Caos viabilità Savona-Vado, riunione in Prefettura: entro il 2 giugno conclusi i lavori sulla superstrada
- Postato il 15 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. I lavori sulla superstrada Savona-Vado saranno conclusi entro il 2 giugno. La rassicurazione è arrivata durante la riunione convocata in Prefettura con i Comuni interessati, le forze dell’ordine, la polizia municipale, Autorità Portuale, Anas e, collegata da remoto, l’impresa.
Tre cantieri attivi nello stesso periodo e su strade alternative (il ponte sul torrente Quiliano, il viadotto in corso Svizzera e la strada di scorrimento veloce) hanno mandato in tilt la viabilità tra Savona e Vado Ligure con interminabili code, soprattutto nelle ore di punta, e tempi di percorrenza più lunghi.
“Abbiamo convenuto che è necessario un monitoraggio attento e costante dell’ultima fase dei lavori che verrà fatto dalla Provincia e riferito puntualmente a questo tavolo”, ha spiegato il viceprefetto Alessandra Lazzari a margine del confronto.
I lavori verranno eseguiti anche in orari extra sia durante la settimana che nei weekend.
Il sindaco di Savona, Marco Russo, ha evidenziato le criticità per la viabilità: “Tutto il tavolo condivide che la situazione viabilità è gravissima, il territorio sta sofffrendo. L’unica soluzione è accelerare i lavori. Abbiamo preso atto di questa data, riteniamo che sia fondamentale che venga osservata, abbiamo bisogno di essere certi che non venga disattesa. Per questo è molto importante il lavoro di monitoraggio. Saranno 15 giorni ancora pesanti, ringrazio le polizie locali per il lavoro straordinario”.
La riunione di questa mattina è stata preceduta da uno scambio di lettere e accuse tra i sindaci di Savona, Quiliano e Vado Ligure e il presidente della Provincia.
I tre primi cittadini avevano chiesto a Olivieri di intervenire: “La Provincia faccia quanto necessario affinchè vengano adottate tutte le modalità operative utili e necessarie per ridurre i tempi dei lavori e per rendere più fluido il traffico”.
Olivieri aveva replicato che riteneva “inaccettabile che la Provincia venisse identificata come unico responsabile di un processo decisionale che, fin dalle sue fasi iniziali, è stato invece condiviso e concertato tra tutti gli Enti coinvolti”. E aveva spiegato che “la data di fine lavori aveva subito uno slittamento dovuto a circostanze tecniche imprevedibili e oggettivamente riscontrate in corso d’opera, oltre che alle numerose giornate di maltempo che hanno rallentato le lavorazioni”.