Bimba migrante muore di freddo Sinistra sciacalla: colpa del governo
- Postato il 17 maggio 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Bimba migrante muore di freddo Sinistra sciacalla: colpa del governo
Brutto mondo, quello che non vedrà la piccolissima bambina originaria della Costa d’Avorio, morta di freddo ieri notte tra le braccia della madre, appena ventenne. Aveva un mese e una sorellina di due anni e apparteneva al gruppo di 56 immigrati illegali partiti giovedì dalle coste della Libia e salvati da una motovedetta della Guardia di Finanza, che li ha trasportati a Lampedusa. Sul decesso è stata aperta una doverosa inchiesta per accertarne le esatte dinamiche, anche se al momento pare che sia stato fatto tutto il possibile da chi di dovere per salvarla. La notizia è drammatica ed è doloroso per chiunque il solo apprenderla. Non meritava per questo di diventare oggetto di una bieca strumentalizzazione politica per attaccare il governo, come invece hanno fatto Laura Boldrini e altri autorevoli esponenti del Pd e dell’opposizione. «Giorgia, madre e cristiana, non ha niente da dire?», ha tuonato l’ex presidente dem Matteo Orfini. Il leader (lo è ancora?) di + Europa (esiste ancora?), Riccardo Magi ha invece rimproverato a Meloni di «vantarsi che la Ue ha approvato il modello dei centri di rimpatrio in Albania lanciato dall’Italia mentre i neonati muoiono in mare». Curioso, il capo di un partito che ha Europa nel nome che minimizza una decisione dell’Euro pa...
L’Unicef ha stimato che, in media, negli ultimi dieci anni, muore un bambino al giorno in mare. Questo indipendentemente da chi sia al governo in Italia. Nei primi quattro mesi del 2026 è stato calcolato che sono morte circa mille e duecento persone, una contabilità macabra ma in linea con gli ultimi anni. Cosa è successo allora ieri, da scatenare lo sciacallaggio dell’opposizione su quel piccolo cadavere, premesso che non si possono che condividere le parole della parlamentare di Avs, Luana Zanella, secondo la quale «nessun bambino dovrebbe essere costretto a quel viaggio»? La ricostruzione di quanto accaduto è amara. Lo sciacallaggio sulla fine della piccola ivoriana ha una doppia finalità. Il primo scopo è coprire le malefatte delle Ong. Quasi in contemporanea con la morte della bambina in Sicilia, si è saputo che la magistratura ha avviato un’indagine penale a carico del capitano della nave Sea Watch, che aveva appena sbarcato 166 clandestini nel porto di Brindisi. L’accusa è favoreggiamento dell’immigrazione illegale.
«Mentre lo Stato italiano si accanisce contro chi salva vite umane, chi pagherà per la bimba morta a Lampedusa? », recita il comunicato dell’organizzazione non governativa. La manovra è chiara: la Sea Watch è nel mirino della Procura per il sospetto di reati gravi e, per nasconderlo, rilancia il decesso della piccola ivoriana, tirando in mezzo il governo per responsabilità che non ha, quasi a lanciare un Sos alla sinistra perché intervenga in suo favore. E prontamente la sinistra serve l’assist invocato alla Ong, replicandone il bollettino. «Pochi giorni fa, una nostra nave è stata raggiunta da motovedette libiche che hanno aperto il fuoco contro di noi e il governo cerca a tutti i costi di etichettarci come trafficanti», insiste il comunicato della Ong. Ma anche qui c’è l’inganno, visto che Sea Watch finge di ignorare che è stato il governo del dem Paolo Gentiloni a siglare l’accordo con Tripoli per monitorare le acque internazionali contro la tratta di essere umani. Il secondo scopo della strumentalizzazione della morte della bambina è oscurare quanto deciso dai ministri degli Esteri di 46 Paesi europei sui centri di rimpatrio in Albania previsti dal governo Meloni. Il Consiglio Europeo infatti non solo ha riconosciuto la legittimità dell’iniziativa, ma l’ha anche giudicata una soluzione innovativa per la gestione dei flussi migratori. Si ricorderà che la decisione del governo è stata contestata capziosamente dalla nostra magistratura, che l’ha sabotata con provvedimenti ad hoc, poi rilanciati dall’opposizione per accusare la maggioranza di buttare i soldi degli italiani e di non saper fare le leggi, mentre invece il problema era dei giudici, che non sapevano interpretarle o non volevano applicarle. Ecco come una tragedia umana che dovrebbe lasciarci ammutoliti è diventata una farsa politica nelle mani di un’opposizione grottesca e un bieco alibi per chi cerca di depistare sospetti e accuse nei propri confronti.
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