Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Caro carburante, i lucani peggio di tutti

  • Postato il 4 ottobre 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Caro carburante, i lucani peggio di tutti

Il Quotidiano del Sud
Caro carburante, i lucani peggio di tutti

POTENZA – C’è il tetto massimo ad alcuni distributori, qualche agevolazione mirata, la riduzione delle accise e persino uno sconto ad hoc per determinate categorie. Eppure, il caro carburante è ben lontano dall’essere curato. Anzi, i guai partono da lontano e sono cresciuti proporzionalmente all’estensione del conflitto in Medio Oriente (e non solo) oltre che all’intensificarsi delle tensioni geopolitiche che vi orbitano attorno.

Succede così che, in piena crisi, arrivino dei numeri a certificare come la salita dei prezzi non solo sia più datata di quanto si pensi ma anche come rischi di protrarsi per un tempo indefinito qualora non subentrino nuovi scenari. A fare i conti è stata la Cgia di Mestre, che ha evidenziato dati preoccupanti per l’Italia, alle prese con un rincaro che, in appena un anno, ha toccato il miliardo di euro, concentrando i propri effetti nelle grandi città. Almeno in apparenza.

I DATI DELLA CGIA DI MESTRE

A ben vedere, infatti, a pagare il conto più salato è stata proprio la Basilicata che, dal 2025 a oggi, ha visto aumentare mediamente i propri prezzi mensili di 9,8 milioni, con una variazione che, tuttavia, si è attestata addirittura al +21,6%, quota superiore alla media nazionale (+20,4%) e incremento peggiore tra le regioni italiane. Se sul piano numerico la variazione appare irrisoria rispetto agli altri territori, il raffronto statistico finisce per penalizzare, ancora una volta, la regione che più di tutte fornisce un apporto concreto allo sviluppo energetico, richiamando alla necessità di rivedere i parametri di bilanciamento tra attività estrattiva e benefici interni.

Come mostrato dalla Cgia, se nel 2025 i lucani avevano speso in media 545 milioni per il rifornimento di gasolio e benzina, nel 2026 la spesa ha già raggiunto i 663 milioni, registrando quindi un aumento di 118. Apparentemente poco se paragonato a chi guida la classifica, ovvero la Lombardia, con i suoi 12 miliardi e oltre di spesa e una variazione di quasi 2 rispetto al 2025. Tuttavia, l’incidenza media non supera il 19,5%, restando quindi al di sotto della media nazionale.

Per quanto riguarda le province, Roma guida la classifica dei rincari, registrando uno scatto al rialzo di 68,5 milioni di euro, seguita da Milano (+49,5), Napoli (+39,6), Brescia (+31,2), Torino (+27,8) e Bari (+25,6).

LA SITUAZIONE A MATERA E POTENZA

Potenza, da parte sua, si è attestata al 66esimo posto con 6,6 milioni mensili in più sullo scorso anno ma un impatto che vale il +21,6%, tra i più elevati in Italia. I potentini, infatti, in appena dodici mesi hanno visto la propria spesa passare da 365 milioni a 444, ovvero 79 in più. Va mediamente peggio a Matera, dove dai 180 milioni di euro del 2025 è stata raggiunta quota 219 (+39), il 21,7% in più, con una spesa media mensile superiore di 3,3 milioni. Non va poi dimenticato che, in Basilicata, appena il 31% dei distributori ha applicato il tetto dei prezzi. Il quadro complessivo risulta quindi compromesso.

LA CGIA: BENZINA +29,1%, GASOLIO + 36,6%

«Nonostante lo sconto temporaneo introdotto in questi giorni da molte major petrolifere presenti in Italia – ha sottolineato la Cgia – , i rincari per automobilisti e imprese restano molto pesanti. Da inizio del conflitto ad oggi, infatti, il prezzo medio alla pompa della verde è salito del 29,1 per cento, quello del gasolio per autotrazione addirittura del 36,6 per cento». Le ragioni sono abbastanza chiare, così come i presupposti necessari per frenare la corsa dei prezzi: «Finché il conflitto in Medio Oriente non si chiuderà, è difficile immaginare che i prezzi alla pompa tornino ai livelli precedenti alla crisi. Le tensioni sulle forniture, l’incertezza sulle rotte del greggio e la volatilità dei mercati continuano a riflettersi sul prezzo di benzina e diesel. A pagarne il prezzo più alto sono i pendolari, soprattutto quelli che vivono in aree poco servite dal trasporto pubblico».

LE CONTROMISURE DELLA REGIONE

Anche la Regione Basilicata, sollecitata più volte nelle ultime settimane, ha iniziato a muoversi per misure destinate alle categorie che, più di altre, stanno soffrendo gli effetti diretti del caro carburante. Il presidente Vito Bardi ha infatti fatto sapere di aver raccolto l’appello degli agricoltori, annunciando come, a Via Verrastro, si stia lavorando per verificare la fattibilità di un’eventuale riduzione dei costi di elementi correlati come i fertilizzanti. Il tempo però stringe.

Il Quotidiano del Sud.
Caro carburante, i lucani peggio di tutti

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti