrativo, organizzativo, tecnico e comportamentale che, nelle diverse e complesse realtà della sanità, impediscono un’assistenza funzionale ed umana al malato. I singoli casi segnalati dai centri di ascolto, nonché le situazioni generali riscontrate “motu proprio”, sono portati, con spirito di collaborazione, alla doverosa attenzione dei responsabili amministrativi e sanitari, sollecitandone l’immediato intervento. Nei casi più delicati la confederazione agisce in sintonia con l’ufficio del difensore civico della Regione Liguria. A tutt’oggi la confederazione riceve in media 3 mila segnalazioni all’anno, per la gran parte delle quali la sua azione estata risolutiva. Un secondo livello dell’attività è quello che la vede impegnata quale qualificato interlocutore dei mezzi di comunicazione di massa; direttamente con proprie iniziative ed attraverso detti mezzi la
confederazione è stata costantemente impegnata nell’informazione dell’opinione pubblica sul continuo evolversi delle vigenti normative che tutelano e regolano ii diritto alla salute. Tale attività di sensibilizzazione si esplica, inoltre, mediante la promozione di convegni, conferenze e dibattiti, nonché la diffusione di opuscoli e stampati illustrativi. Ad un terzo livello, l’attività della confederazione si svolge nel campo della programmazione e della gestione sociosanitaria. Tale ruolo si è notevolmente rafforzato a seguito dell’iscrizione, con decreto del presidente della giunta della Regione Liguria, al registro delle organizzazioni di volontariato. Attualmente, la confederazione, che dopo la morte della fondatrice ha aggiunto il suo nome nella denominazione della stessa e che conta circa 100 aderenti, ha propri rappresentanti in numerosi organismi istituzionali ed intrattiene rapporti di collaborazione con altre associazioni”.
Quali sono le esigenze dei savonesi? Quali “casi” vi capitano più spesso?
“Sicuramente è molto sentito il tema delle liste d’attesa. Cerchiamo di intervenire nei casi più urgenti, laddove è possibile, con una mediazione direttamente con i responsabili delle strutture. Sono circa una novantina di segnalazioni all’anno di vario tipo quelle che vengono poi formalizzate”.
Dunque ci spieghi meglio quali servizi offrite al territorio
“Svolgiamo un’azione di intermediazione tra utente e struttura sanitaria secondo le necessità che evidenziamo, o che ci vengono evidenziate. Il più delle volte le problematiche sono legate alla parte burocratica e nel superarne le barriere che si frappongono tra le parti in causa”.
Come si fa a diventare un vostro volontario? Dove si trova la vostra sede?
“I nostri volontari sono presenti presso l’ufficio dell’ospedale San Paolo di Savona (al piano terra di fronte al bar) ogni martedì e giovedì dalle ore 10 alle ore 11.30. Normalmente si diventa volontario della nostra associazione con un involontario passaparola, per la referenzialità acquisita presso le persone che si sono affidate alla nostra disponibilità e al nostro impegno e per gli esiti positivi ottenuti. Annualmente la presidenza, con sede a Genova presso l’ospedale San Martino, indice un corso informativo e di formazione per chiunque voglia aderirvi”.
Ci racconti un po’ la storia della vostra associazione
“La storia della nostra associazione si condensa nella grande figura della sua fondatrice, la compianta signora Maria Chighine, figura esemplare per tutti noi, e non solo, per impegno e dedizione alla sanità ligure e principalmente ai malati, sia per l’aspetto clinico e sia per l’aspetto del rapporto umano, condotti con rigore insuperabile. Quest’anno sono quarta anni dalla fondazione che sarà celebrato proprio in suo nome”.
Che rapporti avete con Asl2?
“I rapporti sono sempre improntati nel rispetto dei relativi ruoli, operando con spirito di collaborazione, e non di contrapposizione, al fine di risolvere positivamente le criticità del momento ricevendo attenzione da parte dei livelli dirigenziali. L’epidemia Covid ha determinato un passaggio quasi epocale e i rapporti pur mantenendosi a livelli umani considerevoli, hanno accusato una certa difficoltà mancando continuamente dei precisi riferimenti causa il continuo turnover nei livelli di responsabilità della Asl. Quindi rapporti da ricostruire ma fiduciosi verso il nuovo e, speriamo, assetto definitivo dei vertici aziendali anche in considerazione della nuova riforma sanitaria. In conclusione i rapporti sono tali che il nostro centro è rappresentato nei gruppi di lavoro UGRC (Unità Gestione Rischio Clinico) e COBUS (Comitato Buon Uso Sangue). Attendiamo che questi vengano riproposti dalla nuova amministrazione unitamente al passato gruppo di miglioramento liste d’attesa in cui si era attori importanti e che, in quest’ultimo periodo, abbiamo più volte richiesto venga ricostituito ma senza risultato. A testimonianza di un rapporto visto in positivo c’è stata da parte nostra la volontà di aver contribuito, anche con una donazione economica, alla realizzazione dell’impianto di climatizzazione del reparto di ematologia oncologica dell’Ospedale San Paolo”.
Cosa ne pensate delle Case della Comunità e del fatto che ci siano spazi dedicati al mondo del volontarito?
“Abbiamo partecipato alle inaugurazioni delle Case di Comunità. Apprezzabili realizzazioni. Aspettiamo di poterne verificare l’efficienza e l’efficacia nei confronti dell’utenza”.
“Buona volontà” è la rubrica di Ivg nata per dare voce e volti ai volontari, per far risaltare il valore del volontariato e della partecipazione dei cittadini nel servizio sanitario. Un modo anche per dire grazie agli eroi silenziosi che fanno la differenza. Per rileggere le altre interviste clicca qui .