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Caro carburanti e vacanze in aereo: perché è possibile trovare oggi biglietti a prezzi bassi (ma non è detto che sia una buona notizia)

  • Postato il 22 aprile 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Caro carburanti e vacanze in aereo: perché è possibile trovare oggi biglietti a prezzi bassi (ma non è detto che sia una buona notizia)

Tra rassicurazioni, allarmismo e annunci, il protrarsi della crisi in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz aumentano ulteriormente l’incertezza sulle conseguenze della guerra per il trasporto aereo. Con l’avvicinarsi dell’estate crescono così i timori tra chi è in procinto di programmare le vacanze. La domanda è quasi sempre la stessa: è rischioso prenotare adesso un viaggio? Una risposta certa, al momento, però non esiste. Diverse compagnie aeree, nelle scorse settimane, hanno paventato rischi di cancellazioni di voli e aumento dei prezzi dei biglietti (soprattutto a partire dai mesi di maggio e giugno) a causa dell’impennata del costo del carburante. L’Unione europea assicura che “al momento non c’è carenza” di jet fuel ma avverte che senza la riapertura della navigazione a Hormuz si rischiano “conseguenze catastrofiche”. Così il susseguirsi di dichiarazioni (spesso tra loro contraddittorie) non fa che aumentare il caos. E i prezzi dei biglietti aerei? In questi giorni, in realtà, non è difficile trovarli a cifre vantaggiose. Probabilmente proprio a causa della riduzione delle prenotazioni, con tante persone che attendono la fine della crisi per programmare le vacanze. Una notizia positiva? Non proprio. Se la crisi del petrolio dovesse continuare potrebbe aumentare, infatti, il rischio di cancellazioni.

I costi

Ilfattoquotidiano.it ha provato a prenotare voli di andata e ritorno da Milano verso alcune mete turistiche nazionali ed europee. Non si tratta di un’indagine scientifica ma di una semplice prova di prenotazione (effettuata nel pomeriggio del 21 aprile), tramite i classici motori di ricerca viaggi, con volo di andata lunedì 13 luglio e ritorno domenica 19 (esclusi eventuali bagagli aggiuntivi). Con le compagnie low cost è così possibile raggiungere Catania con 60-70 euro; Alghero con 80-90; Barcellona con 50-60 euro; Palma di Maiorca con 60; andare a Corfù con 70 euro o a Santorini con 90 euro. È possibile anche trovare a 173 euro un biglietto di andata e ritorno per Sharm el-Sheikh e spendere poco più di 500 euro per andare a New York. Cifre che non sembrano risentire dell’impennata dei prezzi del carburante.

Le possibili cause

Dietro questi prezzi “bassi” potrebbe esserci proprio la sensibile riduzione delle prenotazioni. In pratica, se per quel volo sono stati venduti ancora pochi posti, l’algoritmo tiene inizialmente bassi i prezzi per incentivare l’acquisto. Come spiega a ilfattoquotidiano.it Mauro Antonelli, direttore del centro studi dell’Unione Nazionale Consumatori, “i prezzi possono risultare convenienti proprio perché la domanda è crollata o perché gli algoritmi non sono stati modificati”. Ma se le prenotazioni dovessero continuare ad essere poche, cosa si rischia? “Se a causa dell’aumento del costo del carburante il volo risultasse economicamente in perdita, la compagnia, con alta probabilità, potrebbe decidere di cancellarlo“. È stato, tra gli altri, lo stesso amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, a parlare di possibilità concreta di “cancellazione di alcuni voli o riduzione della capacità” se “a giugno, luglio o agosto si dovesse verificare un rischio per il 10% o il 20% delle forniture di carburante”.

Cosa succede in caso di cancellazione

E cosa avviene in caso di cancellazione del volo? “Se viene comunicata con più di 14 giorni di preavviso, le compagnie rimborsano il costo del biglietto, se lo fanno con meno preavviso dovranno pagare anche la compensazione pecuniaria” (da 250 a 600 euro), spiega Antonelli. In questo caso però chi ha già prenotato autonomamente l’alloggio rischia di perdere le somme pagate. L’assicurazione potrebbe essere una soluzione? “Intanto ha un costo non irrilevante e poi ci sono le franchigie e tante altre cose da valutare attentamente”. Problema ancora più complesso sarebbe quello di una cancellazione all’ultimo momento di un biglietto di ritorno mentre, per ipotesi, ci si trova all’estero e magari con la difficoltà di trovare aerei alternativi.

Considerare i rischi

Quindi l’opportunità di prenotare un volo “economico” non è esente da rischi. “Bisogna stare attenti a organizzare in questo momento i propri piani”, suggerisce il direttore del centro studi dell’Unc: “Serve prudenza. Se si sta organizzando un viaggio perché necessario allora si prenota, se si sta organizzando invece una vacanza di piacere probabilmente sarebbe meglio aspettare una settimana o due. Prenotare adesso dei viaggi nel lungo periodo presenta ovviamente dei rischi che vanno considerati”. Le alternative più “sicure”? “Vacanze in Italia o viaggi in treno“.

Le previsioni sull’aumento dei prezzi

Di contro, la prospettiva più probabile è quella di un aumento dei prezzi nelle prossime settimane. “Secondo gli ultimi dati Istat, i voli intercontinentali hanno registrato da febbraio a marzo un aumento del 9%, i voli europei del 4,7, mentre i prezzi dei voli nazionali sono diminuiti del 5,1%. Nessuno è in grado di fare previsioni – aggiunge Antonelli – ma comunque anche dopo la fine della guerra in Iran ci vorranno settimane per recuperare, e non è detto che si recupererà del tutto. In questo momento non c’è una seria contrazione dell’offerta di jet fuel ma è chiaro che il calo potrebbe arrivare ed è possibile che poi scatteranno gli aumenti in maniera più decisa”.

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Il Fatto Quotidiano

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