Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Carburanti alle stelle, lucani alle strette

  • Postato il 27 settembre 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Carburanti alle stelle, lucani alle strette

Il Quotidiano del Sud
Carburanti alle stelle, lucani alle strette

Caro carburanti. Accise, tagliato lo sconto: il diesel aumenta di 1,4 centesimi in poche ore. Il prezzo medio sfiora i 2,4 euro. La Cgia avverte: «Colpo per camionisti, taxi e rappresentanti»


Se prima andava male, ora va peggio. Il taglio dimezzato allo sconto sulle accise (sceso da 17 centesimi ad appena 6,1) ha impiegato giusto qualche ora ad aggiornare i prezzi dei distributori, portando il gasolio a lambire praticamente ovunque quota 2,4 euro al litro, alzando il costo di un pieno di circa 3 euro. La Basilicata, già duramente provata dai rincari, si è uniformata al resto del Paese, segnando al 26 settembre 2,360 euro al litro per il diesel (1,4 centesimi in più in un solo giorno) e 2,173 per la benzina.

CARO CARBURANTI, BASILICATA PROVATA DAI RINCARI

Cifre che stanno accelerando l’emorragia di denaro dalle tasche degli automobilisti e dalle risorse delle aziende di trasporto su strada, le più colpite dall’accelerazione dei prezzi e per le quali la data limite del 5 ottobre (ovvero la scadenza prevista della misura legata al nuovo taglio) appare lontanissima. Far quadrare i conti, infatti, è diventato estremamente complicato: se negli ultimi mesi lo sconto di 17 centesimi rappresentava una boccata d’ossigeno, per quanto fosse anche in quel caso un provvedimento appena lenitivo, ora di fatto il taglio non si sente. Anzi, il colpo di scure ha reso evidente quanto, potenzialmente, in mancanza di un fattore di mitigazione come la forbice sulle accise i prezzi dei carburanti possano toccare realmente cifre da record. E in questo senso, con sole 8 regioni italiane a fare peggio, la Basilicata continua a pagare uno degli scotti più elevati.

I DATI DELLA CGIA DI MESTRE

A tirare le somme è arrivata anche la Cgia di Mestre che, nei 7 mesi trascorsi dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, ha riscontrato un aumento strutturale e progressivo del costo dei carburanti, evidenziando un +36% per il diesel e il 29% in più per la benzina. Una situazione che, secondo gli esperti, chiama in causa direttamente l’Europa, meno accondiscendente con gli Stati membri sulle misure anti-crisi e, soprattutto, più stringente sulla libertà di manovra da concedere per agire sulle accise che, solo in Italia, pesano per il 50%. Da qui, l’effetto a catena: prima gli automobilisti ordinari, poi l’intero comparto occupazionale dei vari territori specie quelli in cui, come avviene per la Basilicata, gli spostamenti in auto sono necessari.

E, ancor più nello specifico, ad annaspare sono quei settori che utilizzano le vetture per lavoro, a cominciare dagli agenti di commercio, altra figura professionale che in terra lucana riveste un ruolo di primo piano nel tessuto lavorativo regionale. Eppure, dati alla mano, la spesa pubblica per i 13 provvedimenti emessi dal 19 marzo a oggi da parte del governo c’è stata: 2,1 miliardi per la riduzione delle accise sul carburante e contributi mirati pari a 500 milioni per pescatori, agricoltori e autotrasportatori, per un totale che, tra una misura e l’altra, di 2,6 miliardi.

LE SOLUZIONI TAMPONE

Eppure, le soluzioni tampone non hanno funzionato. Almeno non a lungo raggio ma solo come freno a un rally più veloce. Ed ecco che, a rimetterci, sono proprio alcuni dei settori che hanno ricevuto misure mirate: «I camionisti – ha spiegato la Cgia – da sempre devono fronteggiare costi immediati e ricavi differiti. Il gasolio, i pedaggi autostradali, la manutenzione dei mezzi, le assicurazioni e il personale devono essere pagati subito.

CARO CARBURANTI, IL CASO DEI TASSISTI

Al contrario, i tempi di incasso delle fatture possono arrivare anche a 90 o 120 giorni. Per arginare queste prassi, purtroppo trasversali all’intero sistema produttivo italiano, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto nell’ottobre 2025 con una circolare perentoria». Non va meglio ai tassisti, i quali «applicano all’utenza tariffe di natura amministrativa, cioè stabilite per delibera dai Comuni che hanno rilasciato le licenze. Ogni aumento del prezzo di benzina, gasolio o GPL registrato in questi mesi si è tradotto in un costo aggiuntivo che il tassista non può scaricare sul cliente, né compensare a breve con altre misure».

PENALIZZATI I RAPPRESENTATI DI COMMERCIO

Altrettanto penalizzati i rappresentanti di commercio, sui quali l’aggravio è dato dalla natura stessa del loro lavoro, che rende il pieno una prassi quasi quotidiana. In Basilicata, le rispettive categorie contano 772 e 90 imprese (autotrasportatori e taxi) e 1.085 agenti di commercio, per un impatto diretto sul welfare lavorativo. E questo vale soprattutto per il terzo settore, che viaggiando in media 30-40 chilometri al giorno, patisce «una compressione del reddito netto che colpisce in modo sproporzionato una categoria già esposta alle oscillazioni del mercato e
priva delle tutele tipiche del lavoro dipendente».

Il Quotidiano del Sud.
Carburanti alle stelle, lucani alle strette

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti