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Camolese: "Palermo favorito. La Samp ha una maglia che pesa" - ESCLUSIVA

  • Postato il 18 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Camolese: "Palermo favorito. La Samp ha una maglia che pesa" - ESCLUSIVA

Tra piazze importanti — come Torino e Lazio su tutte — Giancarlo Camolese ha vissuto la cadetteria sia da calciatore che da allenatore, vincendola in entrambe le occasioni. Dalle 141 presenze in campo con le maglie di Lazio, Padova e Taranto, fino alle panchine di alcune delle protagoniste dell’attuale Serie B, abbiamo ripercorso, in esclusiva ai nostri microfoni, alcuni dei momenti più importanti della carriera del tecnico torinese, ampliando poi lo sguardo verso l’attuale campionato tra favorite e outsider.

Dalla promozione a Torino al ricordo della B

Che ricordo ha della sua esperienza a Vicenza?

«A Vicenza ho vissuto due esperienze, sia da calciatore che da allenatore. È una piazza molto bella, ma bisogna arrivarci nel momento giusto; io, purtroppo, in entrambe le avventure sono arrivato in circostanze in cui c’erano delle difficoltà in più”.

Ha allenato in B, ottenendo una promozione in Serie A con il Torino. Cosa si porta dalla sua esperienza in cadetteria?

A Torino abbiamo vissuto una stagione eccezionale, con un gruppo di ragazzi, fatto di calciatori di qualità, che ha creduto nella proposta. Questo mix di cose, nonostante le difficoltà di un avvio da quartultimi, ha fatto sì che vincessimo il campionato alla penultima giornata. Una bellissima esperienza”.

C’è qualche aneddoto particolare legato a quella stagione?

“Ce ne sono tanti. La squadra ha avuto una partenza difficile; io ero subentrato e all’inizio le cose non andavano subito bene. Ad un certo punto la squadra ha cominciato a fare risultati, il gruppo si è unito e abbiamo ottenuto otto vittorie di fila. I ragazzi furono molto bravi. Al di là del fatto di riagganciare le migliori, era un gruppo di grande qualità, le cui doti sono venute fuori a due giornate dal termine con la promozione a Pescara e, successivamente, con la vittoria del campionato grazie alle due vittorie nelle ultime giornate”.

Quanto è importante il campionato di Serie B per chi comincia un percorso da allenatore?

“È un campionato complesso, dove gli allenatori spesso sperimentano cose nuove. È un torneo in cui si può vincere e perdere con chiunque, dove l’ultima può battere la prima e c’è molto livellamento. È un campionato in cui bisogna lottare tutte le domeniche. Da marzo cominciano i mesi decisivi. In Serie B la continuità fa la differenza”.

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Lei ha vissuto la Serie B con una maglia prestigiosa come quella della Lazio. Che ricordo ha dell’anno tra i cadetti con i biancocelesti?

Indossare una maglia importante come quella della Lazio in Serie B voleva dire trovare tutte le settimane avversari agguerritissimi. Bisogna entrare in quell’ordine di idee; quando la squadra capisce la mentalità del campionato, i valori vengono fuori. Noi abbiamo vinto il campionato — in cui c’erano quattro promozioni — anche in maniera relativamente facile. Come sempre è stato un torneo, anche all’epoca, molto combattuto. C’è sempre bisogno della mentalità giusta per fare il salto”.

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La corsa alla Serie A: favorite e outsider

Chi vede come favorita per questo campionato?

“È un po’ presto, bisognerà attendere una decina di giornate, ma qualcosa già si vede. Ad esempio il Mantova e il Palermo, per motivi differenti: i siciliani per la rosa, molto competitiva; i lombardi per il cambio e la programmazione dall’arrivo di Modesto. È chiaro che ci sono altre realtà che verranno fuori. Il Modena e l’Empoli sono altre due società che possono fare il salto di qualità. Fra tutte, la grande favorita è il Palermo”.

Cosa si aspetta dal Vicenza e dal Padova, due piazze che lei conosce bene?

“Sono due belle piazze, dove c’è tanta passione; a Vicenza in particolare c’è tanta euforia. Possono entrare nel gruppo che si giocherà la stagione sino alla fine. È ancora presto, ma sono due ambienti affamati di calcio che vogliono tornare in Serie A dopo tanto tempo”.

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Il momento della Sampdoria tra storia e crisi

La Sampdoria è partita male con questa nuova gestione di Corradi. Cosa pensa del momento dei blucerchiati?

“Quando si indossano maglie così prestigiose si è sempre l’avversario da battere. I calciatori devono entrare in questo ordine di idee, per loro ogni partita deve essere una battaglia proprio in virtù dell’importanza della piazza. La Sampdoria si porta dietro un passato importante. Tuttavia, i problemi societari degli ultimi anni non hanno certo giovato ai progetti tecnici”.

Le ambizioni del Verona dopo la retrocessione

Il Verona scende dalla A con grandi attese. Lei cosa pensa della situazione degli scaligeri?

A Verona c’è un tecnico molto capace, un direttore sportivo che conosce benissimo l’ambiente. Si tratta soltanto di aspettare che i nuovi calciatori si conoscano meglio. Gli scaligeri sono senza dubbio tra le squadre che possono puntare ad essere tra le prime nel momento più importante della stagione”.

La sfida di Nesta sulla panchina dell’Avellino

Nesta ad Avellino può trovare una piazza favorevole?

“Anche l’Avellino è una piazza storica che ha conosciuto la A. C’è grande passione. È un ambiente che può dare gli stimoli necessari ad un allenatore come Nesta che ha già fatto delle esperienze che dove consolidare”.

Tanti calciatori di Serie A vengono dal campionato di Serie B della passata stagione. Quanto è importante il passaggio in cadetteria per i giovani?

È importante sia per i giocatori che per i tecnici. I calciatori cominciano ad affrontare le difficoltà di una stagione lunga e complessa. Nel salto dalla B alla A di differenze ce ne sono, con caratteristiche diverse

Autore
Virgilio.it

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