Beppe Grillo: “Non ho il potere di fondare un partito”. E sul figlio Ciro: “Studia da avvocato per gridare la sua innocenza”
- Postato il 21 settembre 2026
- Politica
- Di Genova24
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Roma. “Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà. Posso dare degli input a delle idee”: Lo ha detto il fondatore del M5S Beppe Grillo a Pulp Podcast, intervistato da Fedez e Mr Marra.
Con la politica ha detto l’ex comico genovese “io ci ho rimesso un sacco di soldi, un po’ di salute, una parte della mia famiglia, perché non sono mai stati d’accordo. Siamo partiti con Casaleggio. Poi, mancando Casaleggio sono rimasto un po’ privo. Poi c’è stato Di Maio, bravissimo, per l’amor di Dio, però… Poi ho fatto il garante che non contava quasi nulla. La situazione si è evoluta. Io e Casaleggio non ci siamo mai candidati e mai ci abbiamo pensato. Abbiamo fondato il Movimento nel giorno di San Francesco”.
Per Grillo “il popolo del M5s sono persone nuove. Io non ce l’ho col Movimento, sono anche persone in gamba, ma lo spirito non c’è più, è completamente diverso”. “Non vedo una rinascita del M5s con i valori…” delle origini, ha aggiunto “perché è passato, ma alcune cose sono compostabili. Sono stato polverizzato, ma nella polvere ci sono dei semi di qualcosa“.
Poi, riferendosi al ricorso contro Giuseppe Conte sul simbolo: “Io lo farei anche per dare valore al reverendo Jones, dovrebbe avere la sua faccia, col suo stemma e mandare avanti la sua cosa. lo faccio per lui”.
Non è mancata una stoccata al leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci: ”Ci buttiamo nel fascismo, nel nazionalismo, sulla bandiera, la patria, sono malattie infantili, come gli orecchioni. Il pensiero si sta rattrappendo un po’, oggi le persone intelligenti si nascondono, hanno paura di confrontarsi. Vannacci… il suo futuro sono le domande stupide, con un sottile astio. Lui è come una decalcomania, più gli sputi sopra più si appiccica“.
Grillo ha parlato anche del figlio Ciro, che è stato condannato in primo grado a 8 anni per violenza sessuale di gruppo. A novembre a Sassari comincerà il processo d’appello: “Mio figlio Ciro sta attraversando un periodo un po’ particolare, di enorme pesantezza, che sta risolvendo. Si è laureato 110 e lode, si ha fatto una famiglia, una figlia stupenda, una moglie, studia per diventare penalista e gridare al mondo la sua innocenza, vuole difendersi da solo e gridare la sua innocenza”.