Calabria, Longobucco e i braccialetti sanitari: coincidenze marconiane
- Postato il 12 maggio 2026
- Editoriale
- Di Paese Italia Press
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11 maggio 2026 – La Regione Calabria, dopo diciassette anni di commissariamento della sanità, guarda oggi con attenzione alle nuove esperienze di telemedicina avviate nel territorio. Tra queste emerge il progetto dei braccialetti sanitari sperimentato a Longobucco, nel Cosentino, iniziativa che apre anche interessanti riflessioni storiche e culturali legate all’evoluzione delle comunicazioni e dell’assistenza sanitaria a distanza.
La vera sfida, oggi, consiste nel costruire una Calabria capace di valorizzare competenze, ricerca e capitale umano, contrastando spopolamento e fuga di professionalità. Troppo spesso la reputazione della regione viene affidata a messaggi effimeri, mentre sarebbe necessario approfondire i processi educativi e sostenere scuola, università e ricerca scientifica.
Le tecnologie digitali, oggi mature, consentono applicazioni avanzate anche nell’ambito dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di monitoraggio territoriale. Tuttavia, il progetto di Longobucco dimostra come la vera innovazione non coincida soltanto con il dispositivo tecnologico, ma con la capacità di costruire una rete sanitaria integrata fatta di infrastrutture, personale qualificato, protocolli operativi e assistenza continua ai cittadini.
In questo contesto riaffiora una significativa coincidenza storica: il primo sistema di telemedicina al mondo può essere ricondotto all’opera di Guglielmo Marconi attraverso il Centro Internazionale Radio Medico (CIRM), nato tra il 1934 e il 1935 grazie alla collaborazione tra Marconi e il medico Guido Guida. Il CIRM forniva assistenza medica gratuita via radio ai naviganti in tutti i mari del mondo, rappresentando di fatto l’antesignano della moderna telemedicina.
L’“ospedale del mare”, operativo 24 ore su 24, inizialmente utilizzava il telegrafo senza fili e successivamente sistemi vocali e collegamenti digitali, consentendo la trasmissione a distanza di dati clinici, immagini ed elettrocardiogrammi. Una visione pionieristica che ha salvato migliaia di vite umane nel corso di oltre novant’anni di attività.
Ancora prima, nel marzo del 1912, Marconi seguì personalmente l’installazione della stazione radiotelegrafica del transatlantico Titanic. Grazie ai marconisti presenti a bordo, dopo l’impatto con l’iceberg fu possibile lanciare il celebre segnale di soccorso raccolto da altre navi, consentendo il salvataggio di circa settecento persone.
Arrivando ai giorni nostri, un ruolo importante nell’eredità scientifica marconiana è stato svolto dal professor Gabriele Falciasecca, scomparso nel 2024, docente ordinario dell’Università di Bologna e presidente della Fondazione Guglielmo Marconi dal 1997 al 2022. Falciasecca è stato considerato uno dei maggiori studiosi mondiali dell’opera di Marconi, soprattutto per le applicazioni sociali delle telecomunicazioni e delle onde radio nei sistemi sanitari e nella telemedicina.
Nel luglio 2019 al professor Falciasecca venne assegnato il Premio Bruno di Longobucco. Un riconoscimento particolarmente significativo, anche perché Bruno da Longobucco, celebre medico medievale, rivendicava con orgoglio le proprie origini calabresi firmandosi: “Ego Brunus gente Calaber patria Longoburgensis”.
Un’altra suggestiva coincidenza riguarda il legame familiare tra Falciasecca e Longobucco: Mario De Simone, oggi responsabile del Museo e della Comunicazione del Comune, è infatti cugino del professore.
Durante la sua presidenza alla Fondazione Marconi, Falciasecca promosse numerose ricerche sulle tecnologie wireless, sulle reti mobili e sull’internet delle cose applicata alla sanità. Tra i principali ambiti di studio figuravano:
monitoraggio sanitario a distanza dei pazienti cronici;
sistemi domiciliari wireless per il controllo dei parametri vitali;
telemedicina d’emergenza con ambulanze connesse;
integrazione tra reti satellitari e terrestri per le aree isolate;
applicazioni del 5G nella sanità digitale;
sistemi portatili di assistenza medica per i Paesi in via di sviluppo.
Falciasecca amava ricordare come “con la radio, l’umanità abbia iniziato a superare i limiti biologici e fisici, inaugurando un’epoca in cui i media digitali influenzano profondamente cultura e società”.
Oggi Longobucco diventa così un laboratorio di sperimentazione territoriale. Il sistema dei braccialetti sanitari non rappresenta soltanto la distribuzione di dispositivi elettronici, ma un complesso ecosistema di telemedicina composto da rete di telecomunicazioni, piattaforme digitali, operatori sanitari specializzati e monitoraggio costante dei pazienti fragili.
Prima dell’avvio del progetto molti cittadini erano costretti a percorrere decine di chilometri per raggiungere strutture sanitarie. Oggi il monitoraggio può avvenire direttamente a domicilio, grazie a dispositivi connessi e a una rete di assistenza attiva.
Il professor Giovanni Bisignani, coordinatore della Cardiologia dell’Asp di Cosenza e direttore della UOC di Cardiologia-UTIC-Emodinamica dell’Ospedale “Ferrari” di Castrovillari, sottolinea come il modello Longobucco rappresenti un nuovo modo di erogare servizi sanitari ai cittadini. Non si tratta infatti soltanto del braccialetto, ma di un articolato sistema di monitoraggio sostenuto da operatori sanitari specializzati, capaci di interpretare tempestivamente eventuali situazioni di rischio o emergenza.
La semplicità apparente del dispositivo indossabile è dunque il risultato di studi, protocolli, organizzazione sanitaria e infrastrutture tecnologiche. La componente umana resta centrale: medici, infermieri, operatori di monitoraggio, famiglie e amministrazioni locali costituiscono insieme una vera filiera sanitaria digitale.
Longobucco può così diventare un modello di “best practice” per le aree interne e montane, dimostrando come innovazione, ricerca e continuità assistenziale possano contribuire a ridurre le distanze territoriali e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Link per informazioni storiche su Marconi:
Archivio storico del Quirinale – Marconi e il Titanic
Avvenire – I 90 anni del CIRM, l’ospedale che cura via radio i naviganti

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Didascalia foto
In alto a sinistra il professor Giovanni Bisignani dialoga con un operatore sanitario addetto al monitoraggio dei pazienti che utilizzano il braccialetto sanitario. In alto a destra la dottoressa Serena Pignataro illustra ai cittadini e ai familiari dei pazienti le funzionalità del sistema di telemedicina. In basso a sinistra un momento della premiazione del professor Gabriele Falciasecca con il sindaco di Longobucco Giovanni Pirillo e la giornalista Fabrizia Arcuri. In basso a destra Mario De Simone, responsabile del Museo e della Comunicazione del Comune di Longobucco, insieme al professor Gabriele Falciasecca.
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