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Carlo Felice, via libera al “salvagente” della Regione con l’astensione del centrosinistra

  • Postato il 28 aprile 2026
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  • Di Genova24
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In sintesi

La Regione approva un intervento di sostegno finanziario per il Teatro Carlo Felice grazie a una strategia politica che vede l'astensione del centrosinistra. La misura rappresenta un importante 'salvagente' economico per l'istituzione culturale, permettendo il passaggio della delibera senza il voto contrario dell'opposizione. Questo compromesso politico riflette la necessità condivisa di preservare una struttura teatrale di rilevanza regionale, pur evidenziando le divergenze nel metodo e nelle modalità di finanziamento tra le diverse forze politiche presenti in assemblea.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Carlo Felice, via libera al “salvagente” della Regione con l’astensione del centrosinistra

Genova. Via libera in Regione al disegno di legge che assegna un milione di euro di contributi straordinari alla Fondazione Carlo Felice per le attività svolte nel 2025, tra cui esplicitamente citato “il Festival internazionale del balletto di Nervi”. Il provvedimento, che era stato discusso già la settimana scorsa senza però arrivare al termine del dibattito in aula, è stato approvato dalla sola maggioranza (17 favorevoli) mentre l’opposizione di centrosinistra (10 voti) si è astenuta.

“L’assemblea del Carlo Felice ha evidenziato un disavanzo di 2,4 milioni sul bilancio 2025, tenuto da sovrintendente e giunta presente, che dipende dalle spese fatte diverse dal bilancio preventivo approvato a dicembre 2024, spese che comprendevano anche i Balletti di Nervi – ha ricordato il presidente Bucci nel suo intervento in aula -. C’è stata una richiesta ufficiale di avere 500mila euro che erano stati promessi dalla Regione per i balletti del 2025. Questo milione serve per recuperare quei 500mila richiesti dal Comune di Genova, evidenziati come mancanti, e ulteriori 500mila per dare la possibilità di coprire alcune spese che non erano state previste nel 2025, cosa che il sindaco e il presidente della Regione hanno sempre fatto negli anni precedenti perché le fondazioni lirico-sinfoniche hanno bisogno di aiuto. Su un bilancio di 24-25 milioni dai biglietti si raccolgono circa 2,6-2,7 milioni”.

“Quando mi sono insediato nel 2017 il Carlo Felice aveva 35 milioni di debito e c’erano 11 milioni di contributi Inps non pagati. Noi con uno sforzo incredibile li abbiamo ripresi e oggigiorno la situazione è pulita – ha rivendicato ancora il governatore -. Se il Comune di Genova non avesse chiesto nulla noi oggi non saremmo qui a parlarne, questo sia ben chiaro, la richiesta è stata anche formalizzata con una lettera”.

Bocciato un emendamento del Pd, presentato da Armando Sanna, che chiedeva di eliminare il riferimento ai balletti di Nervi sollevando perplessità su possibili problemi in sede di rendicontazione. Ma Bucci ha confermato il suo no: “Questi soldi riguardano proprio la richiesta del Comune di Genova per i balletti, non scriverlo sarebbe non rispettare la richiesta. Sosteniamo che vada scritto perché è la realtà ed è quello che è stato chiesto dal Comune”.

L’opposizione ha rilanciato le accuse: “Citare i balletti è solo un pretesto politico per fare polemica col Comune di Genova – ha detto Simone D’Angelo (Pd) -. La verità è che questi soldi servono per spese straordinarie nel 2025, che diventeranno ordinarie nel 2026 per logistica, attrezzature, spese di gestione aumentate e poi il tema della programmazione culturale. La Regione avrebbe dovuto intervenire in maniera strutturale, invece si crea una pericolosa anomalia solo per agevolare una stanca propaganda che non porta a nulla”. Dello stesso tenore anche gli altri interventi della minoranza.

Sullo sfondo la polemica sulla volontà dell’attuale consiglio di indirizzo (in cui è presente anche la Regione) di tagliare l’edizione 2026 dei Balletti di Nervi, dati i risultati di quella precedente e le gravi incertezze finanziarie della Fondazione. Da lì era scaturita da parte della giunta Salis l’accusa alla Regione di non aver ancora versato il contributo pattuito per il 2025, circostanza che ha indotto la giunta Bucci a inserire il riferimento nel testo.

Autore
Genova24

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