BJK Cup, all'Italia stavolta non riesce l'impresa: Grant e Paolini ko., in finale ci va (con merito) l'Ucraina
- Postato il 26 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
L’epopea azzurra di Billie Jean King Cup è costretta a segnare il passo: in finale a Shenzhen ci va l’Ucraina, come da pronostico e senza battere ciglio, perché al netto delle generose prove offerte da Tyra Grant e Jasmine Paolini l’Italia ha ben poco da rimproverarsi per aver mancato quella che sarebbe stata la quarta finale consecutiva nella manifestazione. Saranno così Cechia e Ucraina a giocarsi l’ambita competizione a squadra, discendente diretta della Fed Cup: l’Italia abdica dal trono cedendo entrambi i singolari nella semifinale contro le ucraine, che un anno fa battemmo per 2-1, ma che quest’anno si sono rifatte con gli interessi.
- Grant generosa, ma Kalinina la vince d'esperienza
- Svitolina implacabile: servita la rivincita su Paolini
Grant generosa, ma Kalinina la vince d’esperienza
Si sapeva che sarebbe servita un’impresa per centrare ancora una volta la finale, ma stavolta alle azzurre l’impresa è stata preclusa dalla solidità e dal pragmatismo della compagine ucraina, che ha sfruttato appieno i mismatch favorevoli che sapeva di avere. Garbin ha avuto il coraggio di lanciare per la prima volta nel torneo Tyra Grant, 18 anni compiuti lo scorso maggio (numero 156 del ranking WTA) e tutto sommato la figlia dell’ex cestista Tyrone s’è ben comportata contro Anhelina Kalinina, numero 50 del ranking WTA, che l’ha battuta in due set tirati e combattuti (6-3 6-4).
Con Cocciaretto costretta ai box dopo aver lamentato ancora fastidio al ginocchio, la scelta della capitana azzurra non ha sorpreso nessuno. Grant ha giocato con coraggio, riuscendo quasi a pareggiare le statistiche della ben più esperta rivale con la prima (73% di punti vinti contro 76%), mentre con la seconda ha faticato un po’ di più (72% contro 47%). Ma in generale se l’è lottata, annullando due palle break nel sesto gioco del primo set, prima però di cedere sulla terza.
Kalinina quella palla se l’è fatta bastare, andando a chiudere con autorevolezza il primo parziale e poi trovando subito il break nel gioco d’apertura del secondo (anche qui Grant annulla le prime due, non la terza). L’italiana non molla un centimetro e resta in scia, ma senza procurarsi opportunità di replica. Arriva ad annullare anche due palle match all’ucraina, che poi chiude però alla terza, dimostrandosi autentica macchina da BJK Cup (4 vittorie su 4 partite).
Svitolina implacabile: servita la rivincita su Paolini
Toccava dunque a Paolini provare a salvare di nuovo la baracca, portando l’Italia a giocarsi tutto al doppio. Stavolta però s’è scontrata con una Elina Svitolina semplicemente spietata: doppio 6-2 e poco da recriminare per la toscana, mai in partita al cospetto di un’avversaria decisamente più in palla. C’era anche il ricordo della sconfitta dell’anno passato a spingere Svitolina a prendersi una bella rivincita: 58-31 il computo dei punti complessivi vinti dall’ucraina, partita fortissimo col break ottenuto nel gioco d’apertura a zero e poi bissato nel settimo gioco (con due palle break collezionate).
Stesso copione nel secondo set, aperto dal break in apertura della signora Monfils (hanno convolato a nozze lo scorso anno), che poi è salita sul 3-0 di fatto mettendo in ghiaccio la pratica con largo anticipo. E con poco più di un’ora di partita ha spedito le compagne alla prima finale in BJK Cup, dove contro la Cechia il confronto si prevede piuttosto equilibrato (ma forse leggermente dalla parte di Noskova e Muchova).