Bilancio regionale, minoranze all’attacco: “Sanità al collasso e nessuna prospettiva vera su lavoro, casa e servizi”
- Postato il 24 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Il rendiconto generale dell’Amministrazione regionale per l’esercizio 2025, l’assestamento al bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2026-2028 e il documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per il triennio 2027-2029 sono stati al centro della seduta odierna del Consiglio regionale.
Alessandro Bozzano, presidente della I Commissione Affari Generali, Istituzionali e Bilancio, ha illustrato il Disegno di legge 109 sul rendiconto finanziario 2025: “Con questo provvedimento la Regione adempie all’obbligo istituzionale derivante dal proprio Statuto, che costituisce la verifica annuale di quanto è stato possibile realizzare attraverso il confronto fra le previsioni del bilancio e i risultati definitivi conseguiti, sia in termini finanziari sia in termini patrimoniali”.
“Analizzando il quadro d’insieme del Rendiconto 2025 si può rilevare che dal complesso delle operazioni finanziarie emerge che «nel corso della gestione del bilancio 2025 sono state accertate entrate per complessivi 6 miliardi e 335 milioni di euro e registrati impegni di spesa per complessivi 6 miliardi e 232 milioni di euro. Il totale delle riscossioni è stato di complessivi 6 miliardi e 57 milioni di euro ed il totale dei pagamenti è stato di complessivi 6 miliardi e 72 milioni di euro, con un fondo di cassa al 31/12/2025 di 355 di euro. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 – ha precisato – si attesta a 866 milioni di euro, da cui vanno dedotti accantonamenti e vincoli di legge”.
Alessandro Bozzano ha illustrato l’articolazione del rendiconto: “E’ composto dal conto del bilancio, dal conto economico e dallo stato patrimoniale. Il conto del bilancio – ha precisato – dimostra i risultati finali della gestione rispetto alle autorizzazioni contenute nel primo esercizio considerato nel bilancio di previsione. Il conto economico evidenzia i componenti positivi e negativi della gestione di competenza economica dell’esercizio, che sono stati rilevati dalla contabilità economico-patrimoniale. Lo stato patrimoniale, infine, rappresenta la consistenza del patrimonio al termine dell’esercizio”.
Il presidente della I Commissione ha ricordato che la sua relazione riporta, quindi, una sintesi tecnica dei risultati derivanti dalla gestione del bilancio avvenuta nel corso dell’esercizio 2025 e riportati analiticamente nel conto consuntivo e nel rendiconto della gestione per capitoli. “Contestualmente al rendiconto – ha detto – la Regione approva il rendiconto consolidato, comprensivo dei risultati del Consiglio regionale e degli eventuali organismi strumentali”.
“Il rendiconto 2025 certifica il fallimento politico e amministrativo della Giunta Bucci. La Corte dei Conti mette nero su bianco criticità che denunciamo da tempo e fotografa una Regione che non programma, rincorre emergenze e copre buchi di bilancio con operazioni contabili, mentre i problemi veri dei liguri restano lì” ha affermato Carola Baruzzo, consigliera regionale del PD, vicepresidente della Commissione Bilancio e relatrice di minoranza sul bilancio consuntivo.
“Il nodo principale – prosegue Baruzzo – resta la sanità. Sul disavanzo sanitario, la Corte dei Conti conferma esattamente ciò che abbiamo denunciato fin dall’inizio, cioè che non siamo davanti a un incidente contabile, ma a uno squilibrio strutturale prodotto da anni di scelte sbagliate, rinvii e mancata programmazione. Avevamo detto che senza un piano serio su personale, liste d’attesa e sanità territoriale il sistema avrebbe continuato soltanto ad accumulare debito e a scaricare il costo sui cittadini. Oggi quella preoccupazione delle opposizioni è diventato un fatto certificato”.
“Disavanzo strutturale, liste d’attesa lunghe, tantissimi pazienti che vanno a curarsi in altre regioni, cittadini costretti a pagarsi visite ed esami dai privati. Questa è la realtà e, invece di affrontare i problemi veri della sanità — personale, liste d’attesa, servizi territoriali — la Giunta ha scelto solo di riscriverne la governance: in parole povere nuovi assetti, nuovi organismi, nuove strutture di comando, ma cambiare gli organigrammi non basta se non si affrontano le cause della crisi strutturale della sanità ligure”.
“L’assestamento del Bilancio regionale avrebbe dovuto correggere la rotta. Invece siamo alla solita amministrazione senza visione poilitica. Si spostano risorse, si tampona un’emergenza, si sta a vedere cosa succede. È una gestione che ricorda il maestro Miyagi di Karate Kid: ‘metti la cera, togli la cera’. Solo che qui non si sta allenando nessuno. Si prendono risorse da una parte per coprire un’emergenza, poi le si spostano altrove, salvo ricominciare pochi mesi dopo”.
“Una Regione non si governa così. Oltre al grande tema della sanità, mancano infatti una strategia e una programmazione seria su casa, trasporto pubblico, dissesto idrogeologico, creazione di posti di lavoro e miglioramento dei servizi. La Liguria ha bisogno di una vera politica di governo dei bisogni, una definizione delle priorità di intervento, una visione, non semplice contabilità creativa”.
“Per questo il nostro giudizio è netto – conclude Baruzzo – bocciamo un bilancio che non dà risposte e una linea politica che ha aggravato i problemi dei cittadini, peggiorando la loro qualità della vita. La maggioranza di destra che sostiene Bucci continua a raccontare una Liguria che non esiste, mentre cittadini, imprese, lavoratori e famiglie fanno i conti ogni giorno con servizi peggiori e un futuro incerto”.
