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Burling-Tita, la coppia funziona: Luna Rossa mette pressione a Emirates Team New Zealand (che evita la premiazione...)

  • Postato il 26 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Burling-Tita, la coppia funziona: Luna Rossa mette pressione a Emirates Team New Zealand (che evita la premiazione...)

Il duello rusticano è soltanto agli albori. Perché già il fatto che sia Napoli a ospitare le fasi decisive della Louis Vuitton Cup prima e poi l’America’s Cup stessa fanno capire che gli italiani, almeno stavolta, hanno deciso di andare all in. Con Luna Rossa che a Cagliari, nelle regate preliminari in vista della prossima LVC, ha fatto capire di essere pronta a tutto per portare l’Old Maug in Italia per la prima volta in oltre 170 anni di storia. E con Emirates Team New Zealand che ha capito che stavolta sarà assai più complicato difendere la coppa, e non soltanto perché dovrà farlo sostanzialmente in casa del nemico annunciato.

Luna Rossa, il rinnovamento sta già dando i primi frutti

A Cagliari è andato in scena un assaggio di quello che tra poco più di un anno potrebbe consumarsi a Napoli. Dove Luna Rossa ha fatto capire di non voler mancare l’appuntamento con la storia, provando a mettere subito le cose in chiaro dal primo confronto in acqua. Vero, nel Golfo degli Angeli si è gareggiato con scafi AC40, non con gli AC75 che prenderanno il largo già a fine estate nel golfo partenopeo, ma la sostanza poco cambia: la famiglia Bertelli ha deciso di investire tutta se stessa in questa impresa, decisa soprattutto a conquistare quella coppa che da 30 anni ormai alimenta sogni, speranze e (talvolta) anche incubi del consorzio italiano.

Papà Patrizio, passando il testimone al figlio Giulio, ha fatto esattamente quello che Max Sirena ha deciso di fare a livello tecnico: svecchiare un gruppo che ha dato tanto (anzi tutto) per provare a contrastare la superiorità dei neozelandesi, facendoli soffrire nel 2021 a casa loro e poi mancando l’appuntamento con la rivincita a Barcellona nel 2024. Aver deciso di “pensionare” James Spithill e Francesco Bruni è stato un atto di coraggio, ma anche consapevole del valore di chi sarebbe arrivato dopo. Perché se Ruggero Tita e Marco Gradoni avevano già dimostrato di meritare attenzione, con la presa di Peter Burling da Emirates le prospettive sono cambiare, per tutti.

Burling oltre le aspettative: “Abbiamo cominciato bene”

Il primo confronto diretto tra la nuova Luna Rossa e la nuova versione di Emirates (con Nathan Outteridge e Seb Menzies) è stato sostanzialmente impari. Vero, i neozelandesi hanno commesso un errore (grave) prima della partenza e di fatto hanno spianato la strada al trionfo degli italiani, che domenica hanno innestato una marcia decisamente superiore dopo aver cominciato in sordina il lungo fine settimana in terra di Sardegna.

“In verità abbiamo regatato molto bene durante tutta la competizione, più di quanto la classifica non ha raccontato in termini di numeri”, ha spiegato Burling. “Eravamo decisi a giocarcela in finale con i ragazzi del Women & Youth Team, ma abbiamo superato la delusione provando a vincere anche per loro.

La verità è che il primo a essere rimasto sorpreso da ciò che abbiamo fatto sono stato io in prima persona: sapevo che avevamo una buona base di partenza, ma onestamente le sensazioni provate in mare sono state veramente ottime”. Talmente ottime che più d’uno comincia a sognare in grande.

I neozelandesi minimizzano, poi disertano la premiazione…

Outteridge di suo ha ammesso di aver commesso un errore abbastanza evitabile, ma anche di essere sicuro del potenziale della propria imbarcazione. “Dopo aver pensato per giorni alle regate di flotta, rimettere la testa su un match race non è stato semplice. Eppure stavamo facendo tutto alla perfezione: con Burling in passato tante volte avevamo usato la stessa tattica, stavolta però ho anticipato troppo una manovra e questo gli ha permesso di scappare. Ma siamo assolutamente sullo stesso livello e penso che nei prossimi mesi ci sarà da divertirsi”.

Eppure intanto la sconfitta ha fatto male: soltanto Tudor Team Alinghi si è presentato sotto al palco della premiazione per assistere alla cerimonia di chiusura della 4 giorni cagliaritana, mentre tutti gli altri team hanno disertato il momento in cui Luna Rossa Senior ha ricevuto il trofeo. Un dettaglio che non è sfuggito agli occhi più attenti, segno di una delusione palpabile.

Ainslie, che macello! Athena rischia il flop, Alinghi in ritardo

I più delusi però forse sono stati i britannici di Athena Racing, con sir Ben Ainslie che ha assistito al crollo di GB1, che ha regatato pochissimo tra continui e ripetuti problemi tecnici. Il baronetto sa che la strada è lunga e accidentata: la rottura con Ineos (e quindi con Jim Ratcliffe, che spera ancora di poter impedire all’ex timoniere di partecipare alla prossima America’s Cup: c’è in atto una battaglia legale), non è stata indolore e sta cominciando a presentare il conto, perché Athena Racing sta correndo contro il tempo per riuscire a presentare uno scafo competitivo quando ci si sposterà a Napoli.

Da Cagliari però i segnali arrivati sono stati tutti negativi. E anche Alinghi (altro scafo arrivato in corsa) ha faticato, mentre i francesi di La Roche-Posay in qualche modo sono dove volevano essere. Aspettando americani e australiani, è evidente quando siano Luna Rossa ed Emirates le barche da battere, in tutti i sensi: a settembre a Napoli si capirà meglio se questi valori di forza iniziali saranno confermati, o se davvero si potrà cominciare a parlare di semplice dualismo.

Autore
Virgilio.it

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