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Caso antenna di via Zurmagli a Boissano, il Comune replica all’opposizione: “Nessun ordine di rimozione dal Consiglio di Stato”

  • Postato il 8 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Caso antenna di via Zurmagli a Boissano, il Comune replica all’opposizione: “Nessun ordine di rimozione dal Consiglio di Stato”

Boissano. “Ancora una volta la vicenda dell’antenna di Via Zurmagli viene utilizzata per alimentare una polemica politica che poco ha a che fare con il reale contenuto delle sentenze e molto con la volontà di creare confusione tra i cittadini”.

Inizia così la dura replica dell’amministrazione di Boissano a Davide Mattiauda, consigliere comunale del Gruppo Misto di Boissano, che nei giorni scorsi ha depositato “una formale e dettagliata interrogazione consiliare, con contestuale richiesta di accesso agli atti, per fare piena luce sulla gestione amministrativa ed economica del contenzioso legato alla stazione radio base”.

“L’interrogazione presentata dal consigliere Davide Mattiauda contiene infatti una ricostruzione che non trova riscontro negli atti amministrativi, né nelle pronunce del Consiglio di Stato, dimostrando come la stessa nel suo contenuto non sia stata letta, hanno proseguito dall’amministrazione. – Se davvero il Consiglio di Stato avesse ordinato la demolizione dell’antenna, come sostenuto dal consigliere, il Comune avrebbe già provveduto ad avviare il procedimento previsto dalla legge. La verità è un’altra”.

“Il Consiglio di Stato non ha disposto la rimozione dell’antenna, non ha accolto integralmente il ricorso dei cittadini e non ha confermato la piena applicabilità del Piano Antenne comunale. La sentenza afferma esattamente il contrario di quanto sostenuto nell’interrogazione: accoglie uno solo dei motivi di appello, limita l’applicabilità del Piano Antenne ad alcuni articoli e ordina al Comune di riesaminare il procedimento autorizzativo e, soprattutto, non ha attribuito al Comune il potere di anticipare decisioni che potranno essere assunte solo al termine dell’istruttoria. Questi sono i fatti. Il resto sono interpretazioni”.

“È singolare che chi rivendica con forza il proprio ruolo di controllo, non abbia ritenuto opportuno confrontare le proprie dichiarazioni con gli atti amministrativi e con il testo integrale della sentenza,prima di diffondere ricostruzioni che non corrispondono al loro effettivo contenuto e che non trovano alcun fondamento giuridico”.

“Un consigliere comunale ha il diritto di criticare l’operato della maggioranza, ma ha anche il dovere di informare correttamente i cittadini. L’Amministrazione, invece, ha il dovere di operare nel rispetto delle norme, anche quando questo richiede prudenza, rigore e tempi che il Consigliere Mattiauda preferisce liquidare come ‘lungaggini burocratiche’. La critica politica è legittima ed è parte integrante della vita democratica. Diverso è trasformare una complessa vicenda amministrativa in uno strumento di propaganda, sacrificando l’esattezza dei fatti per ottenere un facile consenso”.

“Chi oggi invita il Comune a disporre immediatamente la rimozione dell’impianto, dovrebbe assumersi la responsabilità di quanto sostiene e, soprattutto, spiegare ai cittadini chi pagherebbe le conseguenze di un eventuale ricorso della società Iliad, qualora venisse disposto lo smantellamento dell’impianto senza un valido presupposto giuridico. La risposta è semplice: sarebbe il Comune a pagare e, quindi, sarebbero i cittadini”.

“Quando si riportano i fatti occorre, inoltre, ricordare un fatto che troppo spesso viene omesso:l’attuale Amministrazione non ha autorizzato l’installazione dell’antenna. Il procedimento si èconcluso nel 2021, prima dell’insediamento dell’Amministrazione Devincenzi, attraverso un meccanismo di silenzio-assenso, fonte ddi tutte le odierne contestazioni, maturato nell’ambito della gestione associata dello SUAP tra il Comune di Boissano e quello di Pietra Ligure, che tra le altre cose non ha coinvolto, né coinvolge l’organo politico né attuale, né precedente”.

“Si è trovata a gestire una situazione già esistente, generata da un procedimento ‘fallato’ conclusosi prima del proprio insediamento e, successivammente, oggetto di una complessa vicenda giudiziaria caratterizzata da decisioni contrastanti tra TAR e Consiglio di Stato”.

“Da quel momento il Comune ha fatto una sola cosa: eseguire, una dopo l’altra, tutte le decisioni dei giudici amministrativi, anche quando queste si sono rivelate tra loro profondamente diverse, riesaminando i procedimenti, quando ordinato e difendendo l’Ente quando necessario. Non ha scelto il contenzioso, ma vi è stato coinvolto e ha avuto il dovere di difendere l’Ente e le risorse della collettività. È questo il compito di un’amministrazione responsabile. La serietà amministrativa non si misura dal numero delle interrogazioni presentate o dei comunicati diffusi, ma dalla capacità di assumere decisioni corrette, anche quando sono complesse e soprattutto impopolari”.

“È facile invocare decisioni drastiche quando la responsabilità ricade su altri. Molto più difficile èamministrare nel rispetto delle norme, assumendosi la responsabilità delle conseguenze economiche e giuridiche delle proprie decisioni. E’ indiscutibile  che il Comune ha affrontato spese legali in merito all’intera vicenda, ma è pur vero che le responsabilità e gli esborsi economici ed erariali derivanti da un’inerzia dell’Ente avrebbe comportato esborsi maggiori.
Chi non partecipa attivamente alla realtà amministrativa, così come dovrebbe fare ogni consigliere sia di maggioranza che di minoranza, non può conoscere e valutare tali aspetti di una vicenda così complicata”.

“L’amministrazione continuerà a fare ciò che ha fatto fin dall’inizio: rispettare le decisioni della magistratura amministrativa, tutelare il Comune da ulteriori contenziosi e assumere, al termine del procedimento in corso, tutti i provvedimenti che la legge renderà necessari, senza condizionamenti politici e senza cedere alla propaganda. In conclusione e per massima chiarezza e come sempre ribadito il Comune è pronto a disporre la rimozione dell’antenna nel momento in cui emergessero, a conclusione dell’iter disposto dal Consiglio di Stato, vizi tali da non autorizzare la sua permanenza in loco”, hanno concluso.

Autore
Il Vostro Giornale

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