“C’è un repertorio di canzoni della camorra? Dire che brani come il mio non dovrebbero vincere Sanremo è come dare dell’imbecille a chi mi ha votato”: Sal Da Vinci a Belve
- Postato il 28 aprile 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Sal Da Vinci, fresco vincitore di Sanremo 2024, si presenta a Belve per affrontare le critiche sollevate dopo la sua vittoria al Festival. Il cantante risponde alle polemiche riguardanti il genere musicale del suo brano, difendendo le scelte del pubblico e sottolineando come delegittimare il suo successo significherebbe sminuire chi ha votato. Prima della partecipazione a Eurovision, l'artista chiarisce la sua posizione su un dibattito che ha diviso gli appassionati di musica italiana.
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Sal Da Vinci sarà uno dei protagonisti della puntata di Belve in onda questa sera su RaiDue. Il vincitore di Sanremo ha deciso di raccontarsi a Francesca Fagnani quando mancano ormai pochi giorni all’Eurovision, dove rappresenterà l’Italia. E puntuali ecco le anticipazioni della chiacchierata.
“Dopo il trionfo al Festival si è anche scatenato un dibattito, anche con firme prestigiose, sul testo della sua canzone”, indaga Fagnani. “Eh, troppo!”, la risposta del cantante. E sulle parole di Aldo Cazzullo “potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra”, Da Vinci si chiede: “Ma perché c’è un repertorio delle canzoni della camorra? Non ho voluto replicare a questo tipo di provocazioni ed ho chiesto anche ai miei fan di non farlo”. “Cazzullo dice che le canzoni come le sue prima avevano il buongusto di farle arrivare seconde o persino quinte come l’Italiano di Toto Cotugno…”, prosegue la giornalista e Sal: “È come dare dell’imbecille a chi mi ha votato“.
Poi quasi un “auto sabotaggio” del testo di Per Sempre Sì: “Lei e sua moglie state insieme da quando ha 15 anni! Ma la curiosità di fare un tuffo dove il mare è più blu, lei un’altra donna e sua moglie un altro uomo?”, chiede Fagnani e Sal risponde allusivo: “Lei non mi ha mai detto niente e quindi neanche io le ho detto nulla”, ride. Infine il racconto divertito a Fagnani di quella volta in albergo a Trani, in cui il cantante era convito di avere un ospite invisibile in stanza.
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