Brasile: chi è Martinelli, il bomber che ha salvato Ancelotti, e perché non gioca con l'Italia
- Postato il 29 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Quando il pallone ha lasciato il piede di Bruno Guimarães nei minuti di recupero a Houston, il tempo sembrava essersi fermato, riportando la Nazionale brasiliana al 1994. In quel Mondiale disputato negli Stati Uniti, Romário al 74′ vide Bebeto inserirsi in area e gli servì un assist perfetto per il gol della vittoria contro i padroni di casa negli ottavi di finale. Trentadue anni dopo, sempre in terra americana, è stato il turno di Bruno Guimaraes di trovare Gabriel Martinelli con la stessa precisione, permettendo all’attaccante di segnare il gol decisivo nella vittoria per 2-1 contro il Giappone per la qualificazione del Brasile. Nel 1994, Bebeto si rivolse a Romário e riassunse tutto in tre parole: “Ti voglio bene“. Era il suo modo di ringraziarlo per l’assist perfetto che aveva tenuto vivo il sogno del quarto titolo mondiale. Martinelli non ha avuto bisogno di ripetere la frase. È semplicemente corso a festeggiare. Il suo sguardo a Bruno Guimarães e l’abbraccio dei compagni dicevano tutto, ma chi è Gabriel Martinelli, l’attaccante che ha salvato Ancelotti?
La gioia di Martinelli
Un anti-divo l’attaccante brasiliano. Pochissime parole dopo un gol storico: “Non ho parole per descrivere la gioia che provo nel vedere il popolo brasiliano felice per la nostra qualificazione. Me ne renderò conto tra un po’. Ne parlavo con la mia famiglia, nell’altra partita ho colpito il palo, avrei avuto un’altra opportunità. Sono riuscito a segnare il gol della qualificazione. Sono contento della prestazione di tutta la squadra”. Martinelli è partito dalla panchina ed è entrato in campo al 20′ della ripresa, sostituendo Matheus Cunha. Ha giocato in diverse zone dell’attacco, è ripiegato in difesa per dare una mano, ha pressato la manovra offensiva della squadra giapponese e ha mostrato la grinta che tanto piace allo staff tecnico. Quando si è presentata l’occasione decisiva, si è trovato al posto giusto, al momento giusto.
La profezia del padre
“Quando avevo sette anni, mio padre mi disse che quando ne avrei avuti 21 ci sarebbe stato un Mondiale e io lo avrei giocato”, rivelò lui prima dei Mondiali del 2022. Non è dato sapere se papà Joao Carlos gli aveva predetto anche una rete così importante ma proprio per le origini italiane del babbo il bomber avrebbe potuto vestire la maglia azzurra. Gabriel Martinelli è nato a Guarulhos, un comune del Brasile nello Stato di San Paolo. Ma c’è l’Italia nella sua vita grazie agli antenati del padre che lo aiutava a fare i compiti e che lo portava agli allenamenti. Tite chiamò Gabriel per uno stage con la Seleçao prima della Copa America del 2019, ma il classe 2001 in teoria poteva vestire l’azzurro dato che fino al 2022 non aveva mai esordito con la Nazionale del suo paese natio: “Non ho ancora preso una decisione definitiva – confessò in un’intervista a Globo Esporte – ma rappresentare il Brasile è un sogno che ho fin da quando ho iniziato a giocare a calcio da bambino. Sarebbe un privilegio poterlo rappresentare”.
L’incoronazione di Klopp
Detto fatto per un giocatore che si porta dietro da quando era giovanissimo l’etichetta di prodigio (“È il talento del secolo, è un attaccante incredibile. È davvero incredibile. È così giovane, ma sembra già così maturo, è una vera minaccia. Non volevo mettergli addosso alcun peso, ma mi piacciono molto i calciatori bravi e lui è ovviamente uno di questi” disse Jurgen Klopp dopo aver visto un diciottenne Gabriel Martinelli segnare una doppietta con la maglia dell’Arsenal contro il suo Liverpool negli ottavi di finale della Carabao Cup 2019-20). All’Arsenal dal 2019 Martinelli ha segnato 41 gol in 188 partite e l’anno scorso ha vinto la Premier prima della beffa in finale di Champions League contro il Psg.