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Caldo e siccità, l’estate impossibile di agricoltura e allevamento. Il settore: “Servono invasi e bacini di accumulo”

  • Postato il 19 agosto 2026
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  • Di Genova24
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Caldo e siccità, l’estate impossibile di agricoltura e allevamento. Il settore: “Servono invasi e bacini di accumulo”

Genova. In attesa delle perturbazioni che metteranno fine, si spera, all’ondata di calore più lunga da quando esistono le registrazioni, il caldo record di questa estate 2026 presenta il conto di una stagione ormai pregiudicata al settore agricolo e zootecnico a Genova e in Liguria.

Pascoli secchi, frutta che appassisce prima di andare a maturazione, orti crepati e impollinazione parziale, vendemmia in anticipo, la temuta cascola delle olive: sono alcuni degli effetti di settimane di siccità: 24 giornate da “bollino rosso” per ondate di calore tra giugno, luglio e agosto ma, soprattutto, scarsissime precipitazioni.

Con le associazioni di categoria del settore che già guardano al futuro: “Servono misure strutturali, più invasi e vasche da accumulo delle piogge, quando ci sono, altrimenti non ci sarà più convenienza a coltivare e sempre più terre saranno abbandonate”.

Gli agronomi: “Serve una gestione diversa della risorsa idrica”

Secondo alcune stime in Italia il caldo record ha pesato per tre miliardi su agricoltura e allevamento. Le imprese invocano lo stato di calamità naturale e chiedono aiuti: alcune colture hanno subito un calo di produzione, e quindi di introiti, del 30%.

L’ordine dei dottori agronomi e forestali della Liguria conferma come il problema non sia tanto la colonnina di mercurio – d’altronde si coltiva in maniera intensiva in regioni bel più calde della nostra – quanto la mancanza di acqua: “Le temperature sempre più elevate aumentano l’evapotraspirazione, sottraendo rapidamente umidità al terreno e alle piante, è così che la siccità agricola diventa più frequente e intensa, anche quando le precipitazioni non diminuiscono in modo significativo”.

“Di fronte a questo scenario, è necessario investire nella gestione efficiente dell’acqua – sottolineano i professionisti – nella tutela della fertilità dei suoli, nella scelta di colture più resilienti e in una pianificazione agricola capace di adattarsi alle nuove condizioni climatiche”.

La siccità mette in ginocchio gli allevamenti

“Il caldo eccezionale e la persistente assenza di precipitazioni hanno messo in seria difficoltà la zootecnia ligure, soprattutto nelle aree montane dell’entroterra, dove gli allevamenti rappresentano non solo una risorsa economica, ma anche un presidio fondamentale contro l’abbandono del territorio e il dissesto idrogeologico – ribadiscono da tempo da Coldiretti Liguria – pascoli ormai completamente secchi, carenza di foraggio, difficoltà di approvvigionamento idrico e un preoccupante aumento delle patologie favorite dalle temperature elevate stanno rendendo sempre più complesso il lavoro degli allevatori, costretti a sostenere costi aggiuntivi per garantire il benessere degli animali“.

Le aziende zootecniche segnalano una situazione sempre più complessa: dove negli anni sono stati realizzati sistemi di accumulo è ancora possibile garantire l’approvvigionamento idrico aziendale, ma sugli alpeggi l’acqua scarseggia e i pascoli risultano ormai completamente secchi, costringendo gli allevatori a continui spostamenti del bestiame alla ricerca di erba e punti di abbeverata.

Alle difficoltà legate alla disponibilità di acqua e foraggio si aggiungono gli effetti delle temperature eccezionalmente elevate sul benessere animale, con un aumento delle criticità sanitarie e dei costi veterinari che rende ancora più onerosa la gestione degli allevamenti in una stagione già particolarmente difficile.

Frutta, olive, vigneti: le sfide della siccità in Liguria

Lo stress idrico continua a colpire anche ortaggi, frutteti e oliveti, dove si registrano fenomeni di cascola e disseccamento dei frutti. Le perdite per alcune produzioni delicate, per esempio per i frutti di bosco, potrebbero arrivare fino al 30% nelle situazioni più esposte.

A rendere ancora più difficile il lavoro delle imprese agricole è l’estrema variabilità climatica. Se per settimane la Liguria è interessata da temperature eccezionalmente elevate e assenza di piogge, alcuni violenti temporali e forti raffiche in zone circoscritte possono portare danni alle colture: la perturbazione attesa nei prossimi giorni preoccupa più che rassenerare gli agricoltori.

Le aziende agricole stanno affrontando contemporaneamente siccità, caldo estremo ed eventi atmosferici sempre più violenti – affermano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – non possiamo continuare a rincorrere le emergenze. La priorità è aumentare la capacità del territorio di trattenere l’acqua quando cade, attraverso piccoli invasi, bacini di accumulo e una rete irrigua più efficiente. L’acqua è oggi la principale infrastruttura di cui l’agricoltura ha bisogno”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Cia Liguria: “Ogni estate la Liguria si ritrova a fare i conti con la stessa identica emergenza: aziende agricole senz’acqua, raccolti compromessi, allevamenti in difficoltà e territori sempre più fragili. Non si può continuare a considerare la siccità un evento straordinario quando è ormai una condizione strutturale – sottolinea Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria –  già nel settembre 2025, nel corso di un incontro  che abbiamo chiesto con urgenza, il presidente della Regione Marco Bucci aveva condiviso la necessità di realizzare un piano degli invasi, riconoscendo l’importanza strategica di dotare la Liguria delle infrastrutture necessarie per garantire l’approvvigionamento idrico alle aziende agricole e ai territori. Un impegno che, a oggi, non ha ancora trovato una concreta attuazione”.

Per Cia Liguria è indispensabile aprire immediatamente un tavolo operativo con la Regione Liguria, consorzi di bonifica, autorità competenti e organizzazioni agricole per definire tempi certi e risorse dedicate alla realizzazione di un piano regionale degli invasi, al recupero delle acque piovane e al potenziamento delle reti irrigue.
Autore
Genova24

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