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Bonus casa: cosa cambia dal 2027 per ristrutturazioni, ecobonus e mobili

  • Postato il 2 settembre 2026
  • Di Panorama
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In sintesi

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Bonus casa: cosa cambia dal 2027 per ristrutturazioni, ecobonus e mobili

Ristrutturazioni, interventi antisismici, nuovi mobili o risparmio energetico per la casa? Da gennaio 2027 il sistema dei bonus casa cambia e diventa meno conveniente. Le percentuali di detrazione si abbasseranno per quasi tutte le agevolazioni edilizie e qualcosa sparirà. È tutto stabilito nel nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi, in vigore dal 1 gennaio 2027, salvo novità nella prossima Legge di Bilancio. Ma se non ci saranno interventi, proroghe o correzioni c’è tempo solo fino al 31 dicembre 2026 per organizzare i lavori in casa sfruttando le agevolazioni di oggi.

Bonus ristrutturazioni: le aliquote scendono dal 2027

Cambia nel 2027 innanzitutto la detrazione per i lavori di recupero edilizio. Fino al 31 dicembre 2026 restano valide le aliquote del 50% per gli interventi sulla prima casa e del 36% per gli altri immobili. Dal 1 gennaio 2027, invece, la forbice si stringe al 36% per l’abitazione principale e al 30% per le seconde case. Quest’ultima percentuale dovrebbe restare uguale fino al 2032-2033, quando è previsto lo stop. Resta uguale invece il tetto di spesa: per quelle sostenute nel 2027 rimarrà a 96mila euro per unità immobiliare, per poi scendere strutturalmente a 48mila euro. Possono usufruire della detrazione non solo i proprietari, ma anche chi vanta un diritto reale sull’immobile, gli inquilini e i comodatari.

Ecobonus e sismabonus: nel 2027 restano ma con aliquote più basse

Stessa direzione anche per le due agevolazioni legate alla sicurezza degli edifici e al risparmio energetico. Anche ecobonus e sismabonus continueranno a esistere fino al 31 dicembre 2027, ma con percentuali più basse rispetto a quelle attuali. Nel 2026 le detrazioni sono ancora al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le altre case; dal 2027 scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%. Il sismabonus, che sostiene gli interventi per ridurre il rischio negli edifici situati nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, si era già allineato alle aliquote del bonus ristrutturazioni lo scorso anno. L’ecobonus, invece, copre lavori come la sostituzione degli infissi, l’isolamento termico e l’installazione di pompe di calore, e potrebbe presto cambiare volto: al posto della classica detrazione Irpef divisa in dieci rate annuali, si sta valutando l’introduzione del conto termico, un rimborso erogato più rapidamente e pensato soprattutto per le famiglie a basso reddito. Il nuovo meccanismo, però, prevede requisiti di accesso più severi.

Bonus mobili, il futuro è appeso alla manovra

Molto a rischio invece il bonus mobili, che permette una detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 5mila euro per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici collegati a una ristrutturazione. È sicuro solo fino al 31 dicembre 2026. Il problema è che questa agevolazione non compare nel nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir), il testo di legge che dal 1 gennaio 2027 sostituirà quello oggi in vigore raccogliendo tutte le norme fiscali su Irpef e Ires, comprese le detrazioni per la casa: mentre ecobonus e sismabonus vengono citati espressamente come misure a termine, del bonus mobili non c’è traccia. Un’assenza che lascia intendere come, senza un intervento specifico nella prossima Legge di Bilancio, l’agevolazione potrebbe non essere rinnovata. Restano invariati, per chi vuole ancora sfruttarla quest’anno, i requisiti minimi di efficienza energetica: classe A per i forni, classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori.

Cosa conviene fare entro fine anno

Gli ultimi mesi di quest’anno sono quindi da sfruttare se si sta valutando di fare lavori in casa: sostenere le spese entro il 31 dicembre significa ancora avere diritto alle aliquote più alte, prima del taglio del 2027. Chi punta anche al bonus mobili deve fare attenzione all’ordine delle operazioni: i lavori di ristrutturazione vanno avviati prima dell’acquisto di arredi ed elettrodomestici, anche se possono concludersi più avanti. Resta il fatto che la Legge di Bilancio 2027 potrebbe cambiare le carte in tavola nei prossimi mesi, con nuove proroghe.

Autore
Panorama

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