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Calcio, Inter, Khalaili non ha superato l’idoneità del Coni

  • Postato il 13 luglio 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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In sintesi

La trattativa tra l'Inter e il terzino israeliano Anan Khalaili si conclude negativamente. Il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta ha annunciato ufficialmente il mancato trasferimento durante la conferenza stampa di inizio stagione, rivelando che il giocatore non ha superato il controllo di idoneità sportiva richiesto dalla normativa del CONI italiano. Una procedura obbligatoria che ha bloccato l'operazione di mercato.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Calcio, Inter, Khalaili non ha superato l’idoneità del Coni

Il Quotidiano del Sud
Calcio, Inter, Khalaili non ha superato l’idoneità del Coni

Roma, 13 lug. (askanews) – Sfuma definitivamente l’arrivo di Anan Khalaili all’Inter. A ufficializzare il mancato trasferimento del terzino israeliano è stato il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta, che nel corso della conferenza stampa di inizio stagione ha spiegato come il giocatore non abbia ottenuto l’idoneità sportiva prevista dalla normativa italiana.

“Avevamo negoziato l’acquisizione di Khalaili, che non ha superato le visite di idoneità, come comunicatoci dal Coni. In Italia c’è una legge sulla tutela della salute molto severa. È una situazione di forza maggiore alla quale dobbiamo attenerci”, ha dichiarato Marotta.

L’operazione sembrava ormai definita. L’Inter aveva infatti raggiunto un accordo con l’Union Saint-Gilloise sulla base di circa 25 milioni di euro più bonus e il giocatore era arrivato a Milano venerdì scorso per sostenere le visite mediche e i test necessari al rilascio dell’idoneità agonistica. Dopo i primi controlli, però, l’Istituto di Medicina dello Sport del Coni aveva richiesto ulteriori accertamenti, rinviando il via libera definitivo. Al termine degli approfondimenti è arrivato il mancato rilascio dell’idoneità, che ha di fatto fatto decadere il trasferimento.

Il caso conferma la particolare severità della normativa italiana in materia di tutela sanitaria degli atleti professionisti. I protocolli previsti dal Coni sono tra i più rigorosi a livello internazionale e in passato hanno già impedito ad altri calciatori di ottenere l’idoneità pur continuando a giocare regolarmente all’estero, come accaduto a Christian Eriksen ed Edoardo Bove.

Il Quotidiano del Sud.
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