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Calze da neve: quando si possono usare al posto delle catene

  • Postato il 13 ottobre 2026
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  • Di Virgilio.it
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Calze da neve: quando si possono usare al posto delle catene

Le calze da neve possono essere usate al posto delle catene tradizionali solo se sono conformi alla norma UNI EN 16662-1:2020. Non è sufficiente che siano vendute come universali, invernali o antiscivolo in quanto rispettare lo standard tecnico corretto e riportare le indicazioni previste.

Perché c’è stata tanta confusione sulle calze da neve

Le catene da neve avevano da tempo un inquadramento consolidato, mentre i dispositivi tessili sono stati per anni guardati con sospetto dalle autorità italiane. La svolta è arrivata prima sul piano tecnico europeo. La norma UNI EN 16662-1:2020 ha fissato requisiti di sicurezza, prestazioni e qualità per i dispositivi supplementari di aderenza, senza limitarli ai soli sistemi metallici. Il Ministero dell’Interno, con la circolare del 27 ottobre 2022, ha preso atto che questo standard consente la certificazione anche di dispositivi non metallici, comprese le cosiddette calze da neve.

Le calze da neve possono sostituire le catene quando sono dispositivi supplementari di aderenza conformi alla UNI EN 16662-1:2020. In questo caso possono essere considerate valide nei tratti in cui vige l’obbligo di avere a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali.

Il contesto è quello delle ordinanze invernali. In Italia, il periodo ordinario va in genere dal 15 novembre al 15 aprile, secondo la direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2013 sulla circolazione stradale in periodo invernale e in caso di emergenza neve.

Sono comunque gli enti proprietari o gestori delle strade a imporlo sui singoli tratti in base alle condizioni locali. Di conseguenza bisogna guardare la segnaletica e le ordinanze: su alcune strade l’obbligo è costante nel periodo indicato, su altre può essere legato alla presenza effettiva di neve o ghiaccio.

Quali calze da neve sono legali

Le calze da neve legali sono quelle conformi alla norma UNI EN 16662-1:2020, che ha sostituito il vecchio riferimento tecnico UNI 11313 nel quadro italiano aggiornato dal decreto del 2023.

Al momento dell’acquisto bisogna controllare la confezione, le istruzioni e le marcature. Devono comparire il riferimento alla norma, le misure compatibili con gli pneumatici, il produttore o il soggetto che immette il prodotto sul mercato, le indicazioni di montaggio e le avvertenze d’uso. Attenzione dunque anche ai vecchi modelli rimasti in garage. Le calze acquistate anni fa potrebbero non avere la conformità richiesta oggi.

Dal punto di vista normativo, se conformi alla UNI EN 16662-1:2020, le calze possono sostituire le catene. Dal punto di vista tecnico non sono la stessa cosa. Le catene metalliche sono più robuste e più adatte alle condizioni severe: neve alta, pendenze importanti, tratti montani difficili, rampe ghiacciate e percorrenze più lunghe. Le calze puntano invece su leggerezza, facilità di montaggio e minore ingombro.

La differenza si sente soprattutto nelle situazioni limite. Su neve fresca, su tratti brevi e in emergenza, una calza omologata può essere molto utile. Su neve compatta, ghiaccio vivo o salita impegnativa, la catena tradizionale propone ancora un margine superiore.

Quando conviene usare le calze da neve

Le calze da neve hanno senso quando servono come dotazione d’emergenza o quando l’auto non è facilmente catenabile. Sono leggere, occupano poco spazio nel bagagliaio e si montano più rapidamente delle catene tradizionali. Sono utili sulle auto con pneumatici larghi, cerchi grandi, assetti bassi o passaruota con poco spazio. In questi casi le catene possono essere difficili da montare oppure non compatibili con quanto previsto dal costruttore del veicolo.

Il vantaggio più evidente va cercato nel montaggio. Una calza si stende sulla parte superiore dello pneumatico, si fa avanzare l’auto e si completa la sistemazione sulla parte rimasta scoperta. Dopo pochi metri a bassa velocità, il dispositivo tende ad assestarsi.

Quando invece sono meglio le catene

Le calze da neve non sono la risposta universale. In montagna, in presenza di nevicate intense o su fondi molto ghiacciati, le catene metalliche sono la scelta più sicura. La catena lavora mordendo la neve e creando un appoggio meccanico più aggressivo. La calza sfrutta la trama tessile e l’attrito generato dal materiale con un comportamento più confortevole ma meno resistente nelle condizioni più dure.

C’è poi il tema dell’usura. Le calze soffrono molto l’asfalto pulito, i tratti misti e le percorrenze prolungate senza neve. Se vengono usate quando la strada non è innevata, possono consumarsi rapidamente o rovinarsi.

La velocità massima con le calze da neve

Con le calze da neve bisogna rispettare una velocità massima ridotta che è in genere fissata a 50 km/h, come avviene per i dispositivi supplementari di aderenza. Anche le catene tradizionali impongono attenzione durante il montaggio e un limite di velocità di 50 km/h. A velocità maggiori la calza può surriscaldarsi, spostarsi, consumarsi o perdere efficacia. Su fondo innevato il veicolo ha comunque spazi di frenata più lunghi.

Le calze da neve vanno montate sulle ruote motrici. Su un’auto a trazione anteriore si montano davanti. Su una trazione posteriore si montano dietro; su una trazione integrale bisogna seguire le indicazioni del costruttore riportate nel libretto di uso e manutenzione.

La procedura prevede di estrarre la calza dalla confezione, appoggiarla sulla parte superiore dello pneumatico, calzarla bene sui fianchi della gomma, avanzare di mezzo giro ruota e completare la copertura della parte rimasta libera. Dopo qualche decina di metri a bassa velocità, conviene fermarsi in sicurezza e verificare che il dispositivo sia centrato. Prima del montaggio bisogna controllare misura dello pneumatico e misura della calza. Alla fine dell’utilizzo va rimossa, asciugata e riposta pulita.

Quando bisogna toglierle

Le calze vanno tolte quando il fondo non è più innevato o quando si devono percorrere lunghi tratti su asfalto pulito. Vanno rimosse anche prima di lunghi tunnel, gallerie o tratti dove la neve sparisce completamente.

In ogni caso le calze non sostituiscono gli pneumatici invernali nella guida quotidiana su freddo, pioggia, neve e basse temperature. Sono un dispositivo supplementare, non una gomma progettata per lavorare tutta la stagione. Uno pneumatico invernale offre vantaggi costanti con temperatura bassa e fondi difficili. Una calza entra in gioco quando serve aderenza aggiuntiva su neve, ma non migliora in modo permanente il comportamento del veicolo durante tutto l’inverno.

Gli pneumatici quattro stagioni omologati possono invece soddisfare l’obbligo se riportano le marcature richieste, secondo le regole applicabili agli pneumatici invernali. La direttiva MIT del 2013 richiama l’impiego di pneumatici invernali omologati secondo la normativa europea e di mezzi antisdrucciolevoli idonei come alternativa.

Autore
Virgilio.it

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