Botte ai figli piccoli che le impedivano di chattare, risarciti i bimbi: la madre chiede di patteggiare
- Postato il 30 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. Cinquemila euro per ciascuno dei due figli, di uno e tre anni, che aveva picchiato perché la infastidivano mentre chattava con il suo smartphone. Grazie al risarcimento, la mamma 31enne accusata di lesioni aggravate dopo la denuncia del marito e tuttora colpita dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai due bambini, ha ottenuto il parere positivo dalla Procura alla richiesta di patteggiare la pena di due anni con la condizionale.
L’udienza è stata rinviata al 18 giugno davanti alla giudice Angela Nutini che dovrà decidere se ratificare o meno la richiesta di rito al alternativo . Alla donna il tribunale dei minori ha nel frattempo revocato la responsabilità genitoriale. E non ha mai chiesto scusa ai suoi famigliari.
A scoprire cosa accadeva in casa, nel settembre scorso, era stato il marito della donna. Aveva notato che la madre, dopo l’ultima gravidanza, aveva un comportamento anaffettivo e infastidito nei confronti dei figli e soprattutto aveva visto che i due bimbi presentavano entrambi lividi sulla schiena e sul corpo. Ne aveva chiesto conto alla moglie ma lei aveva liquidato la faccenda parlando di cadute accidentali.
Lui però, che a casa non c’era quasi mai perché fa l’autotrasportatore, si era insospettito. Aveva fatto installare delle telecamere, con la scusa di prevenire eventuali furti, che avevano ripreso scene agghiaccianti. In una di queste, registrata il 15 settembre 2025, si vede la donna che prende a schiaffi il figlio perché in cucina dice che ha fame e poi lo colpisce a calci mentre il bimbo è a terra, Nella stessa giornata lo stesso bimbo viene colpito con il telecomando della tv dopo che piangendo ha ‘costretto la madre’ ad alzarsi, disturbandola dalla sua continua attività con il suo smartphone. E anche la bimba più piccola, una anno e mezzo appena, non viene risparmiata: la scena in questo caso viene ripresa nella camera matrimoniale. La mamma è sul letto intenta a chattare sul telefonino. La piccola, che è nel lettone, si alza in piedi: non vuole dormire e per questo viene ripetutamente colpita.
Il marito della donna, assistito dall’avvocato Daniele Pomata, dopo aver scoperto quello che accadeva tra le mura di casa sua, aveva sporto immediatamente denuncia.