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Bizzarrini 5300 Aperta Lusso, il mito ritorna. Solo 10 esemplari artigianali – FOTO

  • Postato il 10 luglio 2026
  • Fatti A Motore
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Bizzarrini 5300 Aperta Lusso, il mito ritorna. Solo 10 esemplari artigianali – FOTO

Dopo oltre sessant’anni, il visionario concetto di supercar aperta concepito da Giorgetto Giugiaro e Giotto Bizzarrini risorge nella Bizzarrini 5300 Aperta Lusso. Questa “Nuova Classica”, limitata a una serie iniziale di soli 10 esemplari artigianali costruiti su misura, unisce lo stile puro degli anni Sessanta alla tecnologia strutturale del ventunesimo secolo. Il primo modello, denominato “La Dolce Vita“, è stato commissionato da un cliente con l’obiettivo di disconnettersi dalla frenesia digitale e ritrovare il piacere primordiale della guida a cielo aperto.

Sotto una splendida carrozzeria monoscocca in fibra di carbonio — rinforzata nel tunnel della trasmissione con acciaio di grado aerospaziale per garantire la massima rigidità torsionale — la vettura ospita due pannelli del tetto rimovibili e cristalli senza cornice ad alto isolamento. Il cuore meccanico è un V8 da 5,3 litri centrale da oltre 400 cavalli di potenza, abbinato a un cambio manuale Tremec a 5 marce (o a 6 rapporti opzionali), capace di spingere l’auto a una velocità superiore ai 280 km/h.

L’affidabilità moderna è garantita dall’iniezione elettronica camuffata esteticamente da storici carburatori Weber 40DCOEs, mentre l’impianto di scarico con valvole attive è realizzato a mano in Inconel. La dinamica di guida si affida a sospensioni a doppio braccio oscillante con ammortizzatori Koni regolabili, sterzo a cremagliera servoassistito elettroidraulicamente e cerchi Campagnolo in magnesio con monodado centrale, calzati da pneumatici Pirelli da 205/50 all’anteriore e 255/60 al posteriore.

L’impianto frenante, privo di servoassistenza per garantire la massima sensibilità, adotta dischi autoventilanti con pinze Alcon a 4 pistoncini davanti e Brembo a 2 pistoncini dietro, mantenendo i freni posteriori entrobordo come nella tradizione corsaiola del marchio, che nel 1965 trionfò a Le Mans con la 5300 GT Corsa. All’interno dell’abitacolo, rifinito con i pellami più fini e tessuti Zegna, comfort contemporanei come aria condizionata, ricarica wireless per smartphone e sistema audio con CarPlay sono integrati in modo quasi totalmente invisibile per non alterare l’estetica d’epoca.

Il cruscotto è scolpito in un unico pezzo di acero europeo gessato a mano, il pomello del cambio è impreziosito da tartaruga italiana e oro, e la carrozzeria sfoggia la tinta metallizzata Azzurro Gaia con riflessi dorati, ispirata al Mar Ligure. Con la prima serie già interamente prenotata, Bizzarrini aprirà i successivi slot di produzione per le vetture in consegna nel 2027. Prezzi sconosciuti ma, prevedibilmente, per pochissimi fortunati.

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Autore
Il Fatto Quotidiano

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