Bari si candida a Capitale italiana del volontariato 2028: «In campo tutta la comunità»
- Postato il 23 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Bari si candida a Capitale italiana del volontariato 2028: «In campo tutta la comunità»
Bari si candida a Capitale italiana del volontariato 2028: il Comune chiama a raccolta associazioni, Terzo settore, istituzioni e università. L’obiettivo: valorizzare il capitale umano della città e costruire una rete permanente di partecipazione e corresponsabilità.
BARI – Bari mette in campo il suo capitale umano e si candida a Capitale italiana del volontariato 2028. Ma la sfida, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, non si esaurisce nella conquista di un titolo: il percorso vuole diventare un’occasione per mettere in rete energie, esperienze e competenze di una comunità che fa del volontariato e dell’impegno sociale una parte significativa della propria identità. L’annuncio è arrivato alla Fiera del Levante, nel corso di un incontro pubblico che ha dato ufficialmente il via al cammino verso il 2028. Un percorso che Bari ha scelto di impostare fin dall’inizio come una costruzione collettiva, coinvolgendo non soltanto il capoluogo ma l’intera area metropolitana.
A presentare l’iniziativa sono stati Michelangelo Cavone, assessore comunale alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili, Roberto Bellotti, rettore dell’Università di Bari, Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia, Rosa Franco, presidente del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola, don Lino Modesto, direttore della Caritas diocesana Bari-Bitonto, Annamaria Ferretti, presidente del Municipio I, Pasquale Chieco, in rappresentanza di Anci Puglia, e Davide Giove, portavoce del Forum del Terzo Settore Puglia.
La candidatura nasce dalla collaborazione tra Comune di Bari, CSV San Nicola, Anci Puglia, Forum del Terzo Settore Puglia e Caritas diocesana Bari-Bitonto, con il patrocinio del presidente della Giunta regionale della Puglia. Una rete istituzionale e sociale chiamata ora a trasformare la candidatura in un progetto concreto.
Bari si candida a Capitale italiana del volontariato 2028: una candidatura che parte dal basso
Il primo banco di prova sarà proprio il percorso partecipativo. La fase conclusiva dell’incontro, significativamente intitolata “Costruire il percorso partecipativo verso Bari Capitale del Volontariato”, è stata dedicata alle prime proposte operative della rete dei partner. L’obiettivo è coinvolgere nei prossimi mesi il mondo del Terzo settore, le associazioni, le realtà civiche e tutti quei soggetti che quotidianamente operano sul territorio. Non una candidatura calata dall’alto, dunque, ma un progetto da costruire attraverso il confronto con chi vive ogni giorno le esigenze e le potenzialità della comunità. È qui che la candidatura assume una dimensione che va oltre il 2028. Il Comune punta infatti a fare del percorso un laboratorio permanente di partecipazione, corresponsabilità e costruzione di reti, capace di lasciare una traccia anche indipendentemente dall’esito della candidatura.
«Non solo un titolo, ma un modello di comunità»
La sfida, secondo Palazzo di Città, riguarda quindi molto più di un riconoscimento. «Valorizziamo il tessuto associativo e umano della nostra comunità», è il messaggio che accompagna l’iniziativa. E nella nota diffusa dal Comune viene chiarito il senso politico e sociale della candidatura: «Non si candida soltanto una città, ma un vero e proprio modello di comunità». L’ambizione è mettere in movimento quello che l’amministrazione definisce «l’immenso capitale umano di un intero territorio», trasformandolo in una «forza collettiva generativa».
Il 2028 è l’orizzonte, ma la vera partita si gioca nei prossimi mesi: costruire una rete capace di far dialogare istituzioni, associazioni, Terzo settore, università e cittadini e dare forma a un progetto condiviso. Bari prova così a candidare un’intera comunità.
Il Quotidiano del Sud.
Bari si candida a Capitale italiana del volontariato 2028: «In campo tutta la comunità»