Celiachia, in Liguria aumentano i casi: al Gaslini una giornata di sensibilizzazione
- Postato il 30 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. Un pomeriggio per fare chiarezza su una patologia sempre più diffusa e spesso ancora sottodiagnosticata. In vista della Settimana Nazionale della Celiachia, l’Istituto Gaslini organizza lunedì 4 maggio, dalle 15 alle 17 nell’Aula Magna, la terza edizione dell’incontro “Conoscere, gestire e vivere senza glutine”, promosso dal Centro Formazione.
L’appuntamento è rivolto a professionisti sanitari, pazienti e famiglie, con l’obiettivo di approfondire tutti gli aspetti della malattia: dalla diagnosi al follow up, dal ruolo della dieta mediterranea fino all’impatto sulla qualità della vita. Tra gli interventi anche quello di Valentina Leporati, imprenditrice e attivista gluten free, che porterà la sua esperienza diretta trasformata in una “rivoluzione gentile”.
La celiachia, spiegano gli specialisti, è una patologia autoimmune cronica con manifestazioni molto variabili, soprattutto nei bambini. “Occorre prestare attenzione ai segnali legati alla crescita, come bassa statura o perdita di peso, ma anche a sintomi gastrointestinali e ad altri più aspecifici, come anemia o irritabilità”, sottolinea Marco Crocco, referente dell’ambulatorio celiachia del Gaslini. Fondamentale, in caso di sospetto, non eliminare il glutine prima della diagnosi, per evitare di alterare i risultati degli esami.
I numeri confermano una crescita costante: la celiachia colpisce circa l’1,6% della popolazione, con una prevalenza maggiore nelle donne. A livello nazionale, nell’ultimo anno sono state registrate oltre 14mila nuove diagnosi. In Liguria si osserva un aumento dei casi individuati, con diagnosi sempre più precoci, ma resta ancora un margine di miglioramento.
In questo contesto si inserisce il modello del “Gaslini Diffuso”, che ha portato alla creazione di una rete regionale per la gestione della celiachia in età pediatrica. Dal 2023 sono stati attivati ambulatori dedicati nei poli di Imperia, Savona, La Spezia e Lavagna, con un percorso condiviso di diagnosi e controllo. I risultati sono significativi: circa 200 nuovi casi nell’ultimo anno, diagnosi raddoppiate e un aumento dei pazienti provenienti da fuori regione.
“La rete ha migliorato l’accessibilità e ridotto i tempi di attesa, favorendo la presa in carico sul territorio”, evidenzia Marisa Alberti, coordinatrice del progetto. Un modello che punta non solo all’efficienza sanitaria, ma anche a una maggiore consapevolezza della malattia.
Oltre agli aspetti clinici, resta centrale il tema della qualità di vita. La celiachia, riconosciuta in Italia come malattia sociale, comporta infatti anche un impatto economico e psicologico sulle famiglie. In questo senso, la dieta mediterranea senza glutine può rappresentare una soluzione sostenibile, capace di coniugare salute e contenimento dei costi.