Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Ben-Gvir indagato per la Flotilla insulta l'Italia: "Lo Stivale è diventato il Paese delle ciabatte"

  • Postato il 9 giugno 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
Ben-Gvir indagato per la Flotilla insulta l'Italia: "Lo Stivale è diventato il Paese delle ciabatte"
Ben-Gvir indagato per la Flotilla insulta l'Italia: "Lo Stivale è diventato il Paese delle ciabatte"

Dopo gli insulti e le umiliazioni per i militanti della Flotilla, da Itamar Ben-Gvir arrivano gli sfottò all'Italia: "Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte infradito". 

Il ministro della Sicurezza israeliano è indagato dalla Procura di Roma per sequestro di persona e tortura nell’ambito dell’inchiesta sulla vicenda della Flotilla e sul fermo degli attivisti intercettati dalle autorità israeliane e condotti nel porto di Ashdod.

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47865693]]

Nel fascicolo aperto dai pm capitolini vengono ipotizzate le accuse di violenza sessuale e rapina. L’indagine, coordinata dal pm Stefano Opilio, nasce dall’acquisizione di video e testimonianze che documenterebbero le modalità con cui gli attivisti sarebbero stati trattenuti dopo l’abbordaggio dell’imbarcazione. I filmati, ora al vaglio dei carabinieri del Ros, mostrerebbero alcuni volontari inginocchiati in un hangar del porto israeliano, con le mani legate dietro la schiena, mentre Ben-Gvir passeggia davanti a loro pronunciando frasi ritenute offensive e denigratorie.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la nave della Flotilla sarebbe stata fermata mentre si trovava nelle acque territoriali di Cipro, prima di essere condotta verso Israele e per portare gli attivisti in un deposito portuale. Il nuovo procedimento aperto a piazzale Clodio è stato poi riunito a un fascicolo già esistente relativo a un precedente episodio avvenuto al largo della Striscia di Gaza, quando altri attivisti erano stati bloccati in mare e arrestati.

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47897315]]

Negli atti depositati dagli avvocati dei volontari compaiono anche altri nomi di esponenti politici e militari israeliani che avrebbero avuto un ruolo nelle operazioni di fermo e trasferimento degli attivisti. Secondo le denunce presentate, durante i controlli sarebbero stati sottratti effetti personali ai fermati, circostanza che ha portato i magistrati romani a valutare anche il reato di rapina.

Netta la risposta del ministro israeliano che usa toni molto duri. "Israele non è un sacco da boxe per una banda di bugiardi sostenitori del terrorismo che inventano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti", è la risposta del ministro israeliano. "Non sono intimidito da questo tipo di indagine e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti", ha aggiunto lanciando un attacco durissimo da X all'Italia.

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti