Bremer va salvato comunque dal paradosso in cui sta scivolando la Juventus, il ruolo di Spalletti e l'ombra della clausola
- Postato il 2 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Se (e solo se) si ravvedesse una inconsueta continuità tra la precedente gestione e l’era appena inaugurata nel caso Bremer saremmo trascinati in un paradosso gattopardesco. Era cedibile per Damien Comolli, lo sarebbe pure per Giovanni Carnevali. Un personaggio che sta assistendo, dal Mondiale americano con il Brasile di Carlo Ancelotti, alla progressiva costruzione di una narrazione che lo vuole protagonista di una strategia che garantirebbe, a livello teorico, vantaggi rilevanti, notevoli pur essendo confermato indirettamente dal diretto interessato sui social la sua volontà di rimanere. Che ne sarà, poi, della Juventus, senza Bremer? Un conto è rinunciare a Kelly, con la massima considerazione e il rispetto delle qualità dimostrate in campo, altro è perdere il brasiliano.
- Il peso a bilancio di Bremer
- La questione tecnica e la visione di Spalletti
- Perché lasciarlo andare è una perdita sul piano del gioco
Il peso a bilancio di Bremer
Già a giugno, Bremer a bilancio pesa per circa 21 milioni e nel suo contratto che ha stabilito un ingaggio netto a stagione di 5 milioni fino al 2029 è prevista una clausola rescissoria da oltre 50 da attivare entro il 10 agosto. A fronte del minus di Dusan Vlahovic, lussuoso parametro zero che la società avrebbe potuto, forse, evitare o contenere provando a scardinare certe richieste da parte dei suoi rappresentanti, la cessione di Bremer sarebbe importante, notevole. Sarebbe una plusvalenza per una società che è sempre nel mirino della Uefa per il financial fair play e che punta a un pareggio di bilancio per il 2027 ambizioso.
La questione tecnica e la visione di Spalletti
Considerato il difensore più forte e affidabile nella rosa bianconera, per ragioni di cuore e di testa viene incluso tra i cedibili malgrado la resistenza del giocatore a lasciare Torino dove si è ambientato e vive da tempo, ormai. La questione nasce, però, da una visione diversa, da una interpretazione tecnica del ruolo secondo le idee di Spalletti, come era accaduto in effetti anche con Thiago Motta.
Costruttori di gioco, più che centrali potenti e decisivi nella marcatura, nel contenimento. Bremer dovrebbe essere più propenso come ha spiegato in parte Spalletti nella fase di passaggio e nella conduzione palla al piede anche in alcuni interventi a fine partita e in conferenza. Il brasiliano vince nell’uno contro uno, eccezionale nelle letture difensive e nella forza fisica, ma non è il tipo che cerca e vuole Lucio e così anche Kelly è in discussione.
Perché lasciarlo andare è una perdita sul piano del gioco
Secondo i dati di DataMb, Bremer si colloca nel 90esimo percentile per duelli vinti, un valore che lo certifica come uno dei migliori difensori nei sette principali campionati europei in questo fondamentale, ma quando si guardano le percentuali dei palloni recuperati e progressioni tutto cambia.
L’idea è che la prospettiva che gli si vuole dare cambia e tanto. Ciò che perplime è il paradosso che lo accompagna. Considerato tra i migliori, ma valevole di un sacrificio e non pilastro da cui ripartire. Ma le idee quando dovrebbero prendere il sopravvento? Ed è solo (e solamente) una questione di visione?