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Caserta, clochard pestato a morte per 50 euro. Fermato un 40enne, anche lui senza fissa dimora

  • Postato il 24 agosto 2026
  • Cronaca
  • Di Blitz
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In sintesi

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Caserta, clochard pestato a morte per 50 euro. Fermato un 40enne, anche lui senza fissa dimora

Una discussione per un debito di appena 50 euro sarebbe all’origine del pestaggio costato la vita a Guido Roviello, 62 anni, senza fissa dimora morto in ospedale dopo essere stato aggredito in piazza Sant’Anna a Caserta. Il presunto responsabile, un 40enne senza fissa dimora di nazionalità romena, è stato fermato dalla Guardia di Finanza e il gip ha convalidato il provvedimento con l’accusa di omicidio aggravato dai futili motivi.

La prima ricostruzione

Roviello era stato picchiato mercoledì scorso e le sue condizioni erano apparse subito gravissime. È morto venerdì 21 agosto in ospedale. A incastrare il presunto aggressore sono state le immagini delle telecamere cittadine e, soprattutto, un video registrato durante l’aggressione. Nel filmato si vede Roviello discutere con un uomo che, all’improvviso, lo colpisce violentemente facendolo cadere a terra.

L’aggressore continua quindi a infierire con calci alla testa e al torace, prima di sollevare la vittima e sferrarle un ultimo, violentissimo pugno al volto. Una sequenza drammatica durante la quale, secondo quanto emerge dalle immagini, nessuno interviene per fermare il pestaggio, neppure la persona che sta filmando.

Secondo gli inquirenti della Procura di Santa Maria Capua Vetere, all’origine della violenza ci sarebbe un debito di 50 euro non saldato. Durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero, il 40enne avrebbe sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità.

La storia di Roviello era già segnata dalla strada. In passato aveva lavorato come cameriere, poi aveva perso il lavoro e si era ritrovato senza una casa. Negli ultimi tempi, però, era riuscito a trovare un tetto a Maddaloni e frequentava la chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Caserta, dove andava anche alla mensa. Era conosciuto inoltre dalla Comunità di Sant’Egidio, dove faceva la doccia e trascorreva del tempo.

I volontari lo ricordano come una persona buona e particolarmente sensibile. Nel 2019 aveva già subito una violenta aggressione che gli aveva provocato diverse fratture. In quell’occasione era stato aiutato dai volontari dell’associazione “Angelo degli Ultimi”, ma era poi tornato a vivere per strada. Questa volta, invece, le botte non gli hanno lasciato scampo.

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Autore
Blitz

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