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Carenza di jet fuel in Europa? Ecco cosa spetta ai passeggeri in caso di cancellazione dei voli

  • Postato il 22 aprile 2026
  • Di Panorama
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  • 3 min di lettura
Carenza di jet fuel in Europa? Ecco cosa spetta ai passeggeri in caso di cancellazione dei voli

Mentre la crisi mediorientale e la chiusura di Hormuz continuano a tenere alta la pressione sull’economia globale, in Europa è ormai scattato l’allarme per il jet fuel, il cherosene utilizzato come carburante dagli aerei, la cui carenza potrebbe causare massicce cancellazioni di voli e mettere a rischio le vacanze.

I Paesi dell’Unione Europea importavano infatti circa il 30-40% del loro fabbisogno di jet fuel proprio dal Medio Oriente. Importazioni che tuttavia si sono ormai completamente azzerate a causa del blocco dello Stretto di Hormuz.

Le parole del commissario

Alcuni chiarimenti in merito alla situazione del jet fuel sono arrivati ieri dal commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, che ha inoltre espresso importanti precisazioni per milioni di viaggiatori che con l’avvicinarsi dell’estate potrebbero vedere i propri voli cancellati.

Il Commissario ha voluto comunque ribadire che «l’Europa è pronta a dare il benvenuto a tutti i turisti che verranno questa estate», e che per il momento «il mercato gestisce la pressione» sui rifornimenti di jet fuel «e non ci sono indicazioni di carenze vere e proprie».

Al momento, secondo Tzitzikostas i voli cancellati dalle compagnie «non hanno nulla a che vedere con la presunta mancanza di carburante», ma al fatto che «dall’inizio della crisi, i prezzi del jet fuel sono più che raddoppiati», rendendo non più redditizie alcune di quelle tratte.

«Chi verrà da noi potrà contare su garanzie in caso di cancellazioni o ritardo significativo», ha riferito il commissario, con i vettori obbligati a fornire assistenza ai passeggeri malcapitati.

Tuttavia, qualora il volo venisse annullato prima della partenza a causa dell’effettiva carenza di combustibile, si ricadrebbe nell’ipotesi delle «circostanze eccezionali», ha avvertito Tzitzikostas.

Se così fosse, ai viaggiatori spetterebbe solamente il rimborso del prezzo del biglietto pagato, e non anche il risarcimento economico previsto dalle regole Ue.

La differenza tra “rimborso” e “risarcimento”

Nel quadro delle regole Ue, infatti, esiste una netta distinzione tra “risarcimento” e “rimborso”, con i due termini che identificano diritti distinti e non sovrapponibili.

Il rimborso consiste nella restituzione integrale del prezzo del biglietto entro sette giorni, ed è garantito in tutti i casi di cancellazione, indipendentemente dalla causa.

Il risarcimento, invece, è un indennizzo aggiuntivo in denaro, compreso tra 250 e 600 euro a persona a seconda della distanza del volo, che scatta solo quando la cancellazione è imputabile al vettore e il passeggero non è stato avvisato almeno 14 giorni prima della partenza.

Le compagnie aeree non sono tenute a corrispondere il risarcimento economico nei casi in cui la cancellazione sia causata da “circostanze eccezionali” che non avrebbero potuto essere evitate anche adottando tutte le misure ragionevoli.

La carenza strutturale di jet fuel derivante da una crisi geopolitica rientrerebbe quindi proprio in questa casistica: il rimborso del biglietto resta garantito, ma il diritto al risarcimento decade.

Gli altri diritti dei passeggeri

Ad ogni modo, è bene ricordare che indipendentemente dall’origine della cancellazione, i passeggeri conservano una serie di tutele concrete.

In caso di volo cancellato o di imbarco negato, il viaggiatore ha diritto all’assistenza in aeroporto: pasti e bevande adeguati all’attesa, sistemazione alberghiera se necessario, trasferimento tra l’aeroporto e l’hotel, nonché due comunicazioni gratuite tramite telefono, fax o e-mail.

A queste si aggiunge sempre la possibilità di scegliere tra il rimborso del biglietto e il reindirizzamento verso la destinazione finale nelle prime condizioni disponibili.

Rimborso, assistenza e risarcimento sono diritti che si applicano in modo indipendente l’uno dall’altro: il passeggero può dunque richiederne più di uno contemporaneamente, a seconda delle circostanze.

Infine, chi dovesse essere ricollocato in una classe inferiore rispetto a quella acquistata ha diritto a un rimborso parziale del prezzo del biglietto, in percentuale variabile in base alla distanza del volo.

Autore
Panorama

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