Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Cassani: "Senza Pogacar può sperare pure l’Italia"

  • Postato il 24 settembre 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 6 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Cassani: "Senza Pogacar può sperare pure l’Italia"
Cassani: "Senza Pogacar può sperare pure l’Italia"

Davide Cassani il ciclismo lo ha vissuto da ogni prospettiva: professionista dal 1982 al 1996, vincitore di due tappe al Giro e nove volte azzurro ai Mondiali; poi commentatore della Rai e ct della Nazionale dal 2014 al 2021. A Montrral parla dunque da corridore, voce del ciclismo ed ex ct, mentre l’Italia ha già raccolto un oro e due argenti: Filippo Ganna secondo nella crono elite, Nicolas Milesi in quella U23 e la staffetta mista di Ganna, Cattaneo, Sobrero, Guazzini, Longo Borghini e Trinca Colonel sul gradino più alto. Ora lo sguardo è rivolto alla prova in linea di domenica, resa più incerta dall’assenza di Pogacar.

Senza Pogacar, chi è il favorito per la prova in linea?
«Per me è Evenepoel: ha preparato il Mondiale su un percorso del genere ed è il capitano di una delle Nazionali più forti. Bisognerà capire come il Belgio gestirà lui e Van Aert. Del Toro e Seixas sono due giovani rampanti e la Francia ha una squadra incredibile. Del Toro, invece, correrà quasi da solo e dovrà provare a sfruttare il lavoro degli altri. Poi c’è Van der Poel: quando c’è Mathieu è sempre pericoloso, anche se sostiene che il percorso sia troppo duro».

Quali possibilità ha l’Italia?
«Non abbiamo una brutta squadra. Pellizzari va forte, mentre Ciccone negli ultimi anni ha dimostrato di essere più adatto alle gare di un giorno che alle corse a tappe. Ciccone, Scaroni e Pellizzari sono i nostri punti di riferimento. Abbiamo qualcosa meno delle altre Nazionali: vincere sarà difficile, ma possiamo lottare per un buon piazzamento. Rispetto agli ultimi anni questa è una squadra che può dire la sua».

È stata corretta la scelta di schierare Lorenzo Finn nella prova in linea elite?
«Il commissario tecnico ha fatto una scelta azzeccatissima. Un altro Mondiale tra gli Under 23 non gli avrebbe aggiunto molto. È già tra i professionisti e farà esperienza, anche in vista di un Mondiale molto duro nel 2027 e delle Olimpiadi del 2028. È un’esperienza che si ritroverà nelle gambe e che potrà essergli utile più avanti. Non aspettiamoci troppo, ma sarà interessante vederlo all’opera».

Finn può davvero diventare il campione che attende il ciclismo italiano?
«Sì, perché non conta soltanto quello che ha vinto, ma come. Ha dominato il Giro Next Gen e il Tour de l’Avenir mostrando numeri straordinari. Ha gambe, testa ed è giovanissimo: nel giro di due o tre anni può diventare un grande».

Quanto perde il Mondiale senza Pogacar?
«Quando manca un corridore così forte mi dispiace, perché mi piace vederlo correre. Con lui avremmo avuto un favorito difficilissimo da battere, senza c’è più incertezza. Forse gli avversari saranno contenti, ma per il ciclismo è un’assenza pesante».

La caduta alla Vuelta è stata soltanto una fatalità?
«È stata una serie di circostanze sfortunate. Stava bevendo, aveva tolto una mano dal manubrio ed è finito su... una batteria di un dispositivo usato per le riprese. Si poteva evitare, ma sono episodi che possono capitare».

Dove colloca Pogacar nella storia?
«È sempre più vicino a Eddy Merckx. L’unico confronto possibile per Pogacar è quello con lui».

Lei è stato corridore, commentatore e commissario tecnico. Quale Cassani parlerebbe agli azzurri prima della partenza?
«Quello del mio primo Mondiale. Porterei entusiasmo, voglia di fare e il desiderio di essere un uomo della Nazionale, con le emozioni, le responsabilità e l’onore che la maglia azzurra regala. Direi: ragazzi, rappresentate l’Italia e fatelo nel miglior modo possibile».

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti