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Il romano ha provato a non farsi risucchiare dal solito pensiero, quello che arriva quando il corpo si ferma mentre la testa era ancora in piena battaglia, ma è andata così: ”Perdere o vincere ovviamente era importante, ma è una sensazione diversa quando vai a casa e pensi solo a cosa avresti potuto fare meglio se hai perso la partita in questo modo — le parole del ‘Berro’ — Mi sono sentito e mi sento come se mi fosse stata tolta la possibilità di esprimermi fino all'ultimo punto, di provarci, ed è un po' quello che è successo negli ultimi anni”.

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La delusione resta, ma dentro c’è anche la volontà di non cancellare quanto costruito a Parigi: "Devo prendere le cose buone che ho fatto in questo torneo perché poche settimane fa e pochi giorni fa sarebbe stato pazzesco pensare a me nei quarti di finale e quindi cercherò di tornare a casa con il sorriso sulle labbra — ha aggiunto in conferenza stampa — Sarà dura, ma questa è la mentalità che mi piace avere”.

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Il problema all’anca si è fatto sentire nel momento più delicato. Berrettini ha provato a stringere i denti, poi ha dovuto alzare bandiera bianca: "A metà del primo set ho iniziato a sentire qualcosa mentre servivo, ma stavo gareggiando, la partita era davvero dura e semplicemente non ci ho dato molto peso — ha spiegato, motivando la scelta del ritiro come arrivata quasi di conseguenza — Il tennis è uno sport individuale, non c'è un cambio e non posso chiedere una sostituzione, devo pensare al mio futuro”. Infine il rispetto per l’avversario: "Dobbiamo dare a Matteo il rispetto che merita — ha concluso — perché per batterlo stasera (mercoledì sera, ndr) dovevo essere al 100%”.

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Il romano ha provato a non farsi risucchiare dal solito pensiero, quello che arriva quando il corpo si ferma mentre la testa era ancora in piena battaglia, ma è andata così: ”Perdere o vincere ovviamente era importante, ma è una sensazione diversa quando vai a casa e pensi solo a cosa avresti potuto fare meglio se hai perso la partita in questo modo — le parole del ‘Berro’ — Mi sono sentito e mi sento come se mi fosse stata tolta la possibilità di esprimermi fino all'ultimo punto, di provarci, ed è un po' quello che è successo negli ultimi anni”.

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La delusione resta, ma dentro c’è anche la volontà di non cancellare quanto costruito a Parigi: "Devo prendere le cose buone che ho fatto in questo torneo perché poche settimane fa e pochi giorni fa sarebbe stato pazzesco pensare a me nei quarti di finale e quindi cercherò di tornare a casa con il sorriso sulle labbra — ha aggiunto in conferenza stampa — Sarà dura, ma questa è la mentalità che mi piace avere”.

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Il problema all’anca si è fatto sentire nel momento più delicato. Berrettini ha provato a stringere i denti, poi ha dovuto alzare bandiera bianca: "A metà del primo set ho iniziato a sentire qualcosa mentre servivo, ma stavo gareggiando, la partita era davvero dura e semplicemente non ci ho dato molto peso — ha spiegato, motivando la scelta del ritiro come arrivata quasi di conseguenza — Il tennis è uno sport individuale, non c'è un cambio e non posso chiedere una sostituzione, devo pensare al mio futuro”. Infine il rispetto per l’avversario: "Dobbiamo dare a Matteo il rispetto che merita — ha concluso — perché per batterlo stasera (mercoledì sera, ndr) dovevo essere al 100%”.

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Berrettini si ferma e zoppica, la reazione drammatica del suo staff sugli spalti

  • Postato il 4 giugno 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 5 min di lettura
Berrettini si ferma e zoppica, la reazione drammatica del suo staff sugli spalti
Berrettini si ferma e zoppica, la reazione drammatica del suo staff sugli spalti

Dopo il ritiro contro Matteo Arnaldi al Roland Garros, la sensazione per Matteo Berrettini è quella di un conto che torna a presentarsi sempre uguale. Un altro stop, un’altra partita lasciata a metà, e soprattutto la difficoltà di rimettere insieme i pezzi dal punto di vista mentale prima ancora che fisico.

Nel secondo set, sotto 4-2 e sul 40-0 per l'avversario, Berrettini inizia a zoppicare vistosamente. Dal suo box gli fanno ampi gesti: "Fermati", "Ritirati". Lui però cerca di resistere, fino alla fine. Invano.

Il romano ha provato a non farsi risucchiare dal solito pensiero, quello che arriva quando il corpo si ferma mentre la testa era ancora in piena battaglia, ma è andata così: ”Perdere o vincere ovviamente era importante, ma è una sensazione diversa quando vai a casa e pensi solo a cosa avresti potuto fare meglio se hai perso la partita in questo modo — le parole del ‘Berro’ — Mi sono sentito e mi sento come se mi fosse stata tolta la possibilità di esprimermi fino all'ultimo punto, di provarci, ed è un po' quello che è successo negli ultimi anni”.

La delusione resta, ma dentro c’è anche la volontà di non cancellare quanto costruito a Parigi: "Devo prendere le cose buone che ho fatto in questo torneo perché poche settimane fa e pochi giorni fa sarebbe stato pazzesco pensare a me nei quarti di finale e quindi cercherò di tornare a casa con il sorriso sulle labbra — ha aggiunto in conferenza stampa — Sarà dura, ma questa è la mentalità che mi piace avere”.

Il problema all’anca si è fatto sentire nel momento più delicato. Berrettini ha provato a stringere i denti, poi ha dovuto alzare bandiera bianca: "A metà del primo set ho iniziato a sentire qualcosa mentre servivo, ma stavo gareggiando, la partita era davvero dura e semplicemente non ci ho dato molto peso — ha spiegato, motivando la scelta del ritiro come arrivata quasi di conseguenza — Il tennis è uno sport individuale, non c'è un cambio e non posso chiedere una sostituzione, devo pensare al mio futuro”. Infine il rispetto per l’avversario: "Dobbiamo dare a Matteo il rispetto che merita — ha concluso — perché per batterlo stasera (mercoledì sera, ndr) dovevo essere al 100%”.

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Libero Quotidiano

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