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Bucci: “Non escluderei il termovalorizzatore a Genova”, Salis: “Nessuna possibilità”. E Avs ribadisce il suo no

  • Postato il 25 giugno 2026
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  • Di Genova24
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Bucci: “Non escluderei il termovalorizzatore a Genova”, Salis: “Nessuna possibilità”. E Avs ribadisce il suo no

Genova. È ancora battaglia sul termovalorizzatore per chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria. Mentre la sindaca Silvia Salis conferma che Amiu parteciperà al bando della Regione come partner industriale per realizzare un’impianto fuori città, il presidente ligure Marco Bucci insiste: “Non escluderei il Comune di Genova come sede, perché ci sono altre possibilità oltre Scarpino”. E nella stessa giornata Avs ribadisce (due volte) un secco no all’inceneritore, evidenziando le contraddizioni interne della coalizione che governa a Palazzo Tursi.

A ufficializzare che Amiu avrebbe partecipato al bando di Arlir in scadenza il 30 giugno era stata l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu durante la conferenza stampa di bilancio del primo anno di giunta Salis. Lo studio commissionato a Ramboll “indica in maniera chiara che non sarebbe opportuno che Amiu restasse fuori dalla partita visto che Genova produce circa il 60% dei rifiuti della Liguria”, aveva spiegato. Lo stesso studio sarebbe stato presentato ieri durante una riunione di maggioranza. La posizione della coalizione dovrebbe prendere forma in un documento politico che sbarcherà in aula rossa a Tursi. In realtà, però, gli attriti non sono affatto risolti, soprattutto con la sinistra più radicale e col Movimento 5 Stelle, ma anche con una parte del Pd (che in Regione ha sempre contestato la linea di Bucci sul termovalorizzatore).

Bucci insiste sul termovalorizzatore a Genova

“Non vediamo l’ora” che Amiu partecipi al bando, ha commentato il governatore ligure a margine di una conferenza stampa, ricordando che la partecipata “può essere prescelta da più aziende, non soltanto da una” e augurandosi che “entro il 30 giugno ci sia la partecipazione non solo di Amiu, ma anche delle altre aziende, almeno le sei che hanno partecipato alla prima manifestazione di interesse”.

L’opzione Scarpino è stata scartata per ragioni idrogeologiche, ma Bucci insiste sulla possibilità di realizzare un impianto a Genova. Nelle scorse settimane era emersa l’ipotesi delle aree ex Colisa in Valpolcevera, accolta con prevedibile ostilità dal territorio. “Le contrarietà si trovano da tutte le parti. In realtà è da vedere se si può fare – replica il presidente -. Però ci sono tante altre aree che possono servire, che ovviamente avranno i contrari e i favorevoli, ma si va avanti”.

Salis: “Scarpino esclusa, altre possibilità non percorribili”

La sindaca Salis ribadisce: “Per questioni tecniche Scarpino non è un sito possibile per l’impianto. Questo è già stato escluso”. Ci sono altre possibilità nel territorio di Genova? La risposta è netta: “No, non c’è nessun’altra possibilità. Sono state vagliate altre possibilità, ma non sono percorribili”.

Questo però non esclude la partecipazione di Amiu: “L’amministrazione è stata molto chiara, in seguito ai risultati dello studio che abbiamo commissionato a Ramboll e anche in seguito alle indicazioni che provengono da Amiu su come sia fondamentale partecipare a questa gara come partner industriale. E l’amministrazione è convinta di questo, su questo andremo avanti”.

Il rebus della localizzazione, il governatore: “Senza accordo andremo fino in fondo”

Ma se non a Genova, dove si potrà costruire il termovalorizzatore? “In questo caso Regione si è presa la responsabilità di fare in così poco tempo questa gara, quindi credo che debba farsi parte attiva per trovare il luogo idoneo“, rimarca Salis. Tuttavia il luogo dovranno indicarlo i soggetti che parteciperanno al bando (sono possibili più opzioni), mentre l’accordo coi sindaci dei Comuni interessati sarà oggetto di una fase successiva.

Se l’accordo non ci sarà “saremo costretti a intervenire – insiste Bucci -. Andremo fino in fondo perché è un beneficio per i cittadini. Io farò tutto il possibile affinché i cittadini liguri abbiano il beneficio del termovalorizzatore”. L’assessore Giampedrone, invece, aveva presentato come alternativa anche un nuovo accordo per portare i rifiuti fuori Regione, “rimanendo però consapevoli che faremo pagare centinaia e centinaia di euro in più ai nostri concittadini liguri”.

Avs sulle barricate: “No agli inceneritori ovunque, per Amiu si investa nell’economia circolare”

Il dato politico però è la spaccatura del centrosinistra sul tema. “Avs è contraria all’incenerimento dei rifiuti, in Liguria, a Genova e in tutta Italia – sottolinea una nota firmata dal coordinamento regionale e provinciale -. L’inceneritore non è una scelta indispensabile per la Liguria. Lo è invece portare finalmente Genova al 65% di raccolta differenziata previsto dalla legge e investire negli impianti intermedi necessari a ridurre i costi di gestione e aumentare il recupero di materia, a partire dal completamento del Tmb di Scarpino, dalla realizzazione dei biodigestori previsti dalla pianificazione regionale e dal potenziamento dell’impianto di via Sardorella.

“È inoltre necessario evitare di confondere il tema della gestione dei rifiuti con quello della solidità economica delle aziende che operano nel settore – si legge ancora -. La salvaguardia dei posti di lavoro di Amiu, la necessità di dotare l’azienda di spazi adeguati e di impianti moderni ed efficienti, così come il rafforzamento della sua capacità industriale, rappresentano obiettivi pienamente condivisi da Avs. Proprio per questo riteniamo che il futuro di Amiu debba essere costruito attraverso investimenti nell’economia circolare, nell’innovazione impiantistica e nell’aumento della raccolta differenziata, non legando il destino dell’azienda alla realizzazione di un inceneritore”.

“La nostra contrarietà alla realizzazione di un inceneritore è totale. Lo abbiamo sempre dimostrato coi fatti e ci siamo mossi concretamente contro questo impianto fin dal gennaio del 2025, quando ci furono le prime iniziative della giunta Bucci a sostegno di questo progetto”, ribadisce il consigliere regionale Jan Casella prima di partecipare all’assemblea pubblica ad Acqui Terme contro il progetto per la realizzazione di un inceneritore in Val Bormida.

La replica di Salis: “C’è differenza tra un partito e un sindaco”

Secca la replica della sindaca Salis: “Io non ho bisogno di dare nessuna risposta, anche perché abbiamo fatto una maggioranza su questo e la posizione di Avs non è stata espressa in questi termini. Comunque, ripeto, c’è una differenza tra un partito e un sindaco. Un sindaco deve portare avanti quello che è l’interesse della città senza un posizionamento ideologico sui temi. Io non ho un posizionamento ideologico, ho il posizionamento di chi deve far funzionare le cose. Quindi, per far funzionare Amiu, c’è necessità che partecipi a questa gara e Amiu parteciperà“.

Autore
Genova24

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