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Bper chiude il semestre con una crescita dell’utile ordinario a 1,32 miliardi

  • Postato il 6 agosto 2026
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  • Di Genova24
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Bper chiude il semestre con una crescita dell’utile ordinario a 1,32 miliardi

Italia. Bper chiude il primo semestre con un margine di interesse di 2.211,8 milioni di euro, segnando un incremento dell’1,4% h/h. Rispetto al primo trimestre 2026, la dinamica commerciale registra un’evoluzione positiva di 13,0 milioni di euro. Analizzando il confronto su base trimestrale, la dinamica dei volumi commerciali ha generato un contributo positivo di 11,2 milioni di euro q/q. A questo dato si somma l’apporto favorevole dell’andamento dei tassi di interesse, pari a +1,8 milioni di euro, e l’effetto calendario relativo ai giorni, positivo per 10,6 milioni di euro. Il contributo fornito dalla componente non commerciale si attesta a +13,2 milioni di euro q/q.

Le commissioni nette evidenziano una crescita a 1.353,4 milioni di euro (+4,8% h/h), sostenute dal comparto dei servizi di investimento (583,6 milioni di euro, +10,3% h/h), dalle commissioni dell’area assicurativa nei rami danni e protezione (70,1 milioni di euro, +13,2% h/h) e da quelle legate all’attività bancaria tradizionale (699,7 milioni di euro, -0,2% h/h).

I dividendi ammontano a 34,4 milioni di euro, mentre il risultato netto della finanza risulta positivo per 234,4 milioni di euro.

Il totale dei proventi operativi netti raggiunge i 3.876,2 milioni di euro (+4,5% h/h).

Gli oneri operativi scendono a 1.605,3 milioni di euro (-3,9% h/h). Nello specifico, i costi per il personale sono pari a 1.000,9 milioni di euro (+1,3% h/h); le altre spese amministrative calano a 417,6 milioni di euro (-15,9% h/h) grazie alle continue azioni volte all’efficienza operativa; le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali si attestano a 186,9 milioni di euro (+0,9% h/h).

Al 30 giugno 2026 il cost/income ratio scende su base semestrale al 41,4% (rispetto al 45,0% registrato al 30 giugno 2025).

Il costo del credito annualizzato si posiziona a 28 p.b., con rettifiche di valore su attività al costo ammortizzato relative ai finanziamenti alla clientela pari a 180,2 milioni di euro (+3,3% h/h). Il totale degli overlay cumulati al 30 giugno 2026 è di 232,9 milioni di euro.
Il risultato netto da investimenti si attesta a -4,1 milioni di euro. Gli oneri di integrazione e gli impatti da PPA cumulati ammontano a 83,3 milioni di euro al lordo delle imposte.

Deducendo le imposte sul reddito per 738,6 milioni di euro e l’utile netto ordinario di periodo spettante a terzi10 pari a 37,5 milioni di euro, l’utile netto ordinario di periodo si attesta a 1.325,6 milioni di euro, registrando il miglior risultato semestrale della storia dell’istituto, spinto anche dall’apporto dell’utile del secondo trimestre, il più alto mai conseguito.

La raccolta diretta da clientela raggiunge i 167,1 miliardi di euro (+0,9% y/y). La raccolta gestita sale a 87,1 miliardi di euro (+11,4% y/y); la raccolta amministrata tocca i 145,4 miliardi di euro (+4,6% y/y); il valore riferito alle polizze vita si attesta a 24,7 miliardi di euro (+4,7% y/y).
I crediti netti erogati alla clientela risultano pari a 129,7 miliardi di euro. Nel corso del primo semestre 2026 sono stati concessi nuovi finanziamenti per 13,5 miliardi di euro (+1,5% y/y). Il rapporto prestiti/depositi si posiziona al 77,6%, evidenziando un incremento rispetto al 76,3% di fine 2025.

La gestione rigorosa del credito ha permesso alla Banca di confermare elevati standard di qualità dell’attivo: l’incidenza dei crediti deteriorati verso la clientela a livello lordo (NPE ratio lordo) si attesta al 2,3%, mentre a livello netto (NPE ratio netto) è pari all’1,1%. Il livello di copertura (coverage ratio) del totale dei crediti deteriorati cresce q/q al 54,1%, posizionandosi tra i più alti del sistema bancario italiano.

Le attività finanziarie complessive raggiungono i 47,8 miliardi di euro. Entro tale voce, i titoli di debito sono pari a 44,8 miliardi di euro con una duration di 1,8 anni e comprendono 22,9 miliardi di euro in titoli di Stato italiani.

Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta a 18,0 miliardi di euro.

Risultano pienamente rispettati i requisiti MREL (Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities): a fine giugno 2026 il ratio calcolato sui Risk Weighted Assets si attesta al 30,17% per il totale e al 21,95% per la componente subordinata.

Sul fronte della liquidità, l’indice LCR (Liquidity Coverage Ratio) si attesta al 162% (rispetto al 157% di fine marzo 2026), mentre l’indice NSFR (Net Stable Funding Ratio) si posiziona al 132% (rispetto al 131% di fine marzo 2026).

I coefficienti patrimoniali al 30 giugno 2026 mostrano un Common Equity Tier 1 (CET1) ratio pari al 15,0%, un Tier 1 ratio al 17,8% e un Total Capital ratio pari al 20,1%.

Considerati i risultati ottenuti nel secondo trimestre, la Banca ha rivisto al rialzo la propria guidance per l’intero esercizio 2026 con riferimento a Net Interest Income e Cost/Income.

In occasione del cda in programma il prossimo 4 novembre per l’approvazione dei dati al 30 settembre, si prevede di proporre al consiglio la distribuzione di un acconto sul dividendo in contanti per un importo totale di circa 700 milioni di euro.

Autore
Genova24

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