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Caso Balogun e Mondiali truccati, Collina smonta le accuse dell’Egitto sull’Argentina ma Infantino rischia l’inchiesta

  • Postato il 9 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Caso Balogun e Mondiali truccati, Collina smonta le accuse dell’Egitto sull’Argentina ma Infantino rischia l’inchiesta

Il caso della squalifica sospesa a Balogun e le accuse mosse dall’Egitto all’arbitro francese Letexier e alla FIFA per gli episodi controversi dell’ottavo di finale perso contro l’Argentina hanno riacceso le polemiche intorno al Mondiale più discusso e controverso di sempre. Sulle due vicende è intervenuto con fermezza Pierluigi Collina, responsabile arbitrale della FIFA, che ha respinto le contestazioni della nazionale egiziana. Intanto, sul fronte istituzionale, il presidente dell’organo di governo del calcio mondiale, Gianni Infantino, rischia un’inchiesta.

Caso Balogun, Collina difende l’operato degli arbitri

In un’intervista concessa al sito ufficiale della FIFA, Collina affronta senza giri di parole il tema delle polemiche arbitrali esplose durante il Mondiale. Il responsabile degli arbitri FIFA prende le distanze dalle accuse e difende l’integrità della classe arbitrale: “Il confronto costruttivo sulle decisioni farà sempre parte del calcio, ma le accuse infondate non hanno posto nel nostro sport. Nessuno può mettere in discussione l’integrità degli arbitri dei Mondiali FIFA. Quando ciò accade, si possono scatenare reazioni che sfociano in minacce contro di loro e le loro famiglie. E questo non è giusto”.

La sospensione della squalifica di Balogun, arrivata dopo la telefonata di Donald Trump a Infantino, è stata concessa sulla base dell’articolo 27 del regolamento, permettendo così all’attaccante degli Stati Uniti di scendere in campo nella sfida poi persa contro il Belgio. Una decisione senza precedenti che ha generato indignazione, ricorsi e anche una dura presa di posizione da parte della UEFA. Collina, però, ha ribadito l’assoluta indipendenza degli arbitri FIFA: “Nessuno può affermare che l’arbitraggio FIFA possa essere influenzato da qualcuno, nemmeno dallo stesso presidente FIFA. Ha sempre riposto in noi la massima fiducia, permettendoci di lavorare in completa indipendenza. Gli ufficiali di gara prendono decisioni oneste e, proprio come giocatori e allenatori, cercano sempre di dare il massimo”.

Mondiali truccati? Collina smonta le accuse dell’Egitto

La direzione di gara dell’arbitro francese Letexier e la rimonta dell’Argentina completata in pieno recupero hanno spinto l’Egitto a lanciare accuse pesantissime all’indirizzo del direttore di gara e della FIFA. Due gli episodi contestatI: il gol annullato a Zico, che ha parlato addirittura di “Mondiali truccati”, e il rigore non concesso su Salah da cui è nata la ripartenza del 3-2. Collina torna su Argentina-Egitto, analizzando i casi che hanno scatenato la furia dei Faraoni.

Argentina-Egitto l’analisi dei due episodi contestati

Si parte dalla rete del possibile 2-0 cancellata a Zico dal Var per un precedente fallo commesso ai danni di Lisandro Martinez. “Dopo ogni gol, il Var controlla la fase di possesso offensivo (APP). Se viene identificato un fallo nella fase di costruzione dell’azione e si ritiene che abbia influito sul gol, il Var raccomanda una revisione in campo. Non esiste un limite definito né per quanto riguarda la distanza dalla porta né per il lasso di tempo intercorso tra l’episodio e il gol. Un esempio di ciò si è verificato nella partita Argentina-Egitto, dove il numero 19 egiziano Marwan Attia ha chiaramente calpestato il piede del numero 6 argentino Lisandro Martinez. Riteniamo che un fallo sia un fallo. Indipendentemente dal fatto che il fallo appaia ‘evidente’, se l’arbitro non lo ha visto sul campo di gioco, il Var può intervenire”.

Del penalty non dato a Salah dice: “Allo stesso modo, se non viene rilevato alcun fallo nell’azione che ha portato a un gol, il VAR informerà l’arbitro di conseguenza. Calpestare il piede di un avversario è fallo, mentre un difensore che tocca prima il pallone e poi effettua un normale contatto calcistico non commette fallo. Anche in questo caso, un esempio si è verificato alla fine della stessa partita. L’arbitro e il VAR hanno giudicato normale il contatto calcistico tra il numero 10 dell’Egitto Mohamed Salah e il numero 10 dell’Argentina Julián Alvarez”.

Intanto Infantino rischia l’inchiesta

Le polemiche per il caso Balogun sono tutt’altro che archiviate. Oltre 70 membri del Parlamento europeo hanno infatti chiesto l’apertura di un’indagine sulla FIFA e sul suo presidente per verificare il rispetto del principio di neutralità politica dopo il presunto intervento diretto di Trump nella vicenda. La spiegazione fornita da Infantino (“Gli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti. Operano in autonomia e applicano il Codice Disciplinare della FIFA”) non è bastata a placare le critiche. Come rivelato da The Athletic, i parlamentari europei hanno invitato i vertici delle 27 federazioni calcistiche dell’Unione Europea ad avviare un’indagine sul processo decisionale che ha portato alla sospensione della squalifica di Balogun.

Nella lettera inviata si legge: “Le federazioni affiliate svolgono un ruolo fondamentale nel garantire il rispetto delle regole e la responsabilità di chi le infrange. Vi invitiamo a unirvi ai recenti appelli a favore di un’indagine sui legami tra Infantino e il presidente Trump”. Non è tutto. FairSquare, organizzazione no-profit che si occupa di sport, diritti umani e repressione politica, ha annunciato l’intenzione di presentare un esposto al Comitato Olimpico Internazionale (CIO), sostenendo che Infantino abbia violato ripetutamente le norme sulla neutralità politica.

Autore
Virgilio.it

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