Bontu, il brand cinese arriva in Italia con soluzioni mai viste prima
- Postato il 30 maggio 2026
- Auto Elettriche
- Di Virgilio.it
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La mobilità urbana elettrica sta entrando in una fase nuova, meno spettacolare forse rispetto alle grandi berline a batteria e ai SUV da viaggio, ma molto più concreta. Le città chiedono mezzi più piccoli, meno rumorosi, facili da parcheggiare, economici da usare e capaci di muoversi in spazi dove l’auto tradizionale spesso diventa un ingombro.
In questo scenario arriva Bontu, marchio cinese specializzato nei veicoli elettrici leggeri di categoria L, che ha scelto l’Italia come porta d’ingresso per l’Europa. Il debutto non riguarda un singolo modello, ma una piccola gamma già pensata per coprire usi diversi: la BTE09 per gli spostamenti urbani più semplici, la BTE05 per chi cerca una microcar elettrica più completa e il BTE03 per consegne, artigiani e logistica dell’ultimo miglio. La presentazione europea del marchio ha messo al centro proprio questa idea: non proporre soltanto mezzi elettrici compatti, ma costruire attorno a loro una rete commerciale, assistenza locale e, in prospettiva, anche una produzione europea in configurazione CKD.
La scelta dell’Italia non sembra casuale. Da una parte ci sono città congestionate, centri storici, zone a traffico limitato e una domanda potenziale per soluzioni più leggere dell’auto classica. Dall’altra c’è un mercato delle microcar già conosciuto, soprattutto tra i più giovani e tra chi cerca un mezzo urbano protetto, alternativo allo scooter e meno impegnativo di una citycar tradizionale.
Bontu vuole inserirsi proprio in questo spazio, con veicoli completamente elettrici, dimensioni molto compatte e prezzi dichiarati più accessibili rispetto a molti concorrenti europei. Il marchio punta sui quadricicli di categoria L, quindi su mezzi che, a seconda dell’omologazione, possono essere guidati anche prima della patente B. La BTE09, per esempio, può essere proposta sia come L6e sia come L7e, quindi con velocità e utilizzi diversi.
La strategia è abbastanza chiara: partire da Milano, creare una filiale italiana con ruolo di hub per il Sud Europa, sviluppare una rete di vendita e assistenza, poi estendere la presenza ad altri mercati europei. Nei piani presentati dal marchio ci sono anche strutture regionali per Europa occidentale ed Europa orientale, con possibili sviluppi tra il 2026 e il 2027.
BTE09, la microcar più compatta
La BTE09 è il modello più immediato della gamma. È lunga 2,75 metri, larga 1,45 e alta 1,64 metri, quindi occupa pochissimo spazio e nasce per muoversi in città, parcheggiare facilmente e affrontare tragitti brevi senza complicazioni. Può essere omologata sia come L6e sia come L7e: nel primo caso la velocità massima è di 45 km/h, nel secondo arriva a 75 km/h.

La parte tecnica è coerente con l’uso urbano. Il motore elettrico sincrono a magneti permanenti ha una potenza nominale di 6 kW e un picco di 12 kW, mentre la batteria LFP da 7,68 kWh promette un’autonomia dichiarata tra 130 e 150 km nel ciclo CLTC. Il raggio di sterzata di 4,5 metri è uno dei dati più utili nella vita reale, perché facilita manovre, inversioni e parcheggi stretti, anche se a bordo l’impostazione resta essenziale, ma non povera. Ci sono servosterzo elettrico, schermo centrale da 10 pollici per l’infotainment, possibilità di avere il climatizzatore e ABS di serie sulla versione L7e. Il prezzo indicativo va da 9.500 a 13.000 euro, in base alla versione.
BTE05, più autonomia e più comfort
La BTE05 guarda a chi usa un veicolo tutti i giorni e vuole qualcosa di più vicino a una microcar completa. È lunga 3 metri, larga 1,5 e alta 1,63 metri. La configurazione principale per l’Europa è a due posti, ma durante la presentazione è stata mostrata anche una versione a quattro posti destinata ad alcuni mercati.

Il punto forte è l’autonomia. La batteria può essere da 13,9 o 18,1 kWh, con percorrenze dichiarate rispettivamente di 170 e 222 km. La ricarica rapida permette di passare dal 30 all’80% in circa 65 minuti, mentre la d ricarica DC 320 V dal 20 all’80% in circa un’ora con anche la compatibilità con la ricarica domestica a 220 V. È il modello più adatto al pendolarismo urbano e suburbano, soprattutto per chi percorre ogni giorno gli stessi tragitti casa-lavoro. La dotazione può includere quadro digitale, touchscreen, telecamera posteriore, sensori di parcheggio, ABS, assistenza alla partenza in salita e servosterzo elettrico. Il prezzo previsto è tra 14.000 e 17.000 euro.
BTE03, il mini van per le consegne
Il BTE03 non nasce per il trasporto privato, ma per piccole consegne, artigiani, servizi locali e logistica urbana a corto raggio. È lungo 3,564 metri, largo 1,22 e alto 1,98 metri, con passo di 2,2 metri. Il vano di carico misura 1,8 metri in lunghezza, 1,14 in larghezza e 1,3 in altezza, mentre la portata dichiarata arriva a 340 kg, con il motore elettrico PMSM da 7,5 kW che consente una velocità massima di 81 km/h. La batteria LFP da 8,352 kWh di suo garantisce tra 80 e 100 km di autonomia dichiarata, mentre il telaio usa sospensioni anteriori MacPherson e balestre posteriori, soluzione semplice e robusta per reggere meglio il carico. Sono numeri pensati per turni urbani, consegne ripetute e rientro alla base, più che per lunghi tragitti.

Il BTE03 può essere configurato come furgone chiuso o con pianale. Il prezzo indicativo è compreso tra 12.000 e 14.000 euro, posizionamento che lo rende interessante per attività che cercano un veicolo elettrico piccolo, economico da usare e facile da parcheggiare.
La sfida sarà costruire fiducia
Bontu non vuole limitarsi a importare veicoli già pronti. La filiale italiana avrà un ruolo centrale per il Sud Europa, con attività di vendita, assistenza, manutenzione, ricambi e formazione tecnica. È un punto decisivo, perché nel mercato delle microcar elettriche il prezzo conta, ma non basta, servono ricambi disponibili, officine preparate e una rete capace di sostenere il prodotto nel tempo. La garanzia dichiarata varia in base al modello, per la BTE09 si parla di 3 anni o 50.000 km sulla batteria. Per la BTE05 la batteria al litio è coperta per 5 anni o 100.000 km, mentre il veicolo completo arriva a 3 anni o 60.000 km. Per il BTE03 sono previsti 3 anni o 50.000 km sulla batteria e 2 anni o 30.000 km sul veicolo.
Il piano più ambizioso riguarda una futura fabbrica CKD europea, destinata all’assemblaggio locale di veicoli e componenti. La selezione del sito produttivo è prevista entro fine 2026, la costruzione nel 2027 e l’avvio della produzione di massa tra fine 2027 e prima metà 2028. È presto per dire quanto Bontu con i suoi quadricicli riuscirà davvero a incidere sul mercato, ma il posizionamento è chiaro. BTE09, BTE05 e BTE03 non puntano sull’effetto speciale, bensì su dimensioni ridotte, trazione elettrica, semplicità d’uso e prezzi competitivi. In città sempre più congestionate, questa concretezza può diventare un vantaggio.