“L’assestamento di bilancio 2026-2028 e il DDL 121 mostrano con chiarezza l’incapacità della destra regionale ligure di affrontare le cause strutturali dei problemi – aggiunge il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano -. Il caso più grave resta la sanità: il disavanzo, stando alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, è salito a 125,7 milioni di euro nel 2025 e continua a essere coperto con accantonamenti, applicazione dell’avanzo, variazioni d’urgenza e riduzioni temporanee di risorse destinate ad altri settori. Su un avanzo complessivo di 865 milioni, soltanto 9 milioni sono realmente disponibili, mentre persistono liste d’attesa, carenze di personale, mobilità passiva e ricorso crescente al privato. Mancano ancora un piano pluriennale credibile di risanamento, una ricostruzione trasparente della vicenda ARPAL e dati chiari sul costo effettivo delle misure straordinarie adottate”.
“Le conseguenze ricadono anche sulle politiche sociali. La Missione dedicata ai diritti e alle famiglie registra una riduzione superiore a 9 milioni di euro, compresi 10 milioni in meno per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. Il minore stanziamento deriva dal calo dei finanziamenti statali, ma la Regione Liguria non prevede risorse proprie sufficienti per compensare una misura essenziale in una fase di forte emergenza abitativa. Anche sugli alloggi pubblici la Giunta amplia le categorie destinatarie senza aumentare il patrimonio disponibile, mettendo di fatto in concorrenza famiglie in difficoltà, anziani, persone con disabilità e lavoratori dei servizi essenziali”.
“La stessa impostazione emerge nel DDL 121. Di fronte alle difficoltà dei piccoli Comuni nel dotarsi dei piani urbanistici, la Giunta non offre risorse, assistenza tecnica o poteri sostitutivi: preferisce cancellare le salvaguardie, indebolendo pianificazione, tutela paesaggistica e contrasto al consumo di suolo. Anche su casa, trasporti ed enti regionali prevalgono deroghe, anticipazioni e maggiore discrezionalità, senza criteri sufficientemente trasparenti”.
“Il tratto comune è evidente – conclude Giordano –: la destra governa le emergenze dopo che sono esplose, copre i passivi senza rimuoverne le cause, riduce il ruolo preventivo del Consiglio e rinvia le soluzioni strutturali. La Liguria avrebbe invece bisogno di programmazione, controllo pubblico e investimenti duraturi nella sanità, nelle politiche sociali, nella casa, nei servizi e nella capacità amministrativa dei territori”.
In una lunga relazione di minoranza, la consigliera Selena Candia (Avs) ha poi sottolineato i rilievi avanzati dalla Procura della Corte dei Conti al bilancio regionale: “E’ gravissimo che la Procura, il massimo organo di controllo della finanza pubblica, abbia ritenuto di chiedere la non parificazione di alcune poste fondamentali del rendiconto e abbia sollevato dubbi di costituzionalità su alcune delle norme approvate da questa maggioranza”.
Secondo la consigliera, dunque, il rendiconto “non rappresenta correttamente la situazione finanziaria della Regione. Questo significa che l’avanzo di amministrazione di circa nove milioni di euro, che la Giunta presenta come risultato positivo, secondo la Procura della Corte dei conti non era attendibile. Non è un’opinione, ma una richiesta formale di non parificare il risultato finale di amministrazione. La Corte certifica che il disavanzo cresce, arrivando a oltre 125 milioni di euro e afferma che questa evoluzione negativa ha ormai carattere strutturale. I servizi – ha aggiunto – nel frattempo peggiorano: il 32% delle prestazioni viene ancora erogato oltre i tempi previsti”.
“Continua il saldo negativo della mobilità sanitaria con una spesa di 74 milioni e i conseguenti disagi degli utenti per lo spostamento. Ricordiamo, infine, che il buco da 120 milioni è stato smentito da Bucci e coperto con risorse straordinarie”.
Secondo Selena Candia, inoltre, la Procura evidenzia disallineamenti tra i dati pubblicati dalla Regione sul PNRR e quelli presenti nella banca dati nazionale ReGiS e sottolinea: “Un quadro molto diverso da quello raccontato dalla maggioranza. I cittadini liguri non hanno bisogno di propaganda, ma di una sanità che funzioni, di bilanci trasparenti, di amministrazioni credibili”.
Secondo la consigliera, infine, la Giunta non ha preso in considerazione il tema del cambiamento climatico e, per quanto riguarda le politiche abitative, secondo la consigliera occorre rafforzare il fondo affitti e mantenere l’edilizia residenziale pubblica diffusa sul territorio.
Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha illustrato la relazione di minoranza del gruppo rispetto ai tre provvedimenti finanziari. “Questa manovra di bilancio contiene molti elementi di carattere tecnico e pochissimi di carattere politico – ha esordito il consigliere – all’interno di una visione di questa regione che appare ancora in estrema difficoltà”. Pastorino ha sottolineato: “Assume rilevanza, ancora una volta, la questione del servizio sanitario, già oggetto di un intervento da parte della Corte dei Conti”.
“Questa manovra di assestamento finanziario mostra tutti i suoi limiti proprio negli interventi di copertura del disavanzo del 2025: non c’è nessuna rimodulazione finanziaria per il 2026. È come se – ha spiegato – si fosse fatto il possibile per coprire un buco creato dalla stessa Giunta regionale, ma senza prospettare alcun sviluppo futuro. È chiaro, dunque, che si parta dalla sanità perché rappresenta l’80% della spesa, tuttavia, si tratta di una situazione molto complessa e difficile che toglie possibilità e interventi agli altri settori della regione, a partire da quelli legati allo sviluppo”.