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Basket, il giovane coach Volpi porta Loano in Serie D: “Felice e orgoglioso”

  • Postato il 13 giugno 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Basket, il giovane coach Volpi porta Loano in Serie D: “Felice e orgoglioso”

Loano. La promozione in Serie D del Basket Loano è una notizia accolta con soddisfazione dalla comunità sportiva loanese, che storicamente ha sempre guardato con attenzione alla tradizione della pallacanestro cittadina. Un risultato che amplia la soddisfazione degli addetti ai lavori, ma che porta con sé anche il senso di responsabilità nel proseguire e dare continuità al progetto. Queste, in sintesi, le sensazioni attuali di coach Alessio Volpi, giovane allenatore in attività da quattro anni e alla guida di una prima squadra soltanto da due stagioni. Un percorso iniziato nel migliore dei modi al servizio della pallacanestro loanese, con un traguardo importante raggiunto e la volontà di continuare a crescere sulla stessa strada.

Coach, prime sensazioni post vittoria: parlaci della stagione, della fase playoff e di questo importante risultato

La stagione è partita subito in salita: rispetto alla squadra che aveva vinto il titolo l’anno scorso abbiamo perso due giocatori fondamentali, sia dal punto di vista tecnico sia per gli equilibri dello spogliatoio. Durante la preparazione abbiamo perso un altro giocatore, rientrato soltanto a marzo, e alla terza giornata di campionato abbiamo dovuto fare a meno per tutta la stagione di un altro elemento importante. Contemporaneamente sono arrivati nuovi ragazzi e abbiamo dovuto ricostruire equilibri, ruoli e intese. È stato un percorso complicato perché abbiamo dovuto imparare a convivere con le sconfitte, una situazione alla quale non eravamo abituati dopo l’annata precedente, e con le critiche e i malumori che inevitabilmente ne sono conseguiti. Infatti, abbiamo chiuso la prima fase al quarto posto, conquistando l’ultimo posto disponibile per accedere alla fase successiva, che si è rivelata altrettanto difficile: ci siamo qualificati ai playoff da ultimi, senza mai riuscire a trovare una vera continuità di rendimento e di gioco. In semifinale abbiamo eliminato la squadra che aveva chiuso al primo posto assoluto e che aveva perso soltanto due partite in tutta la stagione. In finale abbiamo affrontato una squadra molto organizzata e, dopo gara 1 persa di 30 punti, sarebbe stato facile arrendersi. Invece i ragazzi hanno reagito alla grande: abbiamo vinto gara 2 e, in gara 3, abbiamo dimostrato quella maturità mentale che ci era mancata in alcuni momenti della stagione. Ogni volta che siamo andati in difficoltà siamo riusciti a restare lucidi, a reagire e a rimanere uniti, portando a casa una vittoria che premia il lavoro e la crescita di tutto il gruppo.

In che cosa vi siete differenziati, secondo te? La cosa che ti ha più soddisfatto della pallacanestro giocata dai tuoi ragazzi?

Abbiamo affrontato una squadra, il My Basket, molto organizzata, che ci ha messo parecchio in difficoltà. Credo che la differenza l’abbiano fatta soprattutto l’intensità, sia offensiva sia difensiva, e la voglia di vincere. Dal punto di vista tecnico e tattico abbiamo apportato qualche aggiustamento, ma il merito principale va ai ragazzi. Hanno difeso con grande aggressività, hanno accettato i sacrifici richiesti e hanno giocato una pallacanestro molto concreta. La cosa che mi ha soddisfatto di più è stata proprio vedere una squadra capace di lottare su ogni possesso, di restare unita nei momenti difficili e di non lasciarsi condizionare dalle situazioni avverse.

A livello personale, com’è stato quest’anno? Sei un allenatore giovane e sicuramente stai imparando tanto, ma raggiungere questo obiettivo può darti ancora più convinzioni

È stata una stagione molto complicata. È la mia quarta stagione da allenatore e solo la seconda alla guida di una prima squadra, e quest’anno mi sono trovato ad affrontare tante situazioni difficili, sia dentro sia fuori dal campo. Quando le cose non funzionano e arrivano le sconfitte, soprattutto se accompagnate da atteggiamenti che non rispecchiano l’identità che vuoi costruire, il primo responsabile ti senti sempre tu. Parliamo di una prima squadra non professionistica: tutti hanno lavoro, famiglia e impegni personali. I ragazzi fanno sacrifici enormi per essere in palestra e, proprio per questo, cerchi continuamente soluzioni, ti chiedi dove stai sbagliando e cosa puoi fare di meglio per aiutare il gruppo. Devo ringraziare tantissimo i ragazzi. Non è scontato accettare come allenatore una persona giovane, che fino a pochi anni prima giocava insieme a molti di loro e che magari è anche più giovane di alcuni componenti della squadra. Io sono abbastanza esigente, perché credo fortemente nelle potenzialità dei miei giocatori, e loro durante l’anno hanno continuato a seguirmi anche nei momenti più difficili. Infine, ci tengo a ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine durante questa stagione: in primis Elena, che a casa si è sorbita tutti i miei mal di pancia e le mie paranoie; Simo, che mi ha aiutato in palestra e in panchina; la mia famiglia; Riga e tutta la società; e Vince, per la disponibilità e i consigli che non mi ha mai fatto mancare.

Avete reso felice una Loano sportiva che sul basket punta molto. Che sensazioni vi e ti dà e cosa sarà importante fare nel prossimo futuro?

Loano è casa e portare un titolo a casa è sempre motivo di felicità e orgoglio. Quest’anno è arrivato anche un nuovo direttivo che ha dovuto affrontare diverse situazioni e dedicare molto tempo a risolvere problematiche accumulate negli anni precedenti. Per questo credo che questa vittoria sia anche un riconoscimento al lavoro che viene svolto quotidianamente dietro le quinte. Guardando al futuro, però, credo sia importante essere lucidi e onesti nelle valutazioni. Vincere è bellissimo, ma non deve farci perdere di vista alcune riflessioni che, come società, dobbiamo fare. Se guardo oggi la prima squadra, vedo un gruppo senior molto competitivo, ma vedo anche pochi giocatori provenienti dal nostro settore giovanile nelle annate successive al gruppo del ’98-’99. È un aspetto sul quale credo sia giusto interrogarsi e lavorare per il futuro. Per garantire continuità a questo progetto sarà fondamentale sederci attorno a un tavolo, analizzare ciò che ha funzionato e ciò che non ha funzionato negli ultimi anni e costruire un percorso che permetta a sempre più giovani di arrivare stabilmente in prima squadra. Poi è chiaro che la speranza sia quella di continuare a vincere e magari provare a salire di categoria. Però bisogna farlo con equilibrio, guardando sia agli aspetti tecnici sia a quelli organizzativi ed economici, perché il campionato superiore richiede risorse importanti. La vittoria di oggi, come quella dell’anno scorso, è un bellissimo punto di arrivo, ma può e deve essere soprattutto un punto di partenza per costruire qualcosa di duraturo per il basket loanese.

Autore
Il Vostro Giornale

